Pensione attiva nel 2026: chi può lavorare e ricevere una pensione allo stesso tempo

La pensione attiva consente di conciliare il pagamento di una pensione contributiva con un lavoro dipendente o autonomo. Dopo la riforma del sistema pensionistico, questa modalità offre maggiore flessibilità e consente di percepire una percentuale crescente della pensione mentre si continua a lavorare.

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Sempre più lavoratori scelgono di prolungare la loro vita lavorativa una volta raggiunta l'età pensionabile. Per facilitare questa transizione, la Previdenza Sociale prevede la pensione attiva, una modalità che consente di lavorare e ricevere una pensione di vecchiaia allo stesso tempo, purché vengano soddisfatti determinati requisiti.

La riforma delle pensioni ha modificato le condizioni di accesso a questa modalità e ha introdotto un nuovo sistema per determinare la percentuale di pensione compatibile con l'attività lavorativa. L'obiettivo è incentivare coloro che desiderano continuare a lavorare a farlo senza rinunciare completamente alla loro prestazione.

Che cos'è la pensione attiva

La pensione attiva è una modalità della Previdenza Sociale che consente di conciliare una pensione contributiva di vecchiaia con un lavoro, sia dipendente che come lavoratore autonomo.

Durante questo periodo, il pensionato continua a svolgere un'attività professionale e, allo stesso tempo, percepisce una percentuale della sua pensione. L'importo dipenderà dal tempo che ha ritardato la sua pensione rispetto all'età ordinaria.

Questa formula cerca di sfruttare l'esperienza dei lavoratori più anziani e favorire un ritiro progressivo anziché un abbandono definitivo del mercato del lavoro.

Chi può accedere alla pensione attiva

Non tutti i pensionati possono accedere a questa modalità.

In linea generale, i principali requisiti sono:

  • Aver raggiunto la pensione ordinaria, non tramite una pensione anticipata.
  • Attendere almeno un anno dalla data in cui si è raggiunta l'età ordinaria di pensionamento.
  • Avere riconosciuta una pensione contributiva di vecchiaia.
  • Conciliarsi con un'attività lavorativa consentita dalla normativa.

Una delle novità introdotte dalla riforma è che non è più imprescindibile aver generato il 100 % della base regolatrice per accedere alla pensione attiva, eliminando uno dei requisiti che esistevano precedentemente.

Quanto si guadagna mentre si continua a lavorare

La quantità della pensione compatibile con il lavoro dipende dal tempo che il lavoratore ha ritardato la sua pensione.

Il sistema attuale stabilisce una percentuale crescente della pensione:

Ritardo della pensione rispetto all'età ordinaria Percentuale di pensione che può essere percepita
1 anno 45 %
2 anni 55 %
3 anni 65 %
4 anni 80 %
5 anni o più 100 %

Inoltre, per ogni anno completo in cui il lavoratore rimane in situazione di pensionamento attivo, la percentuale può aumentare progressivamente fino a raggiungere il 100 % della pensione quando così lo permette la normativa.

Anche i lavoratori autonomi possono beneficiarne

Il pensionamento attivo è aperto anche ai lavoratori autonomi.

La riforma ha migliorato il regime applicabile a questo gruppo e consente che, in determinati casi, specialmente quando mantengono lavoratori assunti, possano compatibilizzare una percentuale più elevata della loro pensione con l'attività professionale.

Questa modifica intende favorire la continuità di piccoli imprenditori e professionisti che desiderano continuare a sviluppare la loro attività una volta raggiunta l'età pensionabile.

Durante il pensionamento attivo si continua a contribuire

Compatibilizzare lavoro e pensione non significa smettere di contribuire completamente.

I lavoratori che beneficiano del pensionamento attivo continuano a effettuare determinate contribuzioni alla Sicurezza Sociale, sebbene con un regime specifico diverso da quello dei lavoratori che non si sono ancora ritirati.

Questi contributi non generano una nuova pensione di pensionamento, ma contribuiscono a finanziare il sistema pubblico e coprono determinate contingenze previste dalla legislazione.

Non è la stessa cosa del pensionamento flessibile

Sebbene entrambe le modalità consentano di continuare a lavorare dopo il pensionamento, ci sono differenze importanti.

Nel pensionamento attivo, il lavoratore ha già riconosciuta la sua pensione e la compatibilizza con un impiego.

Nel pensionamento flessibile, invece, un pensionato torna a lavorare part-time, riducendo l'importo della pensione in base alle ore lavorate.

Si tratta di due meccanismi distinti, regolati con requisiti ed effetti diversi.

Non deve essere confuso con il pensionamento parziale

Il pensionamento parziale risponde a una logica diversa.

In questo caso, il lavoratore riduce il suo orario prima di accedere al pensionamento definitivo e inizia a percepire solo una parte della pensione mentre continua a lavorare.

Al contrario, nel pensionamento attivo la pensione è già stata riconosciuta e il lavoratore decide di continuare a svolgere un'attività professionale una volta in pensione.

Una formula sempre più utilizzata

Il invecchiamento della popolazione e la necessità di prolungare le carriere lavorative hanno reso il pensionamento attivo uno strumento sempre più rilevante all'interno del sistema pubblico delle pensioni.

Grazie a questa modalità, molti lavoratori possono mantenere redditi provenienti sia dalla loro attività lavorativa che dalla pensione, mentre le aziende conservano per più tempo la conoscenza e l'esperienza di professionisti altamente qualificati.