Interromperanno il flusso di turisti stranieri in Spagna se infine il Parlamento approva la Legge Antitabacco del Governo?
Più che una domanda, è una riflessione che ha già cominciato a comparire nella stampa straniera e che preoccupa vari settori economici, specialmente quello della ristorazione, dove i ricavi provenienti dalle terrazze rappresentano tra il 30% e il 40% del fatturato di molti esercizi.
Britannici, tedeschi e francesi costituiscono uno dei principali pilastri del turismo spagnolo: milioni di visitatori all'anno che generano un volume economico decisivo. Da qui la possibilità che parte di quei turisti —spiega questo martedì Euro Weekly News— opti per altre destinazioni mediterranee con meno restrizioni ha acceso le allerta del settore della ristorazione e turistico nazionale.
Già a settembre dello scorso anno, quando la proposta del Governo cominciava a prendere forma con una prima bozza, vari media stranieri raccoglievano i dubbi di potenziali visitatori britannici, alcuni dei quali assicuravano che avrebbero smesso di viaggiare in Spagna se infine fosse stata approvata la nuova normativa. "Andrò in un altro posto", riassumeva uno di quei testimonianze.
Un'opinione che, secondo i settori consultati, non sembra essere stata presa in considerazione dall'Esecutivo. Non solo quella dei turisti, ma anche quella dell'impatto economico che, a loro avviso, potrebbe avere una proposta che porrebbe la Spagna tra i paesi europei con una regolamentazione più restrittiva sul consumo di tabacco in spazi aperti.
La Spagna proibisce di fumare
Attualmente, la Spagna non mantiene un divieto generale di fumare in tutte le terrazze di bar e ristoranti né sulle spiagge. Esistono sì restrizioni puntuali stabilite da alcuni esercizi o da determinate amministrazioni autonome e locali.
La riforma promossa dal Ministero della Salute intende proibire il consumo di sigarette convenzionali, sigarette elettroniche, bustine di nicotina, prodotti erboristici da fumare, pipe da shisha e dispositivi per riscaldare tabacco o altre sostanze in spazi aperti come spiagge, terrazze di bar e ristoranti, stadi, impianti sportivi, parchi giochi, pensiline di trasporto pubblico e centri educativi.
Ora, affinché quel nuovo quadro normativo entri in vigore, la ministra della Salute, Mónica García, dovrà superare prima un complesso percorso parlamentare.
E non sarà semplice. In primo luogo, perché qualsiasi progetto di legge richiede mesi di trattazione. In secondo luogo, perché il Governo non dispone di una maggioranza parlamentare stabile, come dimostra il fatto che continua a governare con i Bilanci Generali dello Stato del 2023. Inoltre, le prossime elezioni generali sono previste per l'estate del 2027, a meno che non si verifichi un'anticipazione elettorale.
La reazione dell'ospitalità
L'ospitalità è, probabilmente, uno dei settori che con maggiore preoccupazione osserva la riforma. Non solo per il possibile impatto economico su un'attività dove i dehors costituiscono una parte essenziale del fatturato, ma anche perché considera che la norma trasformerebbe camerieri e responsabili degli esercizi in una sorta di vigilanti del rispetto della legge.
Hostelería de España, l'associazione che rappresenta più di 300.000 bar, ristoranti, caffè ed esercizi di intrattenimento, ha espresso un rifiuto frontale alla riforma promossa dal Governo per vietare di fumare nei dehors. Tuttavia, ricorda che l'approvazione del progetto da parte del Consiglio dei Ministri rappresenta solo l'inizio della sua trattazione parlamentare, quindi la misura dovrà ancora superare il dibattito e la votazione nelle Corti.
L'organizzazione mette in discussione l'efficacia del divieto ritenendo che potrebbe spostare il consumo di tabacco in spazi privati, come le abitazioni, o concentrarlo nelle vicinanze dei dehors, con il conseguente aumento di rifiuti e problemi di convivenza.
Inoltre, sostiene che la maggior parte dei cittadini preferisce campagne di informazione e sensibilizzazione piuttosto che nuovi divieti e assicura che questa restrizione non figura tra le principali richieste sociali.
