Le cifre della crisi migratoria di Ceuta non sembrano incastrarsi. Il Ministero dell'Interno sostiene che circa 2.000 delle persone che sono entrate nella città sono ancora lì, ma i dati raccolti sul campo disegnano uno scenario molto più difficile da quantificare.
Secondo quanto riporta El País, la Croce Rossa ha distribuito giovedì oltre 2.500 razioni di cibo unicamente sulla spiaggia del Trampolino. Lavoratori umanitari e agenti destinati in quella zona calcolano che lì si concentrano più di 2.000 persone.
Vivas stima tra 3.000 e 6.000 persone
Il presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas, ha elevato la sua stima a un intervallo di 3.000 e 6.000 persone ancora da identificare.
A questa difficoltà si aggiunge il conteggio dei minori. Un'iniziativa di quartiere nella barriera di El Príncipe ha registrato 4.860 bambini e adolescenti in due giornate, mentre la ministra della Gioventù e dell'Infanzia, Sira Rego, ha informato questo venerdì di 1.342 minori già contabilizzati all'interno dei sistemi di accoglienza. Entrambi i dati non possono essere sommati direttamente perché i gruppi possono sovrapporsi.
Il CETI è anche al di sopra della sua capacità abituale e ospita attualmente 727 persone, anche se non tutte sono arrivate durante l'ingresso di fine luglio.
Il problema per chiudere una cifra definitiva è al di fuori dei registri ufficiali. Ci sono immigrati accolti da privati o che rimangono al di fuori dei principali dispositivi di assistenza e non hanno ancora completato la loro identificazione.
Per questo motivo, più che due cifre contraddittorie, Ceuta ha ora vari censimenti parziali di una stessa crisi. L'Interno riconosce che il suo dato è stimativo e assicura di non disporre al momento di informazioni affidabili che giustifichino modificarlo.