La Slovenia punta a rafforzare i suoi legami con Israele dopo la svolta promossa da Jansa.

Slovenia difende di stringere legami con Israele dopo anni di freddezza diplomatica e in piena riorientamento della sua politica estera.

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Le autorità della Slovenia sono uscite questo mercoledì in difesa della necessità di rafforzare i legami con Israele, coincidendo con la prima visita in 16 anni di un ministro degli Esteri israeliano nel paese, in un contesto segnato dal giro politico dopo il ritorno al potere dell'ultraconservatore e populista Janez Jansa.

"Questa visita, la prima a questo livello in 16 anni, ha un importante peso politico e simbolico. Dopo un periodo più lungo di contatti politici meno intensi, è arrivato il momento che Slovenia e Israele eleviamo la collaborazione a un livello superiore", ha affermato il Ministero degli Esteri sloveno in occasione della riunione tra il titolare della cartera, Tone Kajzer, e il suo omologo israeliano, Gideon Saar.

Dal Governo sloveno hanno descritto come un "passo importante" per rilanciare i legami bilaterali la decisione di Israele di aprire un'ambasciata residente a Lubiana, un movimento che le autorità del paese hanno ricevuto con soddisfazione.

La Slovenia si è collocata tra i Governi più critici dell'Unione Europea, insieme a Spagna e Irlanda, con il Governo di Benjamin Netanyahu per l'offensiva su Gaza in risposta agli attentati di Hamas del 7 ottobre 2023.

Sotto il mandato del liberale Robert Golob, Lubiana ha proceduto a giugno 2024 al riconoscimento formale dello Stato di Palestina, seguendo l'esempio di Spagna, Irlanda e Norvegia, che avevano dato quel passo appena una settimana prima.