José Luis Álvarez Almeida“I dehors sono uno spazio chiave per la vita sociale ed economica del paese e qualsiasi decisione deve valutare con serietà il suo impatto sull'occupazione, l'attività imprenditoriale, la competitività turistica e l'esperienza dei clienti”
La patronale avverte anche del possibile impatto sull'ospitalità e sul turismo. A suo avviso, una regolamentazione di queste caratteristiche potrebbe danneggiare la competitività della Spagna come destinazione turistica, generare confusione tra i visitatori internazionali e trasferire ai lavoratori funzioni di controllo che non spettano loro. Per questo motivo, chiede che durante l'iter parlamentare si valuti l'effetto che la norma potrebbe avere sull'occupazione, l'attività economica e la competitività del settore.
In questo senso, il presidente di Hostelería de España, José Luis Álvarez Almeida, ribadisce la volontà di dialogo con le amministrazioni e invita tutte le forze politiche a valutare le conseguenze della riforma: «La convivenza, il rispetto e il buon senso devono continuare a caratterizzare la relazione tra i nostri clienti. I terrazzi sono uno spazio chiave per la vita sociale ed economica del paese e qualsiasi decisione deve valutare con serietà il suo impatto sull'occupazione, l'attività imprenditoriale, la competitività turistica e l'esperienza dei clienti».
I PAESI PIÙ RESTRITTIVI
- Bhutan 🇧🇹
- Per anni ha vietato quasi completamente la vendita di tabacco.
- Anche se alcune restrizioni sono state allentate durante la pandemia, rimane uno dei paesi più severi con il tabacco.
- Fumare in molti luoghi pubblici è molto ristretto.
- Nuova Zelanda 🇳🇿
- Ha tasse molto elevate sul tabacco.
- Ample zone senza fumo.
- Ha promosso politiche per ridurre drasticamente il numero di fumatori.
- Australia 🇦🇺
- Tra le sigarette più costose del mondo a causa delle tasse.
- È stata pioniera nel packaging generico (senza loghi di marche).
- Divieti molto ampi per fumare in spazi pubblici.
- Singapore 🇸🇬
- Multa elevate per fumare in luoghi vietati.
- Restrizioni molto severe sulla pubblicità e vendita.
- Divieto di prodotti come le sigarette elettroniche.
- Irlanda 🇮🇪
- Primo paese a vietare di fumare in tutti i luoghi di lavoro chiusi (2004).
- Legislazione molto severa nell'ospitalità e negli spazi pubblici.
- Regno Unito 🇬🇧
- Divieto di fumare in interni pubblici.
- Tasse elevate.
- Misure per ridurre progressivamente il consumo.
- Canada 🇨🇦
- Forti restrizioni alla pubblicità.
- Grandi avvertenze sanitarie.
- Divieti di fumare in numerosi spazi pubblici.
- Uruguay 🇺🇾
- Uno dei pionieri in America Latina.
- Ample divieti di pubblicità e consumo in interni.
- Ha affrontato e vinto una causa contro una grande azienda di tabacco per le sue politiche di salute pubblica.
I consumatori
La posizione della Asociación Española de Consumidores è anche critica nei confronti del progetto legislativo. L'organizzazione ritiene che la riforma dovrebbe concentrare i suoi sforzi nel combattere la vendita illegale di tabacco e di prodotti con nicotina, specialmente ai minori, invece di inasprire le restrizioni sui canali legali di commercializzazione.
Inoltre, mette in discussione la possibilità di sanzionare i genitori di minori fumatori, ritenendo che il vero problema risieda nell'accesso irregolare dei giovani a questi prodotti.
L'associazione rifiuta anche che la futura norma equipari il trattamento del tabacco convenzionale a quello dei prodotti alternativi, come il tabacco riscaldato o le sigarette elettroniche. Sostiene che una parte importante dei consumatori considera queste alternative meno dannose e avverte, basandosi su un proprio sondaggio, che restringerle potrebbe provocare il ritorno di molti utenti al consumo di sigarette tradizionali, con il conseguente danno per la salute.
Infine, sostiene che la maggior parte dei consumatori non condivide un divieto generalizzato di fumare su terrazze e spazi aperti. Difende che le limitazioni dovrebbero circoscriversi a contesti particolarmente sensibili, come centri sanitari, educativi o luoghi frequentati da minori, e avverte che estendere le restrizioni alle terrazze potrebbe danneggiare inutilmente la ristorazione senza garantire una riduzione efficace del numero di fumatori.
