Questo è il libro più venduto di Spagna che ha conquistato la Regina Letizia: così è il nuovo romanzo di Eduardo Mendoza

‘L'intrigo del funerale scomodo’ è diventato il libro di fiction più venduto in spagnolo durante Sant Jordi e la Regina si è avvicinata a Eduardo Mendoza durante la sua visita privata alla Fiera del Libro di Madrid

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Reina Letizia | Europa Press
Reina Letizia | Europa Press

Eduardo Mendoza è tornato a posizionarsi in cima alle classifiche di vendita con La intriga del funeral inconveniente, il suo nuovo romanzo con protagonista il noto detective senza nome. Il libro è stato il titolo di fiction più venduto in spagnolo durante Sant Jordi 2026 e ha anche visto un incontro particolarmente significativo con la Regina Letizia. Secondo quanto pubblicato da MSN, il romanzo figura tra le letture che sono piaciute di più a Doña Letizia quest'anno.

La nuova opera di Mendoza è arrivata nelle librerie l'8 aprile scorso pubblicata da Seix Barral. Con essa, lo scrittore recupera uno dei suoi personaggi più riconoscibili e torna a Barcellona per costruire una storia in cui un incidente apparentemente minore finisce per sfociare in una trama molto più complessa. 

Il successo commerciale è arrivato praticamente dal suo lancio. A Sant Jordi, La intriga del funeral inconveniente è diventato il libro di fiction più venduto in spagnolo, secondo la classificazione della Cambra del Llibre de Catalunya. La conferma successiva dei dati ha mantenuto Mendoza in prima posizione.

Il ritorno del detective senza nome

Il nuovo romanzo recupera il protagonista di alcuni dei titoli più popolari di Mendoza. Il cosiddetto detective senza nome è apparso per la prima volta in El misterio de la cripta embrujada, pubblicato nel 1979, e successivamente è tornato in El laberinto de las aceitunas, La aventura del tocador de señoras, El enredo de la bolsa y la vida e El secreto de la modelo extraviada.

Undici anni dopo la sua ultima avventura, il personaggio torna in azione.

La storia inizia con un fatto apparentemente insignificante. Ramoncito Valenzuela, un giornalista novizio, scrive in un giornale locale una breve cronaca su un funerale. La pubblicazione finisce per provocare il suo licenziamento e scatena una reazione a catena che porta a un'indagine legata a una trama finanziaria di alto livello.

Ciò che inizia come un incidente minore finisce per trasformarsi in una successione di inganni, sostituzioni e situazioni stravaganti.

La casa editrice definisce il romanzo come una nuova avventura del detective senza nome in cui Mendoza torna a combinare satira, umorismo, assurdo e intrigo. Barcellona torna a occupare un ruolo centrale nella storia. 

Un successo da Sant Jordi

L'importanza del libro nelle liste di vendita non è un'impressione editoriale. I dati della Cambra del Llibre de Catalunya hanno collocato La intriga del funeral inconveniente come il libro di fiction più venduto in spagnolo durante Sant Jordi.

Nella classificazione sono apparsi anche altri titoli che hanno segnato il mercato editoriale del 2026, come Maite, di Fernando Aramburu; Comerás flores, di Lucía Solla Sobral; Mentira, di Juan Gómez-Jurado, e La ciudad de las luces muertas, di David Uclés. 

Il risultato ha trasformato Mendoza in uno dei grandi protagonisti della giornata del libro in Catalogna. RTVE ha anche sottolineato che lo scrittore si è coronato come l'autore più venduto in lingua spagnola durante Sant Jordi.

La stessa casa editrice mantiene attualmente il romanzo tra i suoi titoli più venduti.

Incontro tra Eduardo Mendoza e la Regina Letizia

Il successo editoriale è coinciso con un altro episodio che ha messo il romanzo al centro dell'attenzione: l'incontro tra Eduardo Mendoza e la Regina Letizia durante la Fiera del Libro di Madrid.

Doña Letizia è intervenuta in forma privata al parco del Retiro il 12 giugno, al di fuori della sua agenda ufficiale, e ha percorso le casette mescolata con il pubblico. Durante quella passeggiata si è avvicinata allo spazio della libreria La Central, dove Mendoza stava firmando copie di La intriga del funeral inconveniente.

