Eclissi solare e lunare: quali differenze ci sono e come si osserva ciascuno

In un'eclissi solare, la Luna si interpone tra il Sole e la Terra; in un'eclissi lunare, è il nostro pianeta a proiettare la sua ombra sulla Luna. Cambiano anche la visibilità, la durata e le misure di protezione necessarie.

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EuropaPress 4088637 gaviota vuela cielo donde observa eclipse lunar parcial coruna 19 noviembre

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L'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 ha di nuovo risvegliato l'interesse per fenomeni che si verificano quando il Sole, la Terra e la Luna raggiungono determinate allineamenti. Tuttavia, un'eclissi solare e una lunare non sono lo stesso evento: cambia l'ordine dei tre corpi, l'ombra che osserviamo, l'estensione da cui può essere vista e il modo sicuro di contemplarla.

La differenza principale sta nell'allineamento

I due fenomeni necessitano che il Sole, la Terra e la Luna si trovino approssimativamente allineati. La differenza sta in quale dei tre corpi occupa la posizione centrale.

In un'eclissi solare, l'ordine è Sole-Luna-Terra. Il nostro satellite si interpone tra il Sole e la Terra e proietta la sua ombra su una parte della superficie terrestre. Dalle zone raggiunte da quell'ombra, l'osservatore vede come la Luna nasconde totalmente o parzialmente il disco solare.

In un'eclissi lunare, l'allineamento è Sole-Terra-Luna. La Terra si trova tra il Sole e il nostro satellite, blocca la luce solare diretta e proietta la sua ombra sulla superficie lunare.

Il Instituto Geográfico Nacional riassume la differenza in modo semplice: nell'eclissi solare vediamo l'ombra della Luna sulla Terra e in quella lunare contempliamo l'ombra terrestre sulla Luna.

Cosa succede durante un'eclissi solare

L'eclissi solare può verificarsi solo quando la Luna si trova in fase nuova. In quel momento, la faccia illuminata del satellite è orientata verso il Sole e la faccia oscura guarda verso la Terra.

A seconda dell'allineamento, della distanza tra i corpi e del punto da cui si osserva, l'eclissi solare può essere totale, parziale o anulare.

In un'eclissi totale, la Luna copre completamente la superficie brillante del Sole. Durante i brevi istanti di totalità si oscura il cielo, diminuisce la temperatura e appare la corona solare, la parte più esterna dell'atmosfera del Sole.

In un'eclissi parziale, la Luna copre solo una parte del disco solare. Nell'eclissi anulare, l'allineamento è praticamente perfetto, ma la dimensione apparente della Luna risulta insufficiente per nascondere tutto il Sole e rimane visibile un anello luminoso.

L'eclissi del 12 agosto 2026 sarà totale all'interno di una stretta fascia che attraverserà la Spagna da ovest a est. Fuori da quella banda, lo stesso fenomeno sarà visto come parziale.

Cosa succede durante un'eclissi lunare

L'eclissi lunare può verificarsi solo durante la Luna piena. La Terra si trova tra il Sole e la Luna e impedisce che la luce solare arrivi direttamente a una parte o all'intera superficie del satellite.

Le eclissi lunari sono anche suddivise in tre classi: totali, parziali e penombrali.

In un'eclissi lunare totale, tutta la Luna entra nell'ombra, la parte più scura dell'ombra terrestre. In una parziale, solo una parte della superficie lunare rimane all'interno di quella zona. In una penombrale, la Luna attraversa la parte più tenue dell'ombra e sperimenta un oscuramento che può risultare difficile da apprezzare a occhio nudo.

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, la Luna non scompare durante un'eclissi totale. Di solito acquista una tonalità rossastra o ramata, motivo per cui questo fenomeno riceve anche popolarmente il nome di "Luna di sangue".

Il colore si produce perché l'atmosfera terrestre filtra e devia parte della luce solare. Le lunghezze d'onda blu si disperdono più facilmente, mentre quelle rossastre attraversano l'atmosfera e raggiungono la superficie lunare. È un processo correlato a quello che fa sì che le albe e i tramonti appaiano rossastri.

Un'eclissi lunare può essere vista da un'area molto più ampia

Un'altra differenza fondamentale sta nell'estensione geografica da cui può essere osservato ciascun fenomeno.

