Il Ministero dell'Agricoltura, della Pesca e dell'Alimentazione ha ordinato il pagamento iniziale di 3.210.853,38 euro a 3.798 armatori che operano 4.034 pescherecci, al fine di compensare l'aumento del gasolio provocato dal conflitto bellico in Medio Oriente.
Questi aiuti, approvati mediante un'ordinanza firmata il 14 agosto scorso, hanno come obiettivo "compensare l'incremento del prezzo del carburante consumato tra il 22 marzo e il 30 aprile scorsi", come ha precisato il dipartimento diretto da Luis Planas.
La gestione di questo contributo avviene d'ufficio, "senza necessità che i beneficiari presentino una richiesta", il che consente di accelerare il pagamento delle compensazioni. A tal fine, si verifica preventivamente quali imbarcazioni hanno svolto attività di pesca nel periodo stabilito.
In parallelo, la Segreteria Generale della Pesca sta trattando un secondo blocco di beneficiari, che include coloro che hanno presentato osservazioni, e pubblicherà prossimamente la risoluzione definitiva con l'elenco completo e gli importi corrispondenti.
Questi aiuti rientrano nell'articolo 51 del Real Decreto-legge 7/2026, del 20 marzo, all'interno del Piano Integrale di Risposta alla Crisi in Medio Oriente. Il Governo ha ampliato il periodo sovvenzionabile della misura dal 22 marzo al 30 settembre 2026.
L'importo si calcola per imbarcazione, moltiplicando una somma unitaria per il consumo giornaliero di carburante e per i giorni di attività all'interno del periodo eleggibile, con un limite di 200.000 euro per barca e 400.000 euro per armatore.
La somma massima è fissata a 0,20 euro per litro di gasolio. Tuttavia, è prevista l'opzione di effettuare pagamenti aggiuntivi se il 70% dell'aumento del prezzo medio del carburante durante tutto il periodo eleggibile supera la somma dei 0,2 euro/litro già soddisfatti mediante pagamenti intermedi.
Le misure hanno il via libera della Commissione Europea e la Spagna ha collocato l'intensità dell'aiuto "al massimo consentito, equivalente al 70% della differenza" rispetto al costo del carburante precedente all'inizio del conflitto (0,697 euro per litro al 23 febbraio).
Distribuzione per comunità autonome
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale, la Galizia è la principale beneficiaria, con 1.247.405,61 euro assegnati a 1.671 armatori e 1.757 pescherecci con porto base in questa comunità.
In secondo luogo si colloca l'Andalusia, che riceverà 682.858,54 euro per 682 armatori e 738 imbarcazioni, seguita dalla Catalogna, con 386.694,72 euro distribuiti tra 377 armatori e 399 barche.
La Comunità Valenciana percepirà 362.845,75 euro per 242 armatori. A seguire figurano Cantabria (168.281,69 euro e 82 armatori), Asturie (88.111,09 euro e 136 armatori) e Isole Baleari, con 81.062,71 euro destinati a 169 armatori.
Chiudono la distribuzione le Canarie, con 71.204,73 euro per 328 armatori; la Regione di Murcia, con 67.459,49 euro per 101 armatori; e il Paese Basco, che avrà 54.929,05 euro destinati a 11 armatori e 12 navi.