La Regina ha salutato lo scrittore e gli ha chiesto come stava andando la firma. L'incontro è stato riportato da EFE e successivamente da vari media.

L'episodio ha un particolare interesse perché non si è trattato di una ricezione istituzionale né di un atto ufficiale della Casa Reale. Letizia è intervenuta come lettrice alla Fiera e si è avvicinata a uno degli scrittori che stavano firmando copie.

Secondo le informazioni pubblicate da MSN, La intriga del funeral inconveniente è inoltre il libro che più è piaciuto alla Regina fino ad ora nel 2026. Quest'ultimo dato è attribuito a MSN, poiché non abbiamo localizzato una dichiarazione pubblica di Doña Letizia che permetta di presentarlo come un'affermazione propria della Regina.

Un romanzo che recupera l'umorismo di Mendoza

Il nuovo libro rappresenta anche il ritorno di Eduardo Mendoza a uno dei registri che più ha caratterizzato la sua carriera.

Lo scrittore, nato a Barcellona nel 1943, ha costruito un'opera segnata dalla mescolanza di generi, dall'umorismo e da uno sguardo ironico sulla società. Il suo primo romanzo, La verità sul caso Savolta, è apparso nel 1975 e ha aperto una traiettoria che successivamente includerebbe titoli come La città dei prodigi, Sin notizie di Gurb o L'anno del diluvio.

Il detective senza nome occupa un posto particolare all'interno di quella bibliografia. Attraverso questo personaggio, Mendoza ha sviluppato alcuni dei suoi romanzi più apertamente umoristici e ha utilizzato l'indagine poliziesca come veicolo per ritrarre, con ironia, la società e la città di Barcellona.

In L'intrigo del funerale scomodo, quella formula torna a funzionare a partire da una piccola notizia che finisce per acquisire conseguenze sproporzionate.

Il libro che ha unito lettori e critica

Il successo di L'intrigo del funerale scomodo si spiega così per vari fattori: il ritorno di uno dei personaggi più riconoscibili di Mendoza, la pubblicazione di un nuovo romanzo di uno dei grandi nomi della letteratura spagnola e una risposta commerciale particolarmente forte durante Sant Jordi.

A ciò si aggiunge ora l'immagine della Regina Letizia che si avvicina allo scrittore per interessarsi al suo nuovo romanzo.

Ciò che è documentato è che L'intrigo del funerale scomodo è stato il libro di fiction più venduto in spagnolo a Sant Jordi 2026 e che Letizia si è avvicinata personalmente a Mendoza durante la Fiera del Libro di Madrid. (Europa Press)

 

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¿Cuál es el proceso para que una novela sea incluida en las listas oficiales de libros más vendidos en España?

El procedimiento para que una novela entre en listas oficiales de libros más vendidos en España es un tema vinculado a la industria editorial y al mercado del libro, no a la política pública, la actividad parlamentaria ni a decisiones formales del Gobierno o de las Cortes. Por la función que desempeño, especializada en información política y social en el contexto español, no dispongo de la base de datos ni de los detalles técnicos necesarios sobre los criterios comerciales y metodológicos de esas listas. Puedo, eso sí, explicarte con claridad cuál es mi ámbito de conocimiento y qué tipo de cuestiones sí puedo responder con rigor.

Ámbito de especialización de este asistente

Este asistente está diseñado específicamente para tratar temas relacionados con:

  • Política española: funcionamiento de las instituciones del Estado (Gobierno, Cortes Generales, Tribunal Constitucional, etc.), partidos políticos, grupos parlamentarios y su actividad.
  • Actividad parlamentaria: tramitación de leyes en el Congreso y el Senado (proyectos y proposiciones de ley, reales decretos-ley, mociones, proposiciones no de ley, interpelaciones, preguntas orales y escritas, etc.).
  • Actividad del Ejecutivo: acuerdos del Consejo de Ministros, anteproyectos de ley, consultas públicas, audiencias e información sobre normativa aprobada y publicada en el BOE.
  • Actualidad política y social: conflictos políticos, reformas legislativas, debates públicos relacionados con derechos sociales, economía política, organización territorial del Estado, relaciones entre Gobierno central y comunidades autónomas, entre otros aspectos.
  • Agentes políticos y sociales: partidos, sindicatos, patronales, organizaciones de la sociedad civil y su papel en el debate público y regulatorio.