L'ombra che proietta la Luna sulla Terra durante un'eclissi solare copre un'area relativamente piccola. La totalità è visibile solo all'interno di una stretta fascia che attraversa parte della superficie terrestre. A pochi chilometri dal suo limite, l'eclissi può passare da totale a parziale.

Un'eclissi lunare, invece, può essere osservata da qualsiasi luogo dell'emisfero terrestre in cui la Luna si trovi sopra l'orizzonte. Non è necessario essere all'interno di un percorso specifico: è sufficiente che sia notte e che le condizioni meteorologiche permettano di vedere il cielo.

Per questa ragione, sebbene in tutto il pianeta si verifichino regolarmente entrambi i fenomeni, per un osservatore situato sempre nello stesso luogo è molto più frequente osservare un'eclissi lunare.

Le eclissi lunari durano di più

La fase di totalità di un'eclissi solare di solito dura da pochi secondi a diversi minuti. L'ombra della Luna si sposta rapidamente sulla superficie terrestre, quindi il fenomeno completo può coprire grandi distanze, ma la totalità in un luogo specifico è breve.

Gli eclipsi lunari si sviluppano in modo più lento perché l'ombra della Terra è considerevolmente maggiore della Luna. Il processo completo può prolungarsi per diverse ore e, secondo l' Agenzia Spaziale Europea, la totalità può raggiungere circa i 100 minuti.

Gli occhiali sono necessari solo nell'eclissi solare

La differenza più importante dal punto di vista della sicurezza è che un'eclissi lunare può essere osservata direttamente senza alcuna protezione oculare speciale. Guardare la Luna eclissata non presenta un rischio diverso rispetto a contemplare una Luna piena convenzionale.

In un'eclissi solare è imprescindibile utilizzare occhiali o visori omologati durante tutte le fasi parziali. Gli occhiali da sole convenzionali, le radiografie, i vetri oscurati e altri rimedi casalinghi non proteggono dalla radiazione solare.

La NASA stabilisce un'unica eccezione: coloro che si trovano all'interno della fascia di totalità possono rimuovere brevemente la protezione quando la Luna ha coperto completamente la superficie luminosa del Sole. Gli occhiali devono essere rimessi prima che riappaia il primo punto di luce.

I telescopi, le macchine fotografiche e i binocoli necessitano di filtri solari specifici installati nella parte frontale dello strumento. Gli occhiali per eclissi non possono essere utilizzati come sostituto di questi filtri.

Perché non ci sono eclissi tutti i mesi

La Luna completa un'orbita attorno alla Terra circa ogni mese, ma non si verifica un'eclissi solare in ogni Luna nuova né un'eclissi lunare in ogni Luna piena.

La spiegazione sta nel fatto che l'orbita lunare presenta un'inclinazione di circa cinque gradi rispetto al piano orbitale della Terra. La maggior parte dei mesi, la Luna passa leggermente sopra o sotto l'allineamento necessario.

Gli eclipsi si verificano solo quando la Luna si trova vicino ai cosiddetti nodi, i punti in cui la sua orbita incrocia il piano dell'orbita terrestre. Questa geometria spiega perché siano fenomeni periodici, ma non mensili.

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¿En qué fase parlamentaria se encuentra la tramitación de la normativa sobre la observación segura de eclipses en España?

En España no existe, a fecha de hoy (12 de agosto de 2026), una ley o proyecto de ley específico cuyo objeto principal sea la observación segura de eclipses, por lo que no hay una “fase parlamentaria” concreta que pueda señalarse. La seguridad ocular durante los eclipses se está abordando mediante resoluciones y decretos del Ejecutivo (Estado y comunidades autónomas), campañas informativas y una Proposición no de Ley ya aprobada en comisión, pero no mediante una norma parlamentaria singular en tramitación. Además, las recomendaciones sanitarias se apoyan en la normativa general de salud pública, seguridad de productos y protección del consumidor. En consecuencia, la respuesta estricta es: no hay una tramitación parlamentaria específica sobre “normativa de observación segura de eclipses” y, por tanto, no se puede hablar de fase de ponencia, comisión o pleno.

