Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha espresso questo venerdì la sua preoccupazione per l'aumento della tensione in Yemen e ha richiesto di evitare qualsiasi movimento che possa mettere in pericolo gli sforzi diplomatici per raggiungere la pace o che influisca sulla stabilità regionale e internazionale.
In una dichiarazione congiunta, i membri dell'organo hanno condannato gli atterraggi non autorizzati di aeromobili registrati il 3 luglio all'Aeroporto internazionale di Sana'a e il 13 luglio a Hudaydah, ritenendo che si siano verificati senza il consenso del governo yemenita e che abbiano violato le norme internazionali dell'aviazione civile.
Il Consiglio ha criticato anche gli attacchi missilistici attribuiti agli houthi contro l'Arabia Saudita dal 13 luglio, così come le azioni contro navi commerciali iniziate il 22 luglio, in un contesto di crescente tensione nella zona.
Allo stesso tempo, il Consiglio di Sicurezza ha riaffermato il suo sostegno alla sovranità, all'indipendenza, all'unità e all'integrità territoriale dello Yemen, insistendo sul fatto che questi principi devono essere rispettati anche per quanto riguarda lo spazio aereo del paese. In questa direzione, ha sottolineato che tutti i voli diretti verso aeroporti yemeniti devono essere coordinati con le autorità riconosciute dello Yemen e avere la loro autorizzazione preventiva.
I membri del Consiglio hanno inoltre difeso l'importanza di garantire un accesso aereo "sicuro, protetto e sostenibile" per facilitare sia le operazioni umanitarie che quelle civili, sempre in coordinamento con il governo yemenita e in conformità con il diritto internazionale e le norme di aviazione civile.
Di fronte al deterioramento del contesto regionale, l'organismo ha avvertito che le ultime azioni rappresentano una minaccia per la sicurezza nella regione e per i diritti e le libertà di navigazione, aumentando al contempo il rischio di una nuova escalation e ostacolando gli sforzi internazionali per raggiungere una soluzione politica al conflitto yemenita.
Di conseguenza, i membri del Consiglio hanno chiesto ai ribelli houthi di astenersi da qualsiasi iniziativa che possa aggravare le ostilità e li hanno incoraggiati a utilizzare i canali di dialogo già esistenti per risolvere le loro differenze e contribuire alla de-escalation.
Il Consiglio di Sicurezza ha ribadito anche il suo sostegno all'inviato speciale delle Nazioni Unite per lo Yemen, Hans Grundberg, e ai suoi sforzi per raggiungere un accordo politico negoziato, inclusivo e guidato dagli stessi yemeniti, in linea con i riferimenti precedentemente concordati e le risoluzioni pertinenti dell'organismo.
Questa dichiarazione arriva dopo che Grundberg ha avvertito del rischio di una ripresa del conflitto su larga scala nel paese, in quello che sarebbe il momento di maggiore pericolo dalla tregua sponsorizzata dall'ONU nell'aprile del 2022. L'avvertimento dell'inviato speciale giunge in mezzo a una nuova ondata di attacchi hutiti all'interno dello Yemen e contro obiettivi legati all'Arabia Saudita e alla navigazione commerciale.
Gli hutiti controllano Sana'a e ampie zone del nord e dell'ovest dal 2014, mentre il governo riconosciuto a livello internazionale mantiene il suo principale bastione ad Aden, nel sud. La guerra in Yemen dura già da più di un decennio e ha acquisito una dimensione regionale per il coinvolgimento di diverse potenze e attori del Medio Oriente.