I governi della Bolivia e del Brasile hanno presentato questo giovedì un'operazione congiunta per rafforzare la sicurezza nella frontiera comune, una decisione che arriva pochi giorni dopo un incremento della violenza attribuito a organizzazioni criminali brasiliane.
"Abbiamo ufficialmente lanciato il Piano Frontiere Sicure. Dispiegamo in modo permanente unità specializzate e truppe d'élite della Polizia Boliviana a Cobija, Guayaramerín, Puerto Suárez, San Ignacio e San Matías per disarticolare il crimine organizzato transnazionale", ha sottolineato il presidente boliviano, Rodrigo Paz, sui suoi social media.
Nel medesimo messaggio, il mandatario ha rivendicato questa strategia per garantire "una frontiera che produce, esporta e progredisce". "Non c'è pace sociale duratura senza sviluppo produttivo (...) La Bolivia recupera la sua sovranità territoriale", ha evidenziato.
Paz ha presieduto inoltre l'atto ufficiale di avvio del piano nel comune di Guayaramerín, nella provincia di Vaca Díez, cerimonia alla quale hanno partecipato l'ambasciatore del Brasile in Bolivia, Luís Henrique Sobreira, così come altre autorità civili e dirigenti di polizia di entrambi i paesi.
Il programma prevede operazioni coordinate tra le forze di polizia boliviane e brasiliane per localizzare e smantellare le reti criminali che operano da entrambi i lati dei più di 3.400 chilometri di frontiera condivisa.
Secondo quanto dettaglia il quotidiano "El Deber", queste azioni si concentreranno nella lotta contro reati transfrontalieri come il contrabbando, il narcotraffico e la tratta di persone.
L'annuncio è noto dopo un aumento della violenza nel dipartimento di Santa Cruz, dove in meno di una settimana sono stati registrati dieci omicidi.
Le autorità boliviane hanno collegato questi crimini a una disputa interna tra due fazioni criminali brasiliane, il Comando Vermelho e il Primo Comando della Capitale (PCC), e hanno deciso di inviare 200 agenti di polizia aggiuntivi nella zona per rafforzare il controllo.