La Comunità Musulmana di Melilla ha inviato questo domenica una lettera al Re Felipe VI nella quale trasmette la sua gratitudine per "l'interesse, la sensibilità e la vicinanza istituzionale" che, a suo avviso, ha mostrato il capo dello Stato di fronte agli ultimi eventi verificatisi a Ceuta e Melilla.
Nella missiva, datata 2 agosto, l'associazione esprime il suo "più sincero ringraziamento" sia per il comunicato diffuso dalla Casa del Re sia per i contatti mantenuti con i presidenti delle due città autonome durante la recente crisi migratoria. Assicura che queste iniziative hanno "un valore istituzionale e umano straordinario", soprattutto in una fase in cui la popolazione "ha bisogno di sentire il sostegno e la presenza delle istituzioni che rappresentano l'unità e la permanenza della Spagna".
La Comunità Musulmana sottolinea inoltre la rilevanza strategica, storica e geopolitica di Ceuta e Melilla come frontiera sud della Spagna e dell'Unione Europea, ricordando che entrambe le piazze affrontano sfide costanti che richiedono "l'attenzione e l'impegno di tutte le istituzioni dello Stato".
In questa linea, comprende che l'impegno di Felipe VI ha inviato "un messaggio di fiducia, serenità e unità" molto apprezzato dai vicini e sostiene che gesti di questo tipo rafforzano la relazione tra la Corona e l'insieme della cittadinanza, dimostrando che "nessun territorio rimane al margine della preoccupazione e dell'impegno della Capo dello Stato".
La lettera si chiude ribadendo il riconoscimento della Comunità Musulmana di Melilla verso il Monarca per la sua vicinanza istituzionale ed esprimendo la sua "lealtà istituzionale", oltre a fargli pervenire i suoi migliori auguri sia per la Corona che per la Spagna.
Il documento, firmato dal presidente dell'ente, Mohamed Ahmed, arriva dopo che il Re Felipe VI ha reso pubblico il suo sostegno a Ceuta e Melilla in piena crisi migratoria e ha sottolineato che è responsabilità dello Stato garantire la sicurezza delle città autonome per evitare che si ripetano episodi come quelli vissuti negli ultimi giorni a Ceuta e, in misura minore, a Melilla.
La Casa del Re ha comunicato sabato che il capo dello Stato ha seguito la situazione con "grande preoccupazione e indignazione" e che considera imprescindibile adottare tutte le misure necessarie per impedire che si ripetano fatti che, inoltre, "si sono tradotti in una triste e tragica perdita di decine di vite".
Da Zarzuela è stata sottolineata anche l'importanza di trasmettere "in modo unito, chiaro e determinato" il supporto e l'affetto dell'insieme della Spagna agli abitanti di Ceuta e Melilla, in un contesto segnato dalla tensione al confine sud.
Nella sua gestione della crisi, Felipe VI ha mantenuto una comunicazione costante con le principali autorità coinvolte. Oltre a conversare da giovedì scorso con il presidente del Governo, Pedro Sánchez, e con il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, il Monarca ha parlato con i presidenti di Ceuta e Melilla, Juan Jesús Vivas e Juan José Imbroda, rispettivamente, ai quali ha trasmesso personalmente "parole di incoraggiamento e fermezza".
La posizione espressa dal Re coincide con la decisione dell'Unione Europea di convocare per martedì prossimo una riunione straordinaria dei ministri dell'Interno al fine di studiare l'evoluzione della crisi migratoria scatenata a Ceuta e il suo impatto al confine sud dell'Europa.