I ribelli Houthi dello Yemen hanno comunicato di aver lanciato un'offensiva contro l'Aeroporto Internazionale di Abha, in territorio saudita, in rappresaglia per l'attacco aereo eseguito ore prima contro l'aeroporto di Sana'a. Questo bombardamento era stato inizialmente attribuito dagli Houthi all'Esercito dell'Arabia Saudita, anche se alla fine è stato l'Esercito dello Yemen —allineato con il Governo riconosciuto dalla comunità internazionale e con sede ad Aden, nel sud del paese— ad assumersene la paternità. Per il momento non sono stati diffusi dati ufficiali su possibili vittime o danni materiali, e le autorità di Riad non hanno ancora offerto una versione ufficiale.
"Le forze armate yemenite hanno condotto un'operazione militare contro l'Aeroporto Internazionale di Abha con missili balistici e droni", ha annunciato il portavoce militare degli Houthi, Yahya Sari, che ha inquadrato l'operazione in una "risposta" alla "criminale aggressione saudita".
Nel suo messaggio, Sari ha ribadito che Riad è "pienamente responsabile delle gravi conseguenze di questa brutale aggressione, che beneficia il nemico sionista-statunitense, e di tutte le ripercussioni che ne derivano", ribadendo al contempo il "fermo impegno" dei ribelli Houthi a "respingere l'aggressione e a togliere l'ingiusto blocco imposto" al paese.
"In questo contesto, avvertono (le milizie Houthi) tutte le compagnie aeree di non sorvolare lo spazio aereo saudita e le esortano a prendere sul serio i nostri avvertimenti fino a quando non sarà tolto il blocco dell'Aeroporto Internazionale di Sana'a", ha dichiarato Sari. Nella stessa dichiarazione, il portavoce ha inoltre espresso il suo "sincero ringraziamento alla Repubblica Islamica dell'Iran per la sua assistenza alla Repubblica dello Yemen per togliere l'ingiusto blocco dell'Aeroporto Internazionale di Sana'a e per facilitare i voli umanitari da e verso detto aeroporto".
Nonostante le accuse dirette degli Houthi contro l'Arabia Saudita, è stato l'Esercito dello Yemen a riconoscere l'attacco contro l'aeroporto della capitale yemenita e ha spiegato che l'obiettivo era "impedire che un aereo iraniano atterrasse in territorio yemenita", secondo un breve comunicato diffuso sui social media. Secondo la piattaforma di monitoraggio aereo Flightradar, quell'apparecchio è stato infine deviato verso Teheran.
In relazione all'attacco Houthi contro l'aeroporto saudita di Abha, il portavoce della coalizione militare guidata dall'Arabia Saudita nello Yemen, Turki al Maliki, ha dichiarato sui social media che "le difese aeree hanno affrontato le minacce di missili balistici lanciati dalla milizia terroristica Houthi contro la regione meridionale" del paese. Sebbene non abbia fornito ulteriori informazioni, il sito web Flightradar ha segnalato una chiusura temporanea delle strutture e il dirottamento di diversi voli dopo il rilevamento dei lanci di proiettili.
Questo nuovo aumento di violenza si verifica parallelamente alle accuse incrociate tra le autorità yemenite e gli Houthi per il ritardo nell'attuazione di uno scambio di oltre 1.700 prigionieri, inizialmente previsto per sabato. Lo scambio, mediato dalle Nazioni Unite, era destinato a diventare la più grande liberazione di detenuti dall'inizio del conflitto nel 2015.
Il conflitto nello Yemen ha gettato uno dei paesi più poveri del pianeta in una crisi umanitaria di enorme portata. Nonostante i tentativi della comunità internazionale di promuovere un accordo politico tra i ribelli Houthi e il governo sostenuto militarmente dall'Arabia Saudita, i negoziati non sono riusciti finora a concretizzarsi in un patto di pace duraturo.