Le autorità della Corea del Sud hanno manifestato questo lunedì la loro fiducia che l'attuale relazione tra il leader nordcoreano, Kim Jong Un, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sfoci in un "dialogo" diretto nella penisola coreana. Queste parole sono state rese note poco dopo che il mandatario americano ha annunciato una riduzione sostanziale delle manovre militari congiunte con Seul.
"Il Governo prende atto del messaggio del presidente Trump. Ci aspettiamo che le relazioni amichevoli tra i leader della Corea del Nord e degli Stati Uniti conducano a conversazioni significative tra la Corea del Nord e gli Stati Uniti e all'inizio di dialoghi destinati a promuovere la pace e la stabilità nella penisola coreana", ha indicato la Presidenza sudcoreana in un comunicato in cui ha mostrato la sua disponibilità a svolgere un ruolo fondamentale.
Le dichiarazioni dell'ufficio presidenziale arrivano dopo l'annuncio di Trump che ha dato istruzioni al Pentagono per diminuire "sostanzialmente" gli esercizi militari congiunti tra la Corea del Sud e gli Stati Uniti, considerando che risultano "costosi" e che lanciano un messaggio "totalmente inappropriato e ostile" alla Corea del Nord.
Questo giro nella politica delle manovre si verifica, inoltre, poco dopo che il Governo sudcoreano ha trasmesso a Pyongyang una nuova offerta per chiudere in modo definitivo lo stato di guerra che persiste tra entrambi da 70 anni, senza che per ora il regime nordcoreano abbia offerto una risposta pubblica.
Lo stesso presidente americano ha ribadito la sua disponibilità a mantenere contatti con le autorità nordcoreane "senza stabilire condizioni preliminari". Durante il suo primo mandato è arrivato a tenere tre incontri con Kim: a Singapore nel giugno 2018, in Vietnam nel febbraio 2019 e nella zona di confine intercoreana di Panmunjom nel giugno 2019.
In parallelo, sia Seul che Washington hanno coordinato per anni il mantenimento di una ferma postura di difesa comune e l'organizzazione di esercizi militari congiunti nella regione.