La ministra della Sanità, Mónica García, ha annunciato questo martedì che si recherà a breve a Ceuta per analizzare sul campo l'attuale crisi migratoria. Allo stesso tempo, ha insistito sul fatto che, sebbene ci sia stato un notevole incremento della pressione assistenziale, le cifre registrate non corrispondono a uno scenario di "crisi sanitaria", "collasso sanitario" o "catastrofe sanitaria".
García ha trasmesso questo messaggio in una lettera inviata al presidente del Collegio Ufficiale dei Medici di Ceuta, Enrique Roviralta, che le aveva richiesto di recarsi nella città autonoma per verificare personalmente la "vera catastrofe assistenziale" che, secondo quanto denuncia, si vive in questi momenti.
Nel suo scritto, la ministra ricorda a Roviralta che gli indicatori di assistenza sanitaria a persone migranti e alla popolazione di Ceuta vengono supervisionati quotidianamente dall'Istituto Nazionale di Gestione Sanitaria (INGESA) e dal Ministero della Sanità. Aggiunge, inoltre, che l'assistenza ordinaria a ceutini e ceutine rimane senza alterazioni né ritardi grazie al dispiegamento di dispositivi straordinari.
"Non è mai esistita né esiste attualmente mancanza di attenzione alcuna nell'Area Sanitaria di Ceuta, come si insiste nel comunicare alla popolazione da alcune fonti allarmistiche il cui principale obiettivo non sembra essere il miglioramento dell'assistenza sanitaria di ceutini e ceutine, ma seminare confusione e paura nella popolazione in funzione dei propri interessi particolari. Il servizio pubblico di salute, al contrario, tutela gli interessi generali della cittadinanza", ha sottolineato García nella missiva.
La titolare della Sanità sottolinea anche che, nella città autonoma, le competenze in materia di salute pubblica spettano al Governo di Ceuta.
In questo contesto, dettaglia che l'Area Sanitaria di Ceuta dispone di oltre 1.300 professionisti pubblici in un territorio di 18,5 km2, il che equivale a 70,3 professionisti per km2. Come spiega, "questo investimento in professionisti, come è ben noto, non ha precedenti, per la sua ampia dotazione, in nessun'altra area sanitaria del Sistema Nazionale di Salute che assiste una popolazione simile".
García evidenzia inoltre che l'INGESA, in coordinamento con la Delegazione del Governo e l'Esecutivo ceutino, e con il supporto di enti come la Croce Rossa, ha avviato fin dall'inizio della crisi un dispositivo specifico di assistenza sanitaria per far fronte all'aumento di persone provenienti dal Marocco che sono giunte nella città.
In questo senso, precisa che le risorse assistenziali di INGESA a Ceuta sono state rafforzate con più di 60 professionisti aggiuntivi, che rimarranno operativi, in principio, fino al 31 agosto, in funzione dell'evoluzione della situazione.
La ministra informa anche che l'Ospedale Universitario di Ceuta sta attualmente assistendo 26 pazienti migranti ricoverati, in un centro che ha 110 letti occupati su un totale di 175 disponibili.
Su alcuni di questi pazienti ricoverati, García spiega che si stanno effettuando gli opportuni studi diagnostici ed epidemiologici in seguito all'insorgenza di quadri febbrili e intestinali di diversa gravità. Queste analisi vengono svolte insieme alle autorità ceutine responsabili della salute pubblica. "Inoltre, non è stato registrato alcun decesso nell'ambito dell'INGESA correlato a questa situazione", puntualizza.
Rafforzamento del bilancio e del personale dell'INGESA
Nella stessa lettera, García ricorda al presidente del Collegio dei Medici che il Governo di Spagna ha incrementato il bilancio dell'INGESA del 70 percento dal 2018, passando da 246 milioni a 416,7 milioni di euro. Solo dal 2023 sono stati destinati più di 13 milioni di euro all'Area Salute di Ceuta per rinnovare attrezzature e migliorare le infrastrutture.
Anticipa, inoltre, che è prevista un'investimento aggiuntivo fino a 18 milioni di euro in nuovo materiale e opere. La ministra sottolinea che questo "sforzo di investimento" arriva dopo un periodo (2011-2018) in cui il taglio negli investimenti è stato "drastico" e "ha lasciato un'impronta nel sistema sanitario ceutino difficile da recuperare".
García mette in evidenza che l'INGESA è attualmente il principale datore di lavoro della città, con più di 1.300 lavoratori, e che l'assunzione di personale medico è aumentata dal 2018. Tra il 2018 e il 2026, l'Ospedale Universitario di Ceuta ha aggiunto 16 medici, da 135 a 151, il che rappresenta un aumento dell'11,85 percento. Nello stesso periodo, il personale di Assistenza Specializzata cresce del 5,59 percento, mentre in Assistenza Primaria i medici aumentano del 2,77 percento e l'insieme del personale del 2,47 percento.
"Tutti questi incrementi di personale e di risorse si sono verificati mentre l'attività assistenziale globale si riduceva di circa il 34 percento a causa della chiusura della frontiera nel 2020. È importante sottolinearlo, perché non c'è nessun altro luogo in cui, nonostante una riduzione globale del 34 percento dell'attività assistenziale, si sia verificato un incremento nel numero di professionisti", sottolinea la ministra.
Per concludere, García assicura che il Ministero della Salute manterrà e amplierà i rinforzi sanitari necessari e per il tempo che sarà necessario, sempre agendo nel rispetto delle proprie competenze.