Il capo di gabinetto del Ministero dell'Istruzione di Haiti, Ecclésiaste Télémaque, è stato sequestrato da una banda criminale, in un nuovo episodio della spirale di violenza che colpisce il paese da anni. Dopo l'assassinio dell'ex presidente Jovenel Moise nel 2021 e la successiva offensiva dei gruppi armati, i principali enclave di Haiti, specialmente a Port-au-Prince, sono rimasti praticamente sotto il controllo delle mafie.
La famiglia di Télémaque ha confermato il rapimento all'emittente Radio Télé Métronome, sebbene senza fornire praticamente informazioni aggiuntive. Il alto funzionario del Ministero dell'Istruzione è stato intercettato nella notte di giovedì nel quartiere di Delmas 31, nella capitale, mentre si dirigeva a casa, e da allora si ignora la sua posizione.
Fino ad ora, né il governo haitiano né la Polizia Nazionale hanno offerto una versione ufficiale di quanto accaduto. Tuttavia, fonti del Ministero dell'Istruzione, che hanno chiesto di mantenere l'anonimato, hanno confermato il sequestro al quotidiano "Le Facteur". "È stato con noi in ufficio tutto il giorno. Sfortunatamente, sappiamo già cosa gli è successo dopo", hanno indicato queste fonti.
In parallelo, continua a non risolversi il caso di un altro sequestro di alto profilo: quello dell'ispettore capo della Polizia Nazionale e capo di gabinetto del Ministero della Difesa, James Boyard, catturato insieme alla sua famiglia l'11 giugno. Il rapimento è presumibilmente attribuito alla banda dei Ti Bwa, guidata da Christ-Roi Chéry, alias "Chrisla".
Il panorama della sicurezza in Haiti continua a essere desolante cinque anni dopo l'assassinio di Moise. Dati dell'Ufficio Integrato delle Nazioni Unite in Haiti (BINUH) segnalano che, solo nel primo trimestre del 2026 (gennaio-marzo), la violenza ha causato almeno 1.642 morti e 745 feriti, in un contesto segnato da massacri come quello registrato tra il 29 e il 31 marzo in 16 località della Bassa Artibonite, dove 83 persone sono state assassinate in appena 72 ore.