I ribelli houthi dello Yemen hanno comunicato nella mattinata di giovedì di aver lanciato un'offensiva con droni e missili contro due petroliere saudite nel Mar Rosso, accusandole di "violare il blocco imposto" dalle loro milizie contro l'Arabia Saudita, in risposta all'"assedio" che, secondo quanto denunciano, Riad mantiene sul paese.
In una nota ufficiale, il portavoce militare degli houthi, Yahya Sari, ha spiegato che "Le Forze Armate Yemenite hanno condotto un'operazione militare di alta qualità contro due petroliere saudite che hanno violato il blocco imposto dalle Forze Armate nel Mar Rosso", identificando le navi come ENCELIA e LAYLA.
Secondo Sari, "l'operazione è stata condotta con missili balistici e da crociera, così come con droni", e avrebbe scatenato "un grande incendio in entrambe le navi". Il rappresentante insurrezionale ha aggiunto inoltre che le forze houthi "hanno costretto circa dieci imbarcazioni a ritirarsi e tornare".
Il portavoce ha insistito sul fatto che "Le Forze Armate continueranno le loro operazioni navali contro il nemico saudita e persisteranno nell'applicare l'equazione 'Assedio per assedio'", in riferimento alla strategia con cui intendono rispondere alle azioni dell'Arabia Saudita nella regione.
Conferma saudita dell'attacco all'ENCELIA
In parallelo, l'Autorità Generale dei Trasporti saudita ha confermato che la petroliera ENCELIA, appartenente a una compagnia del paese, è stata colpita mentre transitava per il Mar Rosso, il che ha originato "un incendio a prua".
In un comunicato diffuso dall'agenzia ufficiale saudita SPA, l'ente ha condannato l'attacco e ha sottolineato che, nonostante l'incidente, "tutti i membri dell'equipaggio sono al sicuro", mentre "le autorità competenti hanno preso tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza della nave e del suo equipaggio, così come per proteggere l'ambiente marino".
L'istituzione ha sottolineato che "Questi attacchi costituiscono una violazione delle leggi e dei trattati internazionali che garantiscono la sicurezza delle navi mercantili e dei loro equipaggi".
Secondo i dati del portale di monitoraggio Marine Traffic, l'ENCELIA, una petroliera di 250 metri di lunghezza, 44 di larghezza e con bandiera saudita, rimane fermo nelle acque del Mar Rosso dopo l'incidente.
Rapporto del UKMTO e silenzio sul LAYLA
Da parte sua, il centro Operazioni di Commercio Marittimo del Regno Unito (UKMTO, per le sue sigle in inglese) ha indicato di aver ricevuto la notifica di un evento a 70 miglia nautiche, quasi 130 chilometri, a sud-ovest di Al Shuqaiq, in Arabia Saudita, in una localizzazione che coincide con la posizione attribuita da Marine Traffic all'ENCELIA, sebbene l'ente britannico non citi il nome della nave coinvolta.
"Il capitano di una nave cisterna informa di essere stato colpito da un proiettile sconosciuto che ha provocato un incendio a bordo, il quale l'equipaggio sta combattendo", ha segnalato l'UKMTO, dipendente dalla Marina britannica, che precisa inoltre che "non sono state registrate vittime né impatto ambientale".
In contrasto con le informazioni disponibili sull'ENCELIA, le autorità saudite non hanno offerto fino ad ora alcun dettaglio su un possibile incidente che coinvolga il petroliera LAYLA. Allo stesso modo, né Marine Traffic né altre piattaforme di tracciamento marittimo consultate da Europa Press mostrano nuovi dati su questa nave da circa una settimana, quando figurava in navigazione. L'UKMTO non ha inoltre informato di ulteriori attacchi recenti oltre a quello già menzionato.