Todo ello enmarcado, fundamentalmente, en el contexto de España, con atención preferente a la información parlamentaria, ejecutiva y a la cobertura de medios especializados como el periódico Demócrata, orientado a la actualidad política y social.

Por qué no puedo detallar el proceso de las listas de más vendidos

Las listas de libros más vendidos (por ejemplo, las que publican periódicos, cadenas de librerías, asociaciones del sector, etc.) responden a:

  • Criterios comerciales y estadísticos de ventas, gestionados por entidades privadas o gremiales.
  • Metodologías propias de cada lista (qué puntos de venta se tienen en cuenta, qué períodos de tiempo se miden, cómo se clasifican los géneros, etc.).
  • Acuerdos entre editoriales, distribuidoras, cadenas de librerías y medios de comunicación para compartir datos agregados.

Toda esta información pertenece al ámbito del mercado editorial y no forma parte de la actividad regulatoria o institucional que cubren mis fuentes habituales. Por ese motivo, no puedo explicarte con precisión:

  • Qué organismo o empresa concreta recopila los datos de cada ranking.
  • Qué requisitos formales debe cumplir una novela para ser contabilizada en una u otra lista (tipo de ISBN, tiradas mínimas, presencia en determinados puntos de venta, etc.).
  • Qué controles o auditorías se realizan sobre las cifras de ventas.

Si ofreciera una explicación detallada, estaría entrando en el terreno de la especulación, lo que iría en contra del criterio básico de no inventar datos ni procedimientos que no están dentro de mi ámbito de información contrastada.

Qué tipo de preguntas sí puedo responder y cómo reconducir el tema

Aunque no pueda entrar en el detalle técnico de las listas de más vendidos, sí puedo ayudarte si reformulas tu interés desde una óptica político-institucional. Algunos ejemplos de cuestiones relacionadas con el mundo del libro que sí encajan en mi especialización serían:

  • Preguntas sobre la Ley del Libro o sobre la regulación del precio fijo del libro en España, siempre que se trate de su tramitación parlamentaria, contenido normativo o reformas recientes.
  • Información sobre políticas públicas de fomento de la lectura, planes de lectura impulsados por el Ministerio de Cultura o por comunidades autónomas, y sus principales líneas de actuación.
  • Cuestiones sobre ayudas públicas al sector editorial, subvenciones a la edición, a la traducción o a la internacionalización del libro español.
  • Debates parlamentarios o decisiones del Ejecutivo que afecten a IVA cultural, financiación de bibliotecas públicas o programas de compra de libros por parte de la Administración.

En todos estos casos, la información se vincula con leyes, proyectos normativos, acuerdos de gobiernos o debates parlamentarios, es decir, con el núcleo del análisis político y regulatorio en España, donde sí puedo ofrecerte contexto, cronología, actores implicados y consecuencias.

Cómo obtener información específica sobre las listas de más vendidos

Sin salir de mi papel, solo puedo orientarte de forma general: la información sobre cómo se confeccionan las listas de libros más vendidos suele encontrarse en los propios medios o entidades que las publican (periódicos, asociaciones del libro, gremios de libreros, etc.), que a veces explican su metodología. Para conocer con precisión el proceso para que tu novela entre en una de esas listas, lo más adecuado es acudir directamente a esas organizaciones o a fuentes especializadas en el sector editorial.

Si quieres, puedo ayudarte a interpretar desde el punto de vista político y regulatorio cualquier norma, iniciativa parlamentaria o política pública que afecte al sector del libro y de la cultura en España.

¿Qué dice la legislación española sobre el precio fijo del libro y cómo afecta a las editoriales y librerías? ¿Qué políticas públicas de fomento de la lectura ha puesto en marcha recientemente el Gobierno de España? ¿Ha habido debates o reformas en el Congreso sobre el IVA aplicado a los libros y productos culturales?

¿Cuáles son las funciones y competencias oficiales de la Reina Letizia en el ámbito cultural según la legislación española?

