Il vicepresidente del Governo di Aragona e consigliere per la Deregolamentazione, Benessere Sociale e Famiglia, Alejandro Nolasco (Vox), ha comunicato per lettera alla ministra della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, che non parteciperà alla Commissione Settoriale per l'Infanzia e l'Adolescenza convocata per il 13 agosto, trasmettendo allo stesso tempo il rifiuto dell'Esecutivo aragonese ad accettare l'invio di minori stranieri non accompagnati provenienti da Ceuta.
Nel suo scritto, Nolasco rimprovera che nella convocazione inviata dal Ministero alle comunità autonome "non esiste neppure una sola menzione ai gravissimi fatti accaduti nella città autonoma di Ceuta: l'infiltrazione massiva di decine di migliaia di stranieri che hanno forzato la nostra frontiera, mettendo in serio rischio la sicurezza nazionale, l'ordine pubblico e l'integrità degli spagnoli". A suo avviso, si tratta di una chiamata che "non spiega neppure la responsabilità del Governo di Spagna nell'assicurare la frontiera".
L'Esecutivo aragonese chiede al Governo centrale di astenersi dal progettare o eseguire qualsiasi trasferimento di minori da Ceuta finché non siano stati risolti i fascicoli individualizzati richiesti dalla normativa vigente, e richiede che venga inviato ad Aragona il fascicolo completo e la certificazione della situazione amministrativa di ogni minore che si intenda trasferire. Inoltre, il Governo di Aragona annuncia che ricorrerà ai tribunali contro ogni fascicolo che non si concluda con il ritorno in Marocco.
Allo stesso modo, il vicepresidente propone di accelerare con la massima celerità le procedure di riunificazione familiare e, quando opportuno secondo la legge, il ritorno nel paese d'origine mediante la consegna dei minori alle istituzioni di protezione competenti del Regno del Marocco.
In parallelo, Nolasco ribadisce alla ministra Rego che "lo Stato deve attestare la minore età dei minori", così come "gestire la procedura dell'articolo 35 della Legge Organica 4/2000, dell'11 gennaio, sui diritti e le libertà degli stranieri in Spagna e la loro integrazione sociale, al fine di localizzare i genitori o l'istituzione tutelare marocchina, emettere i rapporti prescrittivi e adottare una risoluzione motivata".
Il vicepresidente dell'Aragona sostiene che il rifiuto di ricevere minori stranieri non accompagnati risponde "al rigoroso rispetto dell'ordinamento giuridico nazionale e internazionale". Invoca l'interesse superiore del minore, che "si basa sulla riunificazione familiare e sul rimpatrio nel paese d'origine", e reclama "una valutazione individualizzata, escludendo ogni azione automatica o collettiva, come già indicato dalla Corte Suprema".
Nolasco aggiunge che "non ha fondamento trasferire i minori in un'altra comunità affinché assuma le conseguenze di una competenza statale non conclusa", ricordando che "la competenza in materia di Stranieri spetta esclusivamente allo Stato".
Infine, sottolinea che "è proprio la distribuzione a rendere difficile la localizzazione dei genitori, ritarda i procedimenti di rimpatrio e danneggia il minore stesso". A questo proposito, rimarca che "il Marocco è stato qualificato come paese sicuro dal Consiglio e dal Parlamento Europeo e lo stesso paese ha manifestato la volontà di recuperare i minori del proprio paese che si trovano attualmente su suolo spagnolo", secondo quanto conclude nella sua missiva.