Il vicepresidente primo e consigliere della Presidenza, Sanità ed Emergenze della Junta de Andalucía, Antonio Sanz, ha richiesto al Governo di Spagna una "reazione urgente, rapida ed efficace" di fronte all'aumento del narcotraffico "che si estende sempre di più a più territorio dell'Andalusia".
Sanz si è espresso così ad Almonte, in una conferenza stampa, dopo essere stato interrogato sulla sparatoria mortale avvenuta domenica scorsa nella località onubense di Isla Cristina.
Il responsabile andaluso ha espresso la "preoccupazione" dell'Esecutivo autonomico e ha accusato il Ministero dell'Interno di "abbandono di responsabilità". A suo avviso, questa "inazione" sta facilitando che "il crimine organizzato si muova liberamente" e che "le mafie del narcotraffico si estendano a più territorio" all'interno della comunità.
"Oggi tutte le province sono colpite dalle mafie del narcotraffico e questo è dovuto all'abbandono che il Ministero dell'Interno fa nella lotta e, soprattutto, nella protezione che deve essere data ai nostri Corpi e Forze di Sicurezza dello Stato", ha censurato Sanz.
In questa linea, ha denunciato l'assenza di misure specifiche e di rinforzi per affrontare questa situazione. "Non ci sono cambiamenti normativi, non ci sono più mezzi, non ci sono più risorse, non ci sono più personale e non ci sono più unità specializzate", ha sottolineato, insistendo sul fatto che non esiste "più capacità di combattere contro questa terribile piaga che richiede una risposta".
Per questo motivo, la Junta de Andalucía esige un intervento "immediato" all'Esecutivo centrale. "Bisogna rispondere in modo urgente, rapido ed efficace, perché si perde la credibilità come Stato e, logicamente, si genera un malessere da parte di coloro che lottano, come sono i corpi di polizia", ha rimarcato.
Nella parte finale del suo intervento, Sanz ha reiterato la richiesta che venga riconosciuto il lavoro di polizia come attività ad alto rischio. Ha lamentato che alle Forze e Corpi di Sicurezza "non è stato ancora riconosciuto nemmeno come professione a rischio", una rivendicazione che, ha ricordato, viene proposta dal Governo andaluso "da molto tempo".