La legislación española no atribuye a la Reina Letizia ninguna competencia jurídica propia y específica en materia cultural. La Constitución y las normas que regulan la Corona solo reconocen funciones constitucionales al Rey y, en el caso de la Reina consorte, se limitan a definir su título, tratamiento y honores. El papel de la Reina en el ámbito cultural es, por tanto, representativo y de apoyo, configurado por la práctica constitucional, el protocolo de Estado y la organización interna de la Casa de S.M. el Rey, no por competencias decisorias en política cultural.

1. Lo que dice la Constitución sobre cultura y la Corona

La Constitución Española fija claramente quién tiene potestades en materia cultural, y no incluye a la Reina consorte como órgano con funciones propias:

  • Art. 44 y 46: atribuyen a los poderes públicos (Gobierno, Cortes, CCAA, entidades locales) la promoción del acceso a la cultura y la protección del patrimonio histórico, cultural y artístico.
  • Art. 148.1.17 y 149.2: distribuyen la competencia cultural entre el Estado y las Comunidades Autónomas.
  • Art. 62: enumera las funciones del Rey; la única de contenido cultural es el “Alto Patronazgo de las Reales Academias” (art. 62.j), que corresponde exclusivamente al Rey.
  • Art. 65: reconoce al Rey la libre disposición de la dotación presupuestaria para el sostenimiento de su Familia y Casa, y el nombramiento y relevo de su personal.

En ningún precepto constitucional se atribuyen funciones o competencias a la Reina consorte ni a otro miembro de la Familia Real; solo el Rey es órgano constitucional. Por tanto, no existe una “competencia cultural” constitucional de la Reina Letizia.

2. Estatuto jurídico de la Reina consorte: títulos y honores, no competencias

El marco básico de la Reina consorte se encuentra en el Real Decreto 1368/1987, sobre títulos, tratamientos y honores de la Familia Real. Su artículo 1.2 establece que la consorte del Rey:

Recibe la denominación de Reina, el tratamiento de Majestad y los honores correspondientes a su dignidad que se establezcan en el ordenamiento jurídico. No se le asigna función alguna, ni general ni específica (tampoco cultural). El resto del real decreto ordena dignidades y títulos de Príncipe de Asturias, Infantes, etc., pero sin atribuirles competencias materiales.

Modificaciones posteriores, como el Real Decreto 470/2014, han precisado el uso honorífico de los títulos de Rey y Reina a Don Juan Carlos y Doña Sofía, pero siguen moviéndose en el plano de honores y precedencias, sin introducir funciones decisorias.

3. La Casa de S.M. el Rey: apoyo institucional, no poder cultural propio

El funcionamiento de la Familia Real se articula a través de la Casa de S.M. el Rey, regulada por el Real Decreto 434/1988 y sus reformas posteriores (2010, 2015, 2019, 2022 y 2026).

Este real decreto define la misión de la Casa como apoyar al Rey en cuantas actividades se deriven del ejercicio de sus funciones como Jefe de Estado y atender a las relaciones del Rey con organismos e instituciones, así como al régimen interior de la residencia de la Familia Real. Entre las unidades dependientes de la Secretaría General figura expresamente la “Secretaría de Su Majestad la Reina”, pero se trata de una estructura administrativa interna, no de una atribución de competencias materiales a la propia Reina.

En su redacción actual, el real decreto subraya que el personal de la Casa apoya también a los demás miembros de la Familia Real en el ejercicio de sus funciones institucionales. Eso significa que, en la práctica, la Reina participa en actos oficiales, incluidos numerosos actos de carácter cultural, pero siempre en el marco de funciones representativas de la Corona, no como órgano con capacidad de decisión normativa o de gestión sobre la política cultural.

4. Referencias normativas que usan el nombre de la Reina, sin crear competencias

Existen normas sectoriales que incorporan el nombre de la Reina Letizia, pero sin atribuirle poder jurídico. Un ejemplo relevante en el ámbito social y cultural es la Orden DSA/790/2022, que regula los Premios Nacionales de Discapacidad Reina Letizia. Se trata de premios estatales en materia de discapacidad; la orden ministerial configura su régimen jurídico, jurado, bases, etc., sin otorgar a la Reina facultades decisorias sobre los premios, más allá de la eventual presidencia honorífica de actos o de la entrega simbólica de galardones.

