Bendodo (PP) vede nella crisi migratoria di Ceuta l'estrema debolezza del Governo e avverte che questo non è finito

Bendodo accusa il Governo di debolezza di fronte alla crisi migratoria a Ceuta e sostiene che la situazione rimane aperta nonostante il messaggio di normalità.

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Il vice segretario di Politica Autonoma, Municipale e Analisi Elettorale del PP, Elías Bendodo, ha sottolineato questa domenica che la crisi migratoria registrata a Ceuta negli ultimi giorni "non è finita" e ha rimproverato all'Esecutivo centrale di cercare di proiettare "un'immagine di normalità" quando, come ha sottolineato, "continuano a vagare per le strade" della città autonoma.

In una conferenza stampa a Marbella (Málaga), Bendodo ha lanciato un messaggio di sostegno a Ceuta e Melilla e ha sostenuto che quanto accaduto al confine ceutino è dovuto, a suo avviso, alla "estrema debolezza" del Governo di Spagna. "Questa è una crisi che si protrae da molto tempo", ha indicato, attribuendola a un Esecutivo che ha definito "inefficace, instabile e debole".

Il dirigente 'popolare' ha anche attaccato le dichiarazioni del presidente del Governo, Pedro Sánchez, e del ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, riguardo allo sviluppo della crisi, assicurando che "nessuno dei due offre un'immagine adeguata alla situazione che si mantiene per le strade di Ceuta".

"Questa mattina vedevamo come ci siano ancora centinaia e centinaia di immigrati che non sono tornati. Stanno vagando per le strade, per le spiagge, perché non sono tornati; Marlaska ci ha mentito di nuovo; Sánchez ci ha mentito di nuovo quando ha detto che in 24 ore ha risolto questa crisi, quando in realtà questa è una crisi che si protrae da molto tempo", ha sostenuto Elías Bendodo.

In questa linea, ha censurato che Sánchez rimanga in vacanza a Lanzarote mentre "la crisi non è risolta". A suo avviso, il capo dell'Esecutivo evidenzia così una "disconnessione dalla realtà" nonostante "persistesse la situazione migratoria a Ceuta", un atteggiamento che Bendodo ha qualificato di "irresponsabile".

Allo stesso modo, ha messo in discussione la gestione della politica migratoria da parte del Governo e ha ribadito che "con l'immigrazione non si può scherzare né usare come calcolo politico". Ritiene che lo scenario attuale richieda "senso dello Stato e capacità diplomatica internazionale". Ha fatto riferimento anche alle immagini dell'arrivo di immigrati a Ceuta e ai fischi che, come ha sottolineato, ha ricevuto Sánchez durante la sua visita alla città autonoma. "Dovrebbe farsi un esame di coscienza il presidente del Governo", ha affermato, ritenendo che questi fatti dovrebbero portare l'Esecutivo a una riflessione sulla sua politica migratoria.

Il responsabile 'popolare' ha rivendicato inoltre la posizione del PP riguardo a Ceuta e Melilla e ha garantito che entrambe le città autonome saranno "priorità strategiche" per un eventuale Governo del Partito Popolare. In questo contesto, ha messo in valore le iniziative difese dalla sua formazione, come dichiarare Ceuta e Melilla di interesse per la sicurezza nazionale e riformare la Legge sull'Immigrazione.

"Il nostro presidente e il nostro partito si sono impegnati chiaramente con Ceuta e con Melilla", ha manifestato Bendodo, sottolineando che il PP si sente "orgoglioso" delle due città autonome. Per concludere, ha esigito il ritorno degli immigrati che abbiano accesso in modo irregolare a Ceuta e ha reiterato il suo rimprovero all'operato dell'Esecutivo. "L'immigrazione non ammette frivolezze", ha concluso, insistendo sul fatto che la risposta deve coniugare il controllo delle frontiere con l'azione diplomatica.

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