Castilla e León calcola 1,5 milioni di uccelli da sacrificare per Newcastle dopo che sono stati rilevati focolai anche a Segovia.

Castiglia e León prevede di sacrificare fino a 1,5 milioni di uccelli per Newcastle e il campo richiede più controllo sanitario, bilancio e supporto agli allevatori.

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La Conselleria di Agricoltura e Allevamento di Castiglia e León stima in quasi 1,5 milioni gli uccelli che dovranno essere sacrificati a causa dei focolai di malattia di Newcastle rilevati nella Comunità, una patologia virale che colpisce gli uccelli e che ha acceso le allerta delle organizzazioni professionali agricole dopo il suo arrivo a Segovia, dove si aggiunge ad altri focolai già presenti in due province.

Così lo ha esposto il consigliere di Agricoltura, Allevamento, Medio Rurale e Politica Ambientale, Joaquín Antonio Pino, dopo aver presieduto la riunione del Consiglio Regionale Agrario di Castiglia e León tenutasi in una fattoria di Tabladillo, vicina a Santa María la Real de Nieva (Segovia).

Pino ha dettagliato che, per ora, sono stati identificati 19 focolai della malattia, il che obbliga al sacrificio di più di 1.400.000 uccelli, una quantità che "potrebbe avvicinarsi" a 1,5 milioni. L'ultimo focolaio è stato confermato nella provincia di Segovia, che si aggiunge a Valladolid e Zamora come territori con presenza del virus.

Il responsabile di Agricoltura ha insistito sul fatto che questa malattia non rappresenta un rischio per la salute umana, ma comporta conseguenze economiche molto severe per le aziende colpite. Ha spiegato che i servizi veterinari della Giunta lavorano fin dall'inizio della legislatura con riunioni quotidiane di coordinamento con il settore avicolo, sia per la produzione di uova che per la carne, e in stretta collaborazione con il Ministero di Agricoltura, Pesca e Alimentazione.

Il consigliere ha rivendicato la convenienza di "un comando unico veterinario a livello statale" e ha sottolineato che "sono state rafforzate le misure di biosicurezza", sia per il personale che per i veicoli e le attrezzature che accedono alle fattorie.

Ha ricordato, inoltre, che la vaccinazione sarà obbligatoria nelle province con focolai a partire dal 1 agosto e si estenderà all'intero territorio di Castiglia e León dal 1 settembre. Secondo quanto ha indicato, la sequenza genetica del virus esclude legami con i casi di Valencia e indica come "origine più probabile la fauna selvatica", specialmente gli uccelli.

Negli allevamenti dove si conferma la malattia si procede al sacrificio totale degli uccelli, mentre nelle aree di sorveglianza e protezione, fissate in un raggio immediato di tre chilometri, un altro di sicurezza di dieci chilometri e una zona di restrizione aggiuntiva di dieci chilometri, si contempla anche il "sacrificio preventivo in fattorie non colpite con l'obiettivo di interrompere il ciclo della malattia".

Il consigliere ha garantito che la Giunta di Castiglia e León risarcirà i danni derivanti da questi sacrifici e ha indicato che sta già assumendo i "costi di disinfezione delle fattorie colpite", anticipando risorse proprie mentre richiede al Governo centrale di rispettare la ripartizione abituale del 50 per cento nelle campagne di sorveglianza ed eradicazione, fino a raggiungere la metà dei 12 milioni già impegnati, dato che finora hanno ricevuto solo 1,2 milioni.

Nel contesto del Consiglio Regionale Agrario, il presidente di Asaja Castiglia e León, Donaciano Dujo; il coordinatore di UCCL, Jesús Manuel González Palacín, e il coordinatore dell'Alleanza UPA-COAG, Aurelio González, hanno concordato nell'esprimere la loro preoccupazione per la sicurezza sanitaria degli allevamenti dopo l'apparizione di un focolaio a Segovia negli ultimi giorni.

I tre rappresentanti sindacali hanno chiesto al Ministero un rafforzamento del controllo della malattia e che si accelerino gli aiuti destinati agli allevatori che sono stati colpiti.

Fauna selvatica e gestione del lupo

La riunione ha permesso anche di affrontare altri punti dell'agenda agraria autonoma, tra cui il piano di controllo della fauna selvatica e il suo finanziamento, per il quale Donaciano Dujo ha richiesto un budget "dignitoso" per il dipartimento.

Per quanto riguarda la fauna selvatica, il dirigente di Asaja ha sottolineato in particolare il lupo, oltre ai cinghiali e ai caprioli. A suo avviso, la fauna selvatica "sta danneggiando oggi la comunità, provocando incidenti stradali, trasmissione di malattie e perdite economiche per l'agricoltura e l'allevamento". Nel Consiglio Regionale è stato richiesto alla Giunta un "piano sanitario unico, coordinato tra il Ministero, la comunità autonoma e gli allevatori".

In ambito agricolo, le organizzazioni hanno chiesto di avanzare in un "piano di irrigazione che contempli una maggiore superficie irrigabile, il miglioramento delle infrastrutture esistenti e il ricarico delle falde acquifere".

Il consigliere ha risposto in termini simili, confermando che il suo dipartimento ha assunto nuove competenze in materia di fauna selvatica e ha annunciato lo sblocco dei pagamenti per i danni del lupo, insieme all'aggiornamento dei parametri di indennizzo e nuove misure per "controllare" la specie.

Inoltre, ha ricordato che Castilla e León ha votato nell'ultima conferenza settoriale a favore del mantenimento dello status di specie cacciabile del lupo e ha richiesto al Governo di inviare "il prima possibile" all'Unione Europea il rapporto sessennale sul suo stato di conservazione.

Un'altra delle richieste dei sindacati agricoli nel Consiglio Regionale è stata l'attivazione di "un piano agile per l'incorporazione di giovani agricoltori e la modernizzazione delle aziende", con pratiche che si risolvano "in modo tempestivo" e non in "tre o quattro anni", come avviene attualmente.

Il consigliere ha indicato che sono già stati sbloccati i fondi per l'incorporazione di giovani e che saranno sottoscritti "nei prossimi giorni", una volta ottenuto il credito dal Ministero delle Finanze.

In materia di conti pubblici, le organizzazioni agricole hanno richiesto un bilancio "dignitoso" per il Ministero, ricordando che nel 2009 la dotazione per l'Agricoltura raggiungeva i 670 milioni di euro, rispetto ai 603 milioni attuali, nonostante abbia assunto nuove competenze in materia ambientale. Secondo i dirigenti agricoli, l'importo necessario per invertire la situazione "si avvicinerebbe quasi al doppio" del bilancio attuale.