Somma mette in discussione le spiegazioni di Zapatero e vede ancora "molte incognite" sul suo ruolo nel caso Plus Ultra

Sommar rimprovera a Zapatero di non chiarire i dubbi sul caso Plus Ultra e sottolinea che persistono "molti interrogativi" etici e politici.

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Il portavoce aggiunto di Sumar al Congresso e deputato di Compromís, Alberto Ibáñez, ha sottolineato che l'ex presidente José Luis Rodríguez Zapatero non riesce a chiarire i dubbi sul suo comportamento dopo essere stato imputato nel caso 'Plus Ultra' e che persistono "molte incognite" riguardo alla sua azione.

Ibáñez si è espresso così nei corridoi della Camera Bassa dopo che l'ex capo del Governo, in un'intervista questo giovedì su TVE, ha negato di aver esercitato influenze nel salvataggio della compagnia aerea Plus Ultra, ha rifiutato di aver utilizzato le sue figlie come prestanome e ha attribuito i gioielli che custodiva in una cassaforte a un regalo di "cortesia personale" senza avere "fini patrimoniali" né "intenzione di frodare".

"Credo che ci siano molte incognite che ancora non sappiamo. Io credo che i gioielli abbiano uso e destinazione e dovrà chiarire quali sono", ha affermato il deputato di Compromís, che ha ammesso che le spiegazioni fornite da Zapatero questo giovedì non gli sono sembrate convincenti.

Allo stesso tempo, ha precisato che, fino a questo momento, nessuna delle accuse è riuscita a concretizzare quale "persona sia stata quella che ha ricevuto l'influenza e quindi ci sono ancora molte cose da poter sapere".

Etica pubblica e esemplarità

Interpellato su se dia credibilità o meno al racconto dell'ex presidente, il rappresentante di Sumar ha risposto che la questione centrale non è tanto credergli o meno, ma chiarire se il suo comportamento sia stato corretto, non solo dal punto di vista giudiziario, ma anche dall'esemplarità nella vita pubblica.

"Il tema di Zapatero credo che non sia una questione semplicemente giudiziaria e penale, è una questione anche di etica pubblica e credo che possa apportare tutti i contratti che vuole, ma percepire 400.000 euro per impaginare un documento in questo paese non dovrebbe essere qualcosa di normale", ha ribadito, alludendo alla somma che ha percepito l'azienda 'What The Fav', legata alle figlie di Zapatero e il cui ruolo è anch'esso oggetto di indagine nel caso 'Plus Ultra'.