Cerdán aspirò a un appartamento di quasi un milione nonostante i dubbi del suo socio e del venditore

La UCO dettaglia il tentativo fallito di Servinabar di comprare un appartamento di lusso a Madrid per Santos Cerdán fino a 985.000 euro.

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La Unità Centrale Operativa (UCO) sostiene che la società Servinabar, impresa edile in cui gli investigatori collocano Santos Cerdán come partecipante, ha cercato di chiudere l'acquisto di un'abitazione prossima al milione di euro per l'ex dirigente del PSOE. "Hanno visto uno da 950", ha scritto l'imprenditore Antxon Alonso, amministratore di detta mercantile, in un messaggio indirizzato a sua moglie.

Così figura in un rapporto della UCO sulla situazione patrimoniale di Santos Cerdán inviato al giudice dell'Audiencia Nacional Ismael Moreno, istruttore del cosiddetto 'caso Koldo'.

Gli agenti descrivono questa "tentativa" di acquisizione dell'immobile, frustrata "per discrepanze nei tempi di consegna" e nel contratto di caparra, a partire da vari messaggi scambiati tra Alonso e la sua compagna nel novembre 2021, in cui entrambi criticano il livello di spesa di Cerdán e di sua moglie, Francisca Muñoz, che definiscono come niente "discreti".

In quelle chat, dopo aver commentato che "la Paqui la conoscono tutte le venditrici di El Corte Inglés", Alonso scrive a sua moglie: "In più ora vogliono un super appartamento", e aggiunge subito dopo: "Hanno visto uno da 950. Lavori di ristrutturazione 350".

A partire da questa conversazione, la UCO dettaglia il tentativo di acquisto dell'appartamento situato nel centro di Madrid. Per questo incorpora diversa documentazione dell'agenzia immobiliare che, secondo il rapporto, attesterebbe le visite di Cerdán e sua moglie all'immobile nel settembre 2021, così come i contratti legati all'operazione.

Il movimento si sarebbe verificato pochi mesi dopo che Cerdán assunse la segreteria di Organizzazione del PSOE.

Secondo il rapporto di polizia, la moglie di Cerdán "ha espresso in varie occasioni il suo gradimento per l'immobile, commentando la possibilità di effettuare eventuali ristrutturazioni".

Giorni dopo si è svolta una riunione tra l'agenzia immobiliare, Santos Cerdán e Antxon Alonso, in cui, secondo la UCO, i primi due "hanno presentato un'offerta di 900.000 euro per l'acquisto dell'immobile", versando "una caparra di 9.000 euro mediante bonifico ordinato dalla mercantile Servinabar".

"Detta offerta è stata rifiutata dai proprietari, il che ha portato a successive comunicazioni in cui si è giunti a un accordo di acquisto per un importo superiore" che è stato fissato in 985.000 euro dopo la controfferta dei proprietari dell'abitazione, secondo lo stesso documento.

La UCO incorpora la bozza del contratto di compravendita dell'appartamento, in cui "si stabilisce che l'acquirente, cioè Servinabar, era interessato a concordare l'acquisto dell'abitazione per un prezzo di 985.000 euro".

In quella bozza figurava il versamento di 9.000 euro come segnale "a titolo di riserva" e "si concordava la somma di 180.000 euro a titolo di caparra penitenziale, restando 796.000 euro come somma da versare al momento della scrittura pubblica di compravendita", precisa l'unità investigativa.

Tuttavia, secondo quanto dichiarato dal gerente dell'agenzia immobiliare e dall'agente responsabile dell'operazione, "l'operazione non è stata eseguita non per una mancanza di accordo sul prezzo della compravendita, ma per discrepanze nei tempi di consegna e nei termini del contratto di caparra, essendo la parte venditrice quella che si è ritirata dall'operazione".

La UCO aggiunge che, nell'"interesse" di Cerdán e di sua moglie per acquisire un'abitazione a Madrid, Antxon Alonso gli ha inviato mesi dopo informazioni su un'altra promozione di appartamenti situata anch'essa nel centro della capitale.