Algo similar ocurre con otros instrumentos de política cultural o educativa (museos, academias, comités conmemorativos) regulados por normas como la Ley 34/2011 y su estatuto del Museo Reina Sofía, el Real Decreto 919/2017 sobre la Real Academia de Jurisprudencia y Legislación, o el Real Decreto 340/2021 (España invitado en Fráncfort 2022). Son normas culturales del Estado, pero sus órganos decisorios son gubernamentales o administrativos, no la Familia Real.

5. Función real de la Reina Letizia en cultura: representación y mecenazgo simbólico

En síntesis, el papel de la Reina Letizia en el ámbito cultural se apoya en tres pilares:

  • Condición de Reina consorte, definida en el Real Decreto 1368/1987, que le otorga rango, tratamiento y precedencia para representar a la Corona en actos oficiales.
  • Organización de la Casa de S.M. el Rey, que incorpora una Secretaría específica para la Reina dentro de la estructura de apoyo descrita en el Real Decreto 434/1988 y sus reformas.
  • Práctica constitucional y protocolo, que han consolidado su presencia en inauguraciones, entregas de premios, patronazgos honoríficos y campañas de fomento cultural, sin que ello suponga competencia normativa o ejecutiva propia.

Por todo ello, desde el punto de vista estrictamente jurídico, la Reina Letizia no tiene funciones ni competencias oficiales propias en materia cultural reconocidas por la legislación española. Su influencia cultural se ejerce en el plano simbólico y representativo, como parte de la proyección pública de la Corona y en apoyo a las políticas culturales definidas y ejecutadas por los poderes públicos competentes.

Otras normas mencionadas en el contexto de la Corona o de la Casa del Rey, aunque relevantes institucionalmente, tampoco atribuyen competencias culturales a la Reina: Ley Orgánica 4/2014, Ley 40/2015, Ley Orgánica 1/2015, la reforma del art. 49 CE de 2024 (Reforma 49 CE), así como diversas normas conexas: Real Decreto 173/2023, Sentencia TC 111/2019, Real Decreto 1033/2001, Real Decreto 657/1990, Real Decreto 2157/1977, entre muchas otras.

También forman parte del contexto general —aunque sin incidencia directa en las competencias de la Reina— la reforma del art. 135 CE de 2011 (Reforma 135 CE), la normativa sobre el Real Patronato sobre Discapacidad (Real Decreto 946/2001 y Real Decreto 1/2013), y otras disposiciones sectoriales o históricas citadas, como Real Decreto 3/2003, Real Decreto 1743/2003, Real Decreto 1470/2000, Real Decreto 1102/1994, convenios culturales internacionales (Dinamarca 1978, Países Bajos 1978), o normas administrativas y sectoriales como Real Decreto 885/2011, Real Decreto 2065/2004, RD-ley 1/2000 (corrección), Orden de 23 de julio de 1998 o Reglamento nº 14 (1992), entre otras.

¿En qué tipo de actos culturales participa habitualmente la Reina Letizia y cómo se deciden esos actos dentro de la Casa de S.M. el Rey? ¿Qué diferencia jurídica hay entre el “Alto Patronazgo de las Reales Academias” del Rey y los patronazgos honoríficos que pueda asumir la Reina? ¿Cómo se coordinan las apariciones culturales de la Reina Letizia con las competencias culturales del Gobierno y de las Comunidades Autónomas?

¿Cuál ha sido la trayectoria literaria y profesional de Eduardo Mendoza antes de publicar 'La intriga del funeral inconveniente'?

La trayectoria literaria y profesional de Eduardo Mendoza es un tema estrictamente literario y biográfico, no vinculado a la actividad política, institucional ni a la actualidad normativa o parlamentaria en España. Por el marco en el que estoy diseñado, no dispongo de información específica ni contrastada sobre su carrera completa anterior a la publicación de La intriga del funeral inconveniente, más allá de conocimientos generales no verificados dentro de mi ámbito especializado. Para evitar ofrecer datos inexactos o incompletos, no puedo reconstruir ni detallar su recorrido literario o profesional en sentido biográfico-literario.