Lo stress dei trasportatori
Tra i gruppi che hanno anche mostrato il loro rifiuto alla riforma figura il trasporto di merci su strada. La Federazione Nazionale delle Associazioni di Trasporto di Spagna (Fenadismer) ritiene sproporzionata la proibizione di fumare nei veicoli di lavoro quando si applica ai conducenti professionisti, poiché la stragrande maggioranza svolge la propria giornata completamente sola nella cabina del camion e, quindi, non espone terze persone al fumo di tabacco.
L'organizzazione sostiene che la misura, lontana dal migliorare la sicurezza, potrebbe incrementare lo stress e l'ansia dei conducenti fumatori durante le lunghe giornate di guida, circostanza che, a suo giudizio, potrebbe finire per ripercuotersi negativamente sulla sicurezza stradale.
Fenadismer denuncia anche un trattamento discriminatorio ritenendo che la futura norma impedirebbe di fumare ai conducenti professionisti che viaggiano da soli nei loro camion, mentre i conducenti privati potrebbero continuare a farlo nei loro veicoli, anche quando trasportano altri passeggeri. Per questo, chiede che la riforma tenga conto delle particolarità del trasporto di merci prima di concludere la sua trattazione parlamentare.
La dimenticanza degli agricoltori e dei produttori di tabacco
L'Organizzazione Interprofessionale del Tabacco in Spagna (Oitab) ha anche reagito all'iniziativa dell'Esecutivo. Nel suo caso, lamenta che, ancora una volta, si promuova una riforma con un importante impatto sul medio rurale senza consultare né ascoltare gli agricoltori.
L'organizzazione considera che la modifica della Legge 28/2005 si aggiunga a una lunga lista di decisioni che, a suo giudizio, ignorano la realtà del campo spagnolo e mettono a rischio la sostenibilità di una coltivazione strategica come il tabacco.
Oitab ricorda che la produzione di foglie di tabacco, concentrata principalmente in Extremadura, costituisce un'attività essenziale per l'economia di numerosi comuni del nord di Cáceres, dove genera occupazione, contribuisce a fissare popolazione, favorisce l'inserimento della donna nel mercato del lavoro e aiuta a mantenere il tessuto economico della zona. Per questo, chiede che durante la trattazione parlamentare si tengano in considerazione le conseguenze economiche e sociali che la riforma potrebbe comportare per queste aree rurali.
Guardando all'Europa
Tutti i settori consultati da DEMÓCRATA partono da un'unica premessa: la protezione della salute pubblica e la lotta contro il tabagismo meritano il massimo rispetto e qualsiasi riforma della Legge Antitabacco deve essere affrontata con responsabilità, buon senso e moderazione. Nessuno mette in discussione l'obiettivo sanitario dell'iniziativa. Ciò che chiedono è che, durante la sua trattazione parlamentare, si valutino con rigore le sue possibili conseguenze economiche, sociali e territoriali, evitando decisioni che possano produrre effetti indesiderati.
Proprio per questo, diverse delle organizzazioni consultate considerano notevole che il Ministero della Salute abbia deciso di promuovere questa riforma quando la stessa Unione Europea si trova immersa nella revisione della Direttiva sui Prodotti del Tabacco. A loro avviso, anticipare con una regolamentazione particolarmente restrittiva potrebbe obbligare la Spagna a rivedere nuovamente la sua legislazione una volta concluso il processo comunitario, quando forse sarebbe stato più ragionevole attendere il risultato del dibattito europeo.
I settori ricordano anche che il progetto di legge ha suscitato obiezioni sin dall'inizio della sua trattazione. La Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC), per esempio, ha raccomandato di rivedere alcuni aspetti della proposta ritenendo discutibile la proporzionalità di determinate misure e avvertendo che alcune restrizioni potrebbero tradursi, nella pratica, in una proibizione di fatto. A ciò si sono aggiunte le osservazioni formulate da diversi Stati membri durante la procedura europea TRIS, che già obbligarono in passato a ritardare parte della trattazione dello sviluppo normativo.
Tutto ciò anticipa un percorso parlamentare che non si prevede semplice. Il Governo dovrà riunire una maggioranza sufficiente per portare avanti una riforma che, sebbene nasca con un obiettivo inequivocabilmente sanitario, ha aperto un dibattito che trascende la salute pubblica e raggiunge anche l'economia, il turismo, l'occupazione, i trasporti e il medio rurale.