Cerco il fratello di Sánchez: reclamano al Tribunale dei Conti che restituisca il denaro pubblico incassato dalla Diputazione di Badajoz

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Iustitia Europa ha attivato questa settimana la via contabile dopo la sentenza della Audiencia Provinciale e richiede che vengano reintegrati più di 427.000 euro ritenendo che i posti di David Sánchez e Luis Carrero fossero privi di contenuto reale.

La condanna penale a David Sánchez apre ora un nuovo fronte: quello economico. Per la prima volta da quando è scoppiato il caso, si richiede formalmente che il fratello del presidente del Governo restituisca il denaro pubblico che ha percepito dalla Diputación Provinciale di Badajoz per un posto che l'Audiencia Provinciale ha qualificato come "non necessario e vuoto di contenuto essenziale".

La formazione Iustitia Europa ha presentato un'azione pubblica contabile davanti al Tribunal de Cuentas affinché determini il danno causato alle casse pubbliche e ordini, se del caso, il reintegro di tutte le somme versate sia a David Sánchez Pérez-Castejón che a Luis María Carrero Pérez.

La richiesta si basa direttamente sulla sentenza 152/2026 dell'Audiencia Provinciale di Badajoz, che ha concluso che il posto creato per il fratello del presidente è stato progettato specificamente per lui e mancava di una necessità reale all'interno della struttura della Diputación. Il tribunale è inoltre giunto alla conclusione che il procedimento di selezione era meramente "cosmetico" o "da vetrina", una valutazione che ha esteso anche al posto occupato successivamente da Luis Carrero.

Con questi precedenti, Iustitia Europa sostiene che spetta ora al Tribunal de Cuentas determinare se le retribuzioni versate abbiano generato un danno per i fondi pubblici e richiederne la restituzione.

Più di 427.000 euro sotto inchiesta

Secondo le certificazioni salariali incorporate all'azione, David Sánchez ha percepito 340.572,36 euro tra luglio 2017 e maggio 2025. A questa somma si aggiungono 86.988,76 euro versati a Luis Carrero tra gennaio 2024 e giugno 2025.

La somma iniziale la cui restituzione si richiede ammonta così a 427.561,12 euro, sebbene Iustitia Europa ritenga che la cifra finale potrebbe essere molto superiore includendo i contributi sociali sostenuti dalla Diputación, le diete, le indennità, i trasferimenti e il resto dei costi lavorativi associati a entrambi i posti.

La formazione richiede inoltre che il Tribunal de Cuentas analizzi le voci di bilancio destinate a finanziare questi posti e determini quale parte del denaro pubblico è stata versata senza una prestazione effettiva di servizi.

La stessa Audiencia ha indicato questa via

La richiesta arriva dopo che la Corte Provinciale ha esplicitamente lasciato aperta questa possibilità. Anche se il tribunale ha condannato David Sánchez per un reato di abuso d'ufficio, non ha disposto la restituzione degli stipendi perché l'accusa popolare era priva di legittimazione per richiedere quella responsabilità patrimoniale all'interno del processo penale.

Lontano dal chiudere quella porta, la risoluzione giudiziaria ha indicato esplicitamente che quella richiesta doveva essere formulata davanti alla Corte dei Conti, precisamente il passo che ora compie Iustitia Europa.

L'avvocato Rubén Gutiérrez Sobrino ha richiesto che l'organo di controllo acquisisca le buste paga, i certificati di reddito, le contribuzioni sociali, i fascicoli del personale, gli ordini di pagamento e la documentazione di bilancio per determinare quale parte delle somme versate corrispondesse a un lavoro effettivamente svolto e quale, nel suo caso, fosse priva di controprestazione.

Mettere anche il focus su Ópera Joven

L'azione non si limita agli stipendi. Iustitia Europa chiede inoltre che vengano indagati i costi del progetto Ópera Joven e, in particolare, della produzione La Paz Perpetua, il cui costo pubblicato ha raggiunto i 128.080 euro, rispetto a una raccolta approssimativa di 2.000 euro.

La formazione richiede di rivedere l'assunzione, il finanziamento, la fatturazione e l'esecuzione del progetto per verificare se ci siano stati sovraccosti o irregolarità.

Per il presidente di Iustitia Europa, Luis María Pardo, la sentenza penale non può essere il punto finale del caso. A suo avviso, una volta accertata giudizialmente l'arbitrarietà nella creazione dei posti, spetta ora determinare il danno economico causato e recuperare per le casse pubbliche qualsiasi somma che fosse stata versata senza una prestazione reale e sufficiente.

La battaglia giudiziaria sul caso David Sánchez entra così in una nuova fase. Non si tratta più solo di depurare responsabilità penali, ma di decidere se il denaro pubblico destinato a posti dichiarati giudizialmente non necessari debba tornare alle casse della Provincia di Badajoz.

Credo che questo approccio si adatti meglio alla linea di Demócrata: apre con la vera novità (la richiesta di denaro), spiega perché giuridicamente sia un passo rilevante — perché la Corte ha rimandato quella questione alla Corte dei Conti — e lascia per lo sviluppo le cifre e il resto delle azioni richieste. Mantiene un tono contundente, ma supportato dai fatti e dal contenuto della risoluzione giudiziaria.