I ministri dell'Interno dell'UE affrontano la crisi migratoria a Ceuta in piena ondata di rimproveri alla Spagna

L'UE riunisce i suoi ministri dell'Interno per la crisi migratoria a Ceuta in un clima di tensioni politiche e rinfacciamenti tra Spagna e altri partner.

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I ministri dell'Interno dell'Unione Europea celebreranno questo martedì una videoconferenza incentrata sull'evoluzione della crisi migratoria a Ceuta, dopo la richiesta del presidente del Governo, Pedro Sánchez, e dei leader di altri 22 Stati membri di convocare con urgenza una riunione straordinaria che permetta di studiare la situazione e coordinare la risposta del blocco.

A partire dalle 10.00, i responsabili dell'Interno dei Ventisette si connetteranno insieme a rappresentanti dei paesi associati allo spazio Schengen, del Servizio Europeo di Azione Esterna, Frontex, l'Agenzia di Asilo dell'Unione Europea e Europol. Il ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, parteciperà all'incontro dalla sede del Ministero a Madrid e, al termine, si presenterà alla stampa.

Fonti diplomatiche spiegano che la riunione servirà affinché i titolari dell'Interno mettano in comune le loro posizioni sull'evoluzione della crisi, esprimano il loro sostegno alla Spagna e avanzino nella coordinazione della risposta comunitaria, sia nella protezione delle frontiere esterne che nel dialogo con paesi terzi.

La conferma dell'incontro è avvenuta poche ore dopo che Sánchez ha richiesto alle istituzioni europee la convocazione di una riunione straordinaria per articolare una "risposta comune" di fronte all'emergenza a Ceuta, un'iniziativa che hanno sostenuto anche questo sabato i leader di 22 paesi dell'UE in una lettera indirizzata alla Presidenza irlandese del Consiglio, al presidente del Consiglio Europeo, António Costa, e alla presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen.

In quella missiva, il capo dell'Esecutivo esprime la sua "seria preoccupazione" per la reazione di alcuni governi europei dopo la crisi migratoria a Ceuta, dopo che diversi di essi, come Italia, Svezia o Danimarca, sono arrivati a chiedere la sospensione temporanea della Spagna dallo spazio Schengen o hanno proposto il ripristino dei controlli alle frontiere.

Una risposta che il presidente del Governo ha qualificato di "asimmetrica", ritenendo che si basi su "pregiudizi, notizie false, ignoranza o interessi politici" e che, inoltre, contrasta con il Diritto europeo e con i principi di solidarietà comunitaria.

Al contrario, gli altri 22 leader responsabilizzano nella loro lettera le politiche migratorie del Governo spagnolo di aver facilitato la crisi, sostenendo che la recente sentenza della Corte Suprema sulle espulsioni in calore e la regolarizzazione straordinaria di un "numero molto elevato" di migranti potrebbero aver incentivato nuovi arrivi.

Nel testo, richiedono una reazione europea più ferma per "dissuadere efficacemente e combattere senza sosta la migrazione illegale", rafforzare le frontiere esterne e rivedere "tutte le politiche che possano servire come fattori di attrazione", oltre a sostenere la Spagna per "ripristinare il controllo effettivo" dei suoi confini.

Congratulazioni di Von der Leyen e gestione della crisi

La riunione dei ministri dell'Interno avrà luogo un giorno dopo che gli ambasciatori dei Ventisette, riuniti a Bruxelles nel Comitato dei Rappresentanti Permanenti dell'UE, hanno concluso che la crisi migratoria a Ceuta è stata rapidamente "sotto controllo" e hanno manifestato la loro solidarietà con la Spagna, alla luce degli ultimi dati delle autorità spagnole e delle agenzie comunitarie, che indicano che praticamente tutte le persone entrate in modo irregolare dal Marocco sono state rimpatriate e che non sono stati rilevati spostamenti verso la Penisola né verso altri Stati membri.

In una lettera, Ursula von der Leyen ha congratulato il Governo spagnolo per la "rapida gestione" dei ritorni di coloro che "sono entrati illegalmente a Ceuta dal Marocco". Allo stesso tempo, ha sottolineato che la crisi evidenzia che l'Unione Europea deve "fare di più" per rafforzare le sue frontiere nei punti più sensibili, attraverso una "vigilanza stretta" e "l'uso di barriere fisiche quando necessario".

Tensioni con l'Italia e rimbrotti incrociati

L'incontro dei ministri dell'Interno arriva anche dopo uno scambio di rimbrotti particolarmente intenso tra i Governi di Italia e Spagna a seguito della crisi nella città autonoma. Il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, ha difeso la decisione di Roma di escludere la Spagna dallo spazio Schengen che "si adegua ai trattati" dell'Unione Europea, sostenendo che a Ceuta rimangono 5.000 migranti che non possono essere deportati.

Il ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e Cooperazione, José Manuel Albares, ha approfittato di un'intervista su "TVE" per denunciare la "sincronizzazione" della "internazionale reazionaria" composta da alcuni paesi europei che, a suo avviso, hanno agito con "moltissima rapidità" per "amplificare" e "diffondere bugie e false notizie" su ciò che stava accadendo nella città autonoma. Anche, secondo quanto ha sottolineato, hanno reagito prima che il Marocco e la Spagna potessero "comprendere cosa stava accadendo" e la "portata" della crisi.

In questa linea, ha difeso la "rapidità" della risposta del governo spagnolo di fronte alla crisi migratoria rispetto a quella dell'Italia, il "paese con il maggior numero di ingressi irregolari in Europa", che non è "capace di risolvere" la situazione a Lampedusa.

"Tutte queste sono cose che dovranno essere analizzate in quella riunione che la Spagna ha chiesto a tutti i partner dell'Unione Europea e che si terrà con i ministri dell'Interno", ha anticipato il ministro, che ha chiesto solidarietà e ha ricordato che Ceuta e Melilla sono "due città spagnole ed europee", con una "frontiera molto speciale" perché sono le uniche situate in Africa.