Il Ibex 35 ha prolungato questo giovedì la serie positiva della settimana e ha chiuso con un incremento dello 0,62%, fino a 20.180,4 punti, un nuovo massimo storico per il principale indice della Borsa spagnola.
Durante la sessione, il selettivo ha superato i 20.300 punti, anche se ha perso parte dell'impulso nella fase finale. La Borsa spagnola consolida così la barriera dei 20.000 punti, conquistata per la prima volta martedì.
L'attenzione degli investitori è rimasta concentrata in Medio Oriente e, in particolare, sui progressi tra Iran e Oman per stabilire una rotta sicura per le navi che attraversano lo stretto di Hormuz.
L'accordo temporaneo prevede che il traffico in entrata si svolga in acque iraniane e quello in uscita su una rotta più vicina all'Oman. Il mercato rimane comunque in attesa che l'avvicinamento si traduca in una riapertura stabile del passaggio marittimo e eviti una nuova escalation con gli Stati Uniti.
Telefónica e BBVA spingono l'indice
All'interno dell'Ibex, Cellnex ha guidato i progressi con un incremento del 3,59%, seguita da Acciona Energia, che ha guadagnato un 2,98%.
Tra i valori più presenti nei portafogli dei piccoli azionisti si è distinta Telefónica, con un avanzamento del 2,27%. L'operatore si è così posizionato tra i principali responsabili del buon comportamento del selettivo.
Ha registrato anche un'evoluzione positiva BBVA, che è aumentata dell'1,24%, mentre Unicaja ha avanzato del 2,03%. Il settore finanziario continua a essere uno dei principali sostegni dell'Ibex nella sua scalata verso nuovi massimi.
Endesa ha guadagnato un 1,99% e Acciona, un 1,91%, completando il gruppo di compagnie con i maggiori progressi durante la sessione.
Amadeus e le acciaierie guidano i cali
Dal lato negativo, Amadeus ha guidato i ribassi con una caduta dell'1,88%, seguita da Acerinox, che è retrocessa dell'1,41%, e ArcelorMittal, con un taglio dell'1,27%.
Ferrovial ha perso un 1,18% e Puig ha ceduto un 1,12%.
La chiusura riflette nuovamente un'evoluzione disuguale tra le compagnie: mentre le telecomunicazioni, le elettriche e parte della banca hanno spinto l'indice, i valori legati all'acciaio, alle infrastrutture e ai viaggi hanno registrato cali.
Il mercato del lavoro degli Stati Uniti entra in scena
Oltre alle negoziazioni su Hormuz, gli investitori hanno seguito i riferimenti lavorativi provenienti dagli Stati Uniti.
Le richieste iniziali di sussidio per disoccupazione sono salite a 199.000 durante l'ultima settimana, 1.000 in più rispetto al periodo precedente, ma al di sotto delle 203.000 attese dal mercato. L'attenzione si sposta ora sul rapporto ufficiale sull'occupazione che sarà pubblicato questo venerdì.
Un mercato del lavoro più solido del previsto potrebbe ridurre il margine della Federal Reserve per allentare la sua politica monetaria, mentre cifre deboli alimenterebbero le aspettative di future riduzioni dei tassi.
La produzione industriale spagnola accelera
In Spagna, la produzione industriale è aumentata del 3,8% su base annua a giugno, 3,3 punti in più rispetto a maggio, e ha registrato il suo quarto incremento consecutivo.
In Germania, gli ordini delle fabbriche sono aumentati del 3,1% mensile, ben al di sopra dell'avanzamento dello 0,3% registrato il mese precedente. Il dato è stato spinto in particolare dalla macchina e dai prodotti informatici, elettronici e ottici.
Il Tesoro Pubblico spagnolo ha anche collocato 6.042,8 milioni di euro in obbligazioni e titoli, all'interno dell'intervallo previsto, anche se ha dovuto aumentare il rendimento offerto nelle quattro emissioni messe all'asta.
Il petrolio torna a salire
Nel mercato delle materie prime, il barile di Brent è aumentato del 2,84%, fino a 81,69 dollari, mentre il West Texas Intermediate statunitense è avanzato del 2,29%, fino a 76,92 dollari.
Il rialzo riflette che, nonostante i progressi diplomatici, gli investitori mantengono ancora un premio di rischio legato alla situazione in Medio Oriente e all'incertezza sulla riapertura effettiva dello stretto.
Nel mercato obbligazionario, il rendimento del bond spagnolo a dieci anni è salito fino al 3,566%, rispetto al 3,550% di mercoledì. Il premio di rischio rispetto al bond tedesco, tuttavia, è leggermente sceso fino a 43,8 punti base.
Nel mercato valutario, l'euro è sceso dello 0,26% rispetto al dollaro, scambiandosi a 1,1523 dollari.