Il 57% dei consumatori acquista già prodotti di nutrizione, integratori e cura personale, secondo PwC

Più della metà dei consumatori acquista già prodotti per la salute e il benessere, e l'IA e le app guadagnano peso nelle loro decisioni, secondo PwC.

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Il 57% dei consumatori incorpora già nei propri acquisti abituali prodotti o servizi legati alla nutrizione, ai supplementi e alla cura personale, mentre un ulteriore 26% mostra interesse a farlo, secondo il rapporto "Voice of Consumer 2026" redatto da PwC.

L'analisi, basata su un sondaggio a 21.808 consumatori di 27 paesi, conclude che più di otto persone su dieci si collocano all'interno del mercato potenziale della salute e del benessere, un ambito in cui la cura individuale è intesa come una "priorità quotidiana" associata a obiettivi come vivere di più e meglio, ridurre lo stress, migliorare il riposo o prendersi cura della salute mentale.

Per quanto riguarda il sonno, il documento indica che il 40% degli intervistati include il miglioramento del riposo tra i propri obiettivi principali di salute. Tuttavia, solo il 56% valuta il proprio riposo attuale come buono o eccellente e solo il 32% tiene traccia abitualmente del sonno e mette in atto azioni per ottimizzarlo.

Analizzando come valutano queste soluzioni, il rapporto qualità-prezzo si consolida come il fattore decisivo per il 73% dei partecipanti, davanti al costo (68%), alla facilità d'uso (67%), alle informazioni chiare (66%) e al grado di personalizzazione (58%).

Inoltre, l'80% degli utenti utilizza applicazioni o dispositivi per almeno un'attività legata alla salute e al benessere. In questo contesto, l'intelligenza artificiale (IA) guadagna terreno tra la Generazione Z e i 'millennials': il 41% accetterebbe il suo aiuto nella pianificazione nutrizionale, rispetto al 29% dei consumatori più anziani; e il 40% la impiegherebbe per progettare un piano personalizzato di 'fitness' o benessere, rispetto al 30% dei più grandi.

Per quanto riguarda la privacy e l'uso dei dati, il 36% degli intervistati è disposto a condividere le proprie metriche di salute con la propria farmacia di riferimento, il 30% con compagnie assicurative, il 27% con aziende di 'fitness' e allenamento e il 20% con aziende di 'retail' e grande consumo.

Il partner responsabile di Retail e Consumo in PwC, Roberto Fernández-Humada, sottolinea che la salute "sta diventando uno dei motivi principali nelle decisioni di acquisto dei consumatori, il che porta alla ridefinizione di categorie tradizionali, cambiando la loro orientamento".