La Commissione Settoriale del Pistacchio delle Cooperative Agro-alimentari Castilla-La Mancha calcola per la campagna del 2026 una produzione regionale di 8.054 tonnellate di pistacchio, il che implica una caduta del 27% rispetto alle circa 11.000 tonnellate previste nell'esercizio precedente.
Questa stima è stata esaminata nell'ultima riunione della Commissione Settoriale del Pistacchio, dove si è constatato che l'entrata in produzione di 7.765 ettari aggiuntivi non ha riuscito a compensare l'impatto della alternanza, molto accentuato nella varietà Kerman dopo l'eccellente raccolta dell'anno scorso, secondo quanto riportato da Cooperative in un comunicato stampa.
A questo fattore si sommano i danni derivati dalle gelate registrate a fine marzo, che hanno danneggiato soprattutto le coltivazioni di Ciudad Real e Albacete, con particolare affetto alla varietà Larnaka.
Il portavoce della Commissione Settoriale del Pistacchio, Ignacio Lobato, ha sottolineato che il coltivo presenta in questa campagna un anticipo di tra una e due settimane nel suo ciclo vegetativo, per cui si prevede che la raccolta si anticipi anche rispetto agli anni precedenti.
In relazione alla sanità del coltivo, Lobato ha sottolineato che la situazione è "molto favorevole", poiché fino ad oggi non sono state osservate incidenti fitosanitari rilevanti che possano mettere a rischio la produzione.
Inoltre, la climatologia ha accompagnato lo sviluppo del pistacchio, salvo episodi puntuali di grandine in determinate aree, il che permette di prevedere un raccolto di alta qualità.
Tra i tratti più evidenti di questa campagna spicca l'accentuata disparità di rendimenti tra le parcelle, anche tra piantagioni della stessa età. Questo fenomeno, analizzato dalla Commissione Settoriale, conferma il peso di fattori come la varietà, le condizioni edafoclimatiche, la gestione agronomica e la propria alternanza produttiva del pistacchio.
La superficie di pistacchio in Castilla-La Mancha ha raggiunto nel 2025 le 68.311 ettari, di cui 24.164 sono già in fase produttiva. All'interno di questa superficie, 17.848 ettari corrispondono a secco e 6.316 ettari a irrigazione.
Questo aumento rappresenta un progresso del 47% nella superficie in produzione rispetto all'anno precedente, quando si stimavano 16.399 ettari produttivi, il che conferma l'espansione continuata di questo coltivo nella comunità.
Secondo le stime di Ignacio Lobato, circa il 40% del volume regionale corrisponde a pistacchio biologico, il che colloca Castilla-La Mancha come la principale zona produttrice di pistacchio biologico di Spagna e la consolida come un riferimento a livello mondiale.
Questo leadership si spiega sia per il crescente interesse dei consumatori in questo tipo di prodotto sia per l'impegno degli agricoltori castellanomancheghi con modelli di produzione sostenibili e rispettosi dell'ambiente.
Nonostante si preveda una campagna più ridotta in termini di quantità, la Commissione Settoriale considera che l'alta qualità prevista del raccolto, unita al prevedibile taglio di oltre il 40% nella produzione degli Stati Uniti e dell'Iran "secondo dati dell'INC", permetterà di continuare a rafforzare il posizionamento del pistacchio di Castilla-La Mancha come prodotto di riferimento nei mercati nazionali e internazionali.