L'opposizione etiope denuncia l'esecuzione extragiudiziale di tre giovani accusati di integrare milizie

L'opposizione etiope denuncia l'esecuzione extragiudiziale di tre giovani in Etiopia Centrale e chiede un'indagine indipendente per violazioni dei Diritti Umani.

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La Coalizione per l'Unità Etiope, alleanza di opposizione formata da cinque partiti, ha condannato questo sabato l'omicidio "extragiudiziale" di tre giovani per mano delle forze di sicurezza nello stato dell'Etiopia Centrale e ha richiesto un'indagine indipendente che chiarisca quanto accaduto e stabilisca le responsabilità.

Secondo la piattaforma di opposizione, le vittime, identificate come Temesgen Getachew, Yitagesu Asegidew e Gizaw Girmaye, sono state intercettate il 30 luglio scorso mentre viaggiavano su un mezzo pubblico nel distretto di Habesha. Dopo essere stati accusati di appartenere alla milizia separatista 'Fano', i tre sono stati costretti a scendere dal veicolo, legati, picchiati e infine giustiziati a colpi di arma da fuoco.

La coalizione ha qualificato queste esecuzioni come "disumane" e sostiene che la brutalità impiegata ricorda i metodi del "Terrore Rosso", la campagna di repressione di massa promossa dalla giunta militare del Derg alla fine degli anni '70.

Testimoni oculari e media locali citati dal quotidiano etiope 'Addis Standard' indicano le forze governative, supportate dalla Polizia locale e milizie alleate, come responsabili dirette delle morti.

L'opposizione avverte inoltre che questo attacco si inserirebbe in un modello di violenza selettiva diretto contro determinate famiglie e identità nella zona di Gurage, un gruppo etnico situato a sud della capitale, dove nelle ultime settimane si sono registrati altri incidenti simili.

Nel frattempo, l'Ufficio Regionale di Pace e Sicurezza dell'Etiopia Centrale ha evitato di confermare esplicitamente queste morti, sebbene abbia difeso che le forze di sicurezza stanno conducendo operazioni coordinate con il Governo federale contro "banditi" armati dediti al furto e all'estorsione.

"Coloro che si sono rifiutati (di arrendersi) sono stati arrestati e portati davanti alla giustizia", ha dichiarato mercoledì scorso il capo dell'Ufficio, Temesgen Kassa.

La coalizione di opposizione respinge, tuttavia, le punizioni "extragiudiziali" e sottolinea che nessun sospetto criminale può giustificare l'eliminazione del giusto processo.

"Anche se si sospetta che una persona sia coinvolta in un reato, dovrebbe affrontare un processo pubblico attraverso canali legali invece di essere legata illegalmente e uccisa a colpi di arma da fuoco", si legge nel comunicato dell'opposizione, che presenta questi omicidi come prova di "violazioni sistematiche dei Diritti Umani".

Di fronte al peggioramento della situazione, la coalizione ha convocato per martedì prossimo una campagna di protesta sui social media, con la quale intende attirare l'attenzione della comunità internazionale sugli abusi commessi contro la popolazione civile nel paese africano.