Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, comparece questo pomeriggio davanti ai media dopo la udienza tenuta con il re Felipe VI nel Palazzo di Marivent (Maiorca), un incontro segnato dalla crisi migratoria che vive la città autonoma dall'ingresso massiccio di decine di migliaia di persone provenienti dal Marocco.
La riunione, che era fissata per le 17.30 ore, si svolge appena una settimana dopo la maggiore valanga migratoria registrata nella storia di Ceuta. Secondo il Ministero dell'Interno, circa 72.000 persone sono riuscite ad accedere in modo irregolare alla città, anche se la maggior parte è già tornata in Marocco.
L'udienza arriva dopo che Felipe VI ha espresso pubblicamente la sua "grande preoccupazione e indignazione" per gli eventi registrati a Ceuta e Melilla, chiedendo l'adozione di tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza di entrambe le città autonome e per evitare che una situazione simile si ripeta.
Vivas chiede soluzioni a Bruxelles
La comparsa ha luogo poche ore dopo l'intervento di Vivas nella Commissione per le Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni (LIBE) del Parlamento Europeo, dove ha chiesto questo giovedì un maggiore coinvolgimento dell'Unione Europea per affrontare la crisi.
Durante il suo intervento, il presidente ceutino ha assicurato che quanto accaduto costituisce "uno dei momenti più difficili della storia recente di Ceuta" e ha sostenuto che la città continua a essere immersa in un emergenza umanitaria, con i centri di accoglienza saturi e tra 3.000 e 5.000 persone che, secondo le sue stime, rimangono ancora nell'enclave.