La portavoce di Vox al Congresso dei Deputati, Pepa Millán, sostiene che l'ingresso di 50.000 migranti a Ceuta giovedì scorso non è stata una "crisi migratoria", ma un'"operazione ibrida" guidata dal "regime marocchino" con l'obiettivo di "utilizzare la propria popolazione come arma geopolitica".
In un'intervista a Radio Nazionale di Spagna, raccolta da Europa Press, ha rimproverato al Governo centrale di essersi messo "in ginocchio" e di aver deciso di convocare l'ambasciatore italiano invece di quello marocchino, senza inoltre esigere dal Marocco che apra un'inchiesta su quanto accaduto.
Critiche al ruolo della Spagna e dell'Unione Europea a Ceuta
Secondo Millán, i cittadini spagnoli si trovano "abbandonati" da "istanze nazionali e sovranazionali" dopo il sostegno della presidente della Commissione Europea, Ursula Von der Leyen, al Governo di Spagna e al Marocco per la loro azione di fronte alla crisi migratoria a Ceuta.
Nella stessa linea, ha indicato che "colpisce" il sostegno di Bruxelles all'Esecutivo spagnolo e considera che "non è accettabile" che Spagna, Marocco e Von der Leyen mantengano un discorso coincidente su quanto accaduto nella città autonoma.
"Non recupereremo la sicurezza delle nostre città spagnole finché non cacceremo da Moncloa un governo che ha messo la Spagna in ginocchio di fronte al Marocco", ha affermato, reclamando "proteggere l'identità" della Spagna, "recuperare il suo posto nel mondo", "tornare a farsi rispettare" e "rispettare la propria nazione".
Sostegno di Vox alla posizione del Governo italiano
La dirigente di Vox ha ribadito inoltre il suo sostegno alla decisione dell'Esecutivo italiano di chiudere lo spazio aereo con la Spagna e di proporre la sua espulsione dallo spazio Schengen. A suo avviso, "è logico che di fronte a un'invasione che si è verificata alla porta d'ingresso dell'Europa da sud (...) qualsiasi governo che si rispetti protegga i propri cittadini e protegga le proprie frontiere".