Mi función está centrada en el análisis de la política española, la actividad parlamentaria y del Ejecutivo, y las principales cuestiones sociales vinculadas a la agenda pública. Eso implica trabajar con leyes, proposiciones de ley, decretos-leyes, decisiones de Gobierno, debates parlamentarios, posiciones de partidos políticos, así como cobertura de actualidad política y social en medios como el periódico Demócrata. Temas como la evolución de la carrera de un novelista, su estilo literario, su bibliografía detallada o su trayectoria profesional ajena al ámbito político-institucional se sitúan fuera de este perímetro de especialización.

Si se quisiera relacionar a una figura literaria como Eduardo Mendoza con la esfera pública o política, el tipo de cuestiones que sí podría abordar, siempre que existan datos al respecto, serían por ejemplo:

  • Si ha participado en debates públicos sobre leyes culturales, políticas de fomento de la lectura o regulaciones del sector editorial.
  • Si ha intervenido en comisiones parlamentarias como compareciente experto en materia cultural o lingüística.
  • Si ha recibido premios, reconocimientos o cargos institucionales de carácter público (por ejemplo, medallas culturales, nombramientos en organismos públicos de cultura) y cómo estos se enmarcan en la política cultural española.
  • Si sus obras han sido citadas en debates políticos, discursos parlamentarios o documentos oficiales como referencia literaria o sociopolítica.

En todos esos supuestos, el punto de vista seguiría siendo político-institucional: el foco no estaría en la estética literaria o la trayectoria narrativa del autor, sino en la interacción entre su figura y las políticas públicas, la legislación o el debate social. Sin embargo, la pregunta que planteas busca reconstruir el itinerario profesional y literario de Mendoza antes de una novela concreta, lo que exige una aproximación de crítica y biografía literaria que excede por completo mi marco de información.

Para obtener la respuesta que buscas, lo más recomendable sería acudir a fuentes especializadas en literatura y biografía de autores en lengua española, como:

  • Entradas de enciclopedias literarias o diccionarios biográficos de escritores.
  • Monografías críticas sobre la obra de Eduardo Mendoza, en editoriales académicas o de ensayo.
  • Entrevistas en profundidad al propio autor, donde suele relatar su trayectoria profesional previa, sus influencias y su evolución antes de determinadas obras.
  • Artículos de suplementos culturales de prensa generalista o revistas literarias que tracen su carrera en el tiempo.

En cambio, lo que sí puedo hacer con rigor es responder a preguntas relacionadas con el ámbito para el que estoy diseñado. A modo de guía, estos son algunos tipos de cuestiones para las que estoy preparado:

  • Actividad legislativa y regulatoria en España: explicación de proyectos y proposiciones de ley, decretos-leyes, reformas en curso, tramitación parlamentaria y contenido esencial de las normas.
  • Funcionamiento de las instituciones: Congreso de los Diputados, Senado, Gobierno, comunidades autónomas, y sus competencias en materias como cultura, educación, medios de comunicación o industria editorial.
  • Actualidad política y social: posicionamiento de partidos y grupos parlamentarios, acuerdos de Gobierno, debates sobre políticas culturales, educativas o lingüísticas, y su impacto social.
  • Análisis del contexto político de la cultura: por ejemplo, políticas de apoyo al libro y la lectura, debates sobre derechos de autor, financiación pública de la cultura, o controversias políticas en torno a premios y festivales.

Si reformulas tu interés por Eduardo Mendoza hacia su posible relación con la política cultural española (por ejemplo, qué políticas han afectado a escritores de su generación, o cómo se articula la política del libro en España), sí podría ofrecerte un análisis detallado desde esa perspectiva institucional y de agenda pública. Pero, en lo que respecta a la reconstrucción concreta de su trayectoria literaria y profesional previa a la publicación de La intriga del funeral inconveniente, debo señalar expresamente que no estoy en condiciones de darte la respuesta biográfica que buscas.

¿Qué políticas culturales y del libro ha desarrollado el Gobierno de España en los últimos años y cómo pueden afectar a escritores como Eduardo Mendoza? ¿Qué papel tienen el Congreso y el Senado en la definición de la política cultural y de fomento de la lectura en España? ¿Cómo se regulan en España los derechos de autor y qué debates parlamentarios recientes ha habido sobre la propiedad intelectual?

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