Il Comitato Giudiziario del Senato degli Stati Uniti ha fatto martedì un passo decisivo nel sostenere la nomina di Todd Blanche come procuratore generale, salvando così una procedura chiave affinché il designato dal presidente Donald Trump, che ricopre il posto in modo interinale, assuma pienamente il comando del Dipartimento di Giustizia.
Con una maggioranza repubblicana, il comitato ha approvato la proposta con dodici voti contro dieci, lasciando da parte le riserve espresse da due senatori conservatori, John Cornyn, del Texas, e Thom Tillis, della Carolina del Nord, riguardo al fondo creato per compensare presunte vittime di "strumentalizzazione" della Giustizia in amministrazioni precedenti, una questione che aveva provocato il rinvio della votazione.
Dopo questo avallo, la nomina passerà ora all'aula del Senato, dove i repubblicani controllano 53 seggi contro i 47 dell'opposizione.
Blanche ha comunicato lunedì di aver deciso di revocare ufficialmente il controverso fondo, valutato in 1,7 trilioni di dollari (1,4 trilioni di euro), dopo che i repubblicani nella Camera alta avevano minacciato di bloccare la sua designazione.
Cornyn e Tillis avevano anche espresso il loro rifiuto alla candidatura di Blanche per il modo in cui ha gestito la documentazione legata al caso del criminale sessuale Jeffrey Epstein, in particolare dopo la fuga di dati personali delle vittime.
Questo fondo era incluso nell'accordo di archiviazione raggiunto tra l'inquilino della Casa Bianca e il fisco statunitense a seguito della fuga della sua dichiarazione dei redditi a diversi media da parte di un ex appaltatore dell'agenzia, attualmente in prigione.
Il patto prevedeva anche che il Servizio delle Entrate (IRS, per le sue sigle in inglese) non potesse rivedere le dichiarazioni fiscali precedenti di Trump, dei suoi familiari né delle sue compagnie, una clausola che i critici del magnate hanno interpretato come un tentativo di blindarsi sul piano finanziario.