Il ecosistema 'insurtech' dell'America Latina ha attirato nel primo semestre dell'anno investimenti per 90 milioni di dollari (78,9 milioni di euro), mentre il numero di compagnie attive è salito a 576, un 14% in più rispetto a dodici mesi fa e massimo dal 2023. Allo stesso tempo, il tasso di chiusura di questo tipo di aziende si è ridotto al 7%.
Secondo il rapporto 'Latam Insurtech Journey', redatto da Digital Insurance Latam e sponsorizzato da Mapfre, il capitale raccolto fino a giugno rappresenta il terzo record più alto per questo periodo dalla comparsa della pandemia. Il documento sottolinea che, se si mantiene il ritmo di investimento nella seconda metà del 2026, l'esercizio potrebbe concludersi con cifre vicine a quelle del 2025.
"Questo semestre segna un punto di svolta [...]. La democratizzazione dell'IA è uno dei fattori che spiegano questa tendenza [...] trasformando internamente le 'insurtech', permettendo loro di migliorare la propria efficienza e rafforzare la propria proposta di valore", ha spiegato l'amministratore delegato e fondatore di Digital Insurance Latam, Hugues Bertin.
"D'altra parte, il settore assicurativo tradizionale ha anche bisogno di evolversi e collaborare con soluzioni esterne [...] che possano essere implementate rapidamente e generare impatti concreti", ha aggiunto.
In questa linea, lo studio identifica già 18 'insurtech' focalizzate sull'IA agentica, un nicchia praticamente inesistente solo due anni fa e che sta dando vita a nuove proposte in ambiti come la gestione dei sinistri, la rilevazione delle frodi, la sottoscrizione o il servizio clienti.
Il progresso dell'ecosistema è accompagnato da un miglioramento delle sue principali metriche: negli ultimi dodici mesi sono emerse 102 'startups' e hanno smesso di operare 35, il che porta a un rapporto di natalità e mortalità del 3,5, il più elevato degli ultimi anni.
Il Brasile si conferma come il mercato più grande della regione, con 217 'insurtech', seguito dal Messico (150), Cile (112) e Argentina (110). Il rapporto evidenzia anche "forti progressi" in altri punti della mappa, come l'Uruguay (39%), l'America Centrale (29%) o la Colombia (20%).
Il 19,7% delle 'insurtech' operano in diversi paesi latinoamericani o hanno origine al di fuori della zona. Tuttavia, il documento sottolinea che questa percentuale, sebbene "alta", "è cresciuta solo del 7%".
"Non è che le 'insurtech' non si internazionalizzino, è che ogni volta nascono più locali e, prima o poi, si internazionalizzano anche. Questo è un indicatore di 'buona salute' dell'ecosistema, poiché la probabilità di scomparsa di una 'insurtech' che opera in un solo paese è ora quattro volte maggiore", ha sostenuto Bertin.
L'indice che misura la presenza di compagnie straniere si attesta al 33%, sopra il 31,9% registrato a luglio 2025. Nella pratica, questo implica che, in media, tre delle dieci 'insurtech' di un mercato sono straniere, con un peso particolare in Perù (32%), Colombia (53%) e Messico (42%).
"La forza del settore [...] posiziona il 2026 come un anno di grande potenziale. [...] Tendenze come l'IA agentica, lo sviluppo di Life & Care [vita e cure] o i nuovi modelli di distribuzione stanno spingendo una nuova fase di innovazione assicurativa nella regione", ha riassunto il capo degli investimenti e 'scouting' in innovazione corporativa di Mapfre, Carlos Cendra.
Mobilità e Life & Care trainano la crescita
Il rapporto sottolinea che la mobilità è tornata a essere il principale segmento 'insurtech' latinoamericano, con 211 'startups' che rappresentano il 37% del totale. In questo campo guadagnano peso i modelli di distribuzione digitale, i 'broker' specializzati e le soluzioni telematiche.
D'altra parte, il 'Life & Care' si è consolidato come "uno dei grandi motori" dell'ecosistema, con 151 'insurtech', equivalenti al 26% del totale regionale. Questo segmento ha concentrato il 76% dei 90 milioni di dollari raccolti nella prima metà dell'anno.
Lo studio rileva anche progressi in categorie emergenti legate all'IA, alla frode, all'uso dei dati, al 'pricing' o alla sottoscrizione, oltre che nelle piattaforme per broker e intermediari, uno dei settori che ha maggiormente evoluto nell'ultimo anno.
Ripartizione tra abilitatori e distributori
Attualmente, il 48% delle 'insurtech' latinoamericane si orienta alla distribuzione, mentre il 52% restante agisce come abilitatori o 'enablers'. La maggior parte dei distributori si focalizza su rami personali di automobile e casa, con modelli di 'Broker' e agenti generali di gestione (MGAs) che rappresentano un 40%.
Una parte rilevante dell'intermediazione digitale (D2C) ha transitato verso schemi 'business to business to consumers' (B2B2C) per fornire servizi a piattaforme di distribuzione e, inoltre, sono già emersi attori completamente digitali.
Nel blocco delle abilitatrici, gli agenti di IA (6%) e la categoria che raggruppa frode, dati, 'pricing', rischi e sottoscrizione (7%) si profilano come i punti di maggiore dinamismo. Tuttavia, la maggiore proporzione rimane legata a soluzioni di digitalizzazione dell'intermediazione assicurativa tradizionale, con un 18%.