Il Senato avverte Marlaska, Robles e Albares che sono obbligati a comparire per la crisi di Ceuta

Il presidente del Senato, Pedro Rollán, ha inviato tre lettere ai ministri Fernando Grande-Marlaska, Margarita Robles e José Manuel Albares per notificare le date concordate dalla Mesa della Camera Alta per le loro comparizioni sugli recenti avvenimenti verificatisi a Ceuta.

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Il presidente del Senato, Pedro Rollán, ha inviato tre lettere ai ministri dell'Interno, della Difesa e degli Affari Esteri per comunicare formalmente le date concordate dalla Mesa del Senato per le loro comparizioni sulla crisi di Ceuta.

Gli scritti sono indirizzati al ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska; alla ministra della Difesa, Margarita Robles; e al ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione, José Manuel Albares. In essi, Rollán ricorda che il passato 6 agosto 2026 è stato registrato un scritto, con il numero 90.049, in cui la maggioranza assoluta dei senatori richiedeva di abilitare il mese di agosto per celebrare sessioni straordinarie delle commissioni di Interno, Difesa e Affari Esteri.

L'obiettivo di queste sessioni è che i titolari dei tre dipartimenti informino sulla situazione derivante dai recenti eventi verificatisi a Ceuta.

Interno, Difesa e Esteri, citati ad agosto

La Mesa del Senato, riunita il 7 agosto, ha concordato di abilitare il mese di agosto e autorizzare la celebrazione di queste sessioni straordinarie. Secondo le lettere, le commissioni sono state convocate per i giorni 12, 13 e 17 agosto, rispettivamente.

In particolare, la lettera inviata a Grande-Marlaska fissa la sua comparizione davanti alla Commissione di Interno per il 12 agosto. Quella inviata a Margarita Robles indica la Commissione di Difesa del 13 agosto. E quella indirizzata a José Manuel Albares punta alla Commissione di Affari Esteri del 17 agosto.

Il Senato sostiene che queste date sono state trasmesse al Governo e ai ministeri con il dovuto anticipo, senza che sia stata comunicata una giustificazione ragionevole che rendesse impossibile la presenza dei ministri convocati.

Rollán rifiuta che il Congresso sostituisca il Senato

Il nucleo politico e giuridico delle lettere è nell'avvertimento di Rollán sul ruolo del Senato nel controllo al Governo. Il presidente della Camera Alta segnala di essere venuto a conoscenza dell'intenzione dei ministri di richiedere la loro comparizione, su richiesta propria, davanti al Congresso dei Deputati per informare sullo stesso argomento a fine agosto.

Di fronte a questa possibilità, Rollán ricorda che il controllo parlamentare non spetta solo al Congresso, ma alle Cortes Generales nel loro insieme. Cita l'articolo 66.2 della Costituzione, che attribuisce alle Cortes Generales la funzione di controllare l'azione del Governo, e l'articolo 110, che riconosce espressamente la facoltà delle Camere e delle loro commissioni di richiedere la presenza dei membri dell'Esecutivo.

"Non esiste prevalenza" tra Congresso e Senato

Il presidente del Senato sostiene che dal quadro costituzionale si evince chiaramente che, una volta che una Camera richiede la comparsa di un membro del Governo, questo è obbligato a rispondere alla convocazione. In questo caso, sottolinea, l'obbligo si produce di fronte al Senato.

Rollán ricorda inoltre che l'ordinamento costituzionale spagnolo non stabilisce una posizione di prevalenza tra il Congresso dei Deputati e il Senato nell'esercizio della funzione di controllo sul Governo. Per rafforzare questa tesi, invoca la sentenza del Tribunale Costituzionale 124/2018, del 14 novembre, che affermava che entrambe le Camere partecipano a questa funzione all'interno del modello bicamerale progettato dalla Costituzione.

I ministri "non possono scegliere" la Camera

Le lettere avvertono che una comparsa successiva dei ministri di fronte al Congresso non può essere intesa come sostitutiva del dovere di recarsi al Senato quando la Camera Alta ha già deciso in precedenza di richiederne la presenza.

Secondo Rollán, accettare questa interpretazione significherebbe lasciare all'arbitrio del Governo la scelta della Camera di fronte alla quale si esercita il controllo parlamentare. A suo avviso, ciò priverebbe di efficacia le facoltà costituzionali del Senato e altererebbe l'equilibrio istituzionale garantito dalla Costituzione.

Il presidente del Senato riassume questa posizione con un'idea centrale: sia il Congresso che il Senato esercitano in egual misura la funzione di controllo sul Governo e i ministri non possono scegliere liberamente di fronte a quale Camera comparire.

Avvertimento di responsabilità se non si presentano

Gli scritti includono anche un avvertimento esplicito. Rollán segnala che la mancanza di comparsa nella data e ora indicate dalla Presidenza del Senato, senza causa debitamente giustificata e comunicata per le vie ufficiali, potrà dar luogo all'adozione delle misure che si rendano necessarie da parte degli organi della Camera e all'esigenza delle responsabilità che competono in diritto.

In tal caso, la citazione e la sua notifica si avranno per effettuate e pienamente efficaci a effetti legali. Inoltre, si lascerà traccia nel fascicolo e si darà comunicazione alla Mesa del Senato e, se del caso, alla Giunta dei Portavoce, affinché adottino le decisioni corrispondenti.

Il Senato apre la porta alla presenza di deputati

Rollán chiude le lettere con un appello alla lealtà istituzionale. Afferma che il rispetto pieno delle competenze costituzionali di entrambe le Camere è un'esigenza inerente al corretto funzionamento dello Stato costituzionale.

Il presidente del Senato aggiunge inoltre che la Camera Alta è aperta alla presenza di deputati nelle audizioni dei ministri, ma mantiene le date concordate dalla Mesa del Senato. Con questa formula, cerca di disattivare l'argomento che il Governo possa preferire informare alla Camera e, allo stesso tempo, riafferma la competenza propria del Senato di esigere spiegazioni per la crisi di Ceuta.

Un nuovo scontro istituzionale per Ceuta

Le lettere di Rollán aprono un nuovo fronte istituzionale tra il Senato e il Governo in piena crisi di Ceuta. La Camera Alta, dove il PP conta con maggioranza assoluta, vuole che i ministri si presentino ad agosto e prima delle audizioni che potrebbero avere luogo alla Camera alla fine del mese.

Il braccio di ferro non si limita al calendario. Il Senato pone una questione di fondo: se il Governo può cercare di ordinare le sue spiegazioni politiche scegliendo prima la Camera o se deve rispondere senza indugi alla richiesta della Camera che ha già attivato formalmente la sua funzione di controllo. Per Rollán, la risposta è chiara: l'Esecutivo deve recarsi al Senato perché la Costituzione non consente di stabilire una gerarchia tra entrambe le Camere in questa materia.