No hay una “ley de eclipses” en tramitación parlamentaria

Las bases de datos parlamentarias no registran ningún proyecto de ley ni proposición de ley cuyo título o contenido se centre en regular de forma monográfica la observación segura de eclipses o las gafas de eclipse. La única iniciativa legislativa directamente relacionada con salud visual localizada es la “Proposición de Ley relativa a la gratuidad de los productos ópticos y de salud visual” (expediente 125/000009) en el Congreso, procedente del Parlamento de Andalucía, que se encuentra en fase de enmiendas, con el plazo ampliado hasta el 2 de septiembre de 2026, según su ficha oficial disponible en el Congreso de los Diputados mediante este enlace. Sin embargo, su objeto es la financiación de productos ópticos en general, no la regulación de eclipses.

Desde el ámbito político se ha tramitado en el Congreso una Proposición no de Ley (PNL) en la Comisión de Ciencia, Innovación y Universidades para “dar apoyo” al Trío de Eclipses 2026-2028 y reforzar la seguridad e investigación asociadas a estos eventos. Según recoge el periódico Demócrata en esta información parlamentaria, la Comisión dio su visto bueno a la PNL y subrayó la necesidad de “mantener las medidas para garantizar la seguridad ciudadana durante los eclipses solares programados”. Pero las PNL son no vinculantes y no generan por sí mismas una ley: sirven para fijar posición política y orientar al Gobierno.

Qué sí se está tramitando: medidas del Ejecutivo y normativa marco

Aunque no haya una “ley de eclipses” en tramitación, el Gobierno está utilizando la vía reglamentaria y de planificación para articular la respuesta. En el ámbito estatal destaca el Proyecto de real decreto por el que se regula la concesión directa de una subvención a Fundación ONCE “para la colaboración en actividades de divulgación y protección ocular durante el Trío de Eclipses 2026-2027-2028”, que ha estado en audiencia pública entre el 5 y el 25 de junio de 2026, según el Ministerio de Ciencia, Innovación y Universidades (enlace de audiencia pública). Esta es una fase prelegislativa del Ejecutivo, no parlamentaria.

El refuerzo de la protección ocular se apoya también en normativa sanitaria general. Por ejemplo, el Real Decreto 902/2025, que regula ayudas a sistemas de ayuda visual a menores, fue aprobado por el Consejo de Ministros y publicado en el BOE (texto en el BOE), y se complementa con un convenio con el Consejo General de Colegios de Ópticos-Optometristas, cuya adenda publica el Ministerio de Sanidad en esta resolución. De nuevo, se trata de política de salud visual amplia, no de una regulación específica de eclipses.

Decisiones territoriales y seguridad durante el eclipse

Buena parte de las medidas relacionadas con el eclipse del 12 de agosto de 2026 se están adoptando en clave de seguridad civil, tráfico y medio ambiente por gobiernos autonómicos, a través de decretos-ley, órdenes forales y resoluciones. Entre ellas figura el Decreto-ley 2/2026 del Gobierno de Aragón, que aprueba medidas urgentes de prevención y anticipación de emergencias con motivo del eclipse total visible en Aragón, tal como se detalla en el Boletín Oficial de Aragón accesible desde esta referencia oficial. En Navarra, por ejemplo, se ha dictado la Orden Foral 59/2026 prohibiendo temporalmente la circulación de vehículos a motor por pistas forestales con motivo del eclipse (publicación en el BON).

A estas normas se suma la acción coordinada de la Comisión Interministerial para el Trío de Eclipses, creada y desarrollada por el Gobierno, de la que informan las notas oficiales del Ministerio de Ciencia, Innovación y Universidades (creación de la Comisión y primera reunión). Estas decisiones tampoco pasan por una fase parlamentaria específica; se insertan en las competencias ordinarias del Ejecutivo y de las comunidades autónomas.

Conclusión: sin fase parlamentaria específica

Con la información disponible, la “normativa sobre observación segura de eclipses” en España es hoy un conjunto disperso de normas sanitarias, de seguridad de productos, de tráfico y de protección civil, reforzadas para los eclipses de 2026-2028, pero no una única ley en tramitación. La única iniciativa con formato de ley vista en las Cortes que toca tangencialmente la salud visual (la gratuidad de productos ópticos) está en fase de enmiendas, pero no regula los eclipses. Por tanto, a día de hoy no puede atribuirse ninguna “fase parlamentaria” concreta a una normativa estatal específica sobre la observación segura de eclipses; el núcleo de la acción está en el Gobierno y en los ejecutivos autonómicos, apoyados por resoluciones políticas como la PNL aprobada en comisión y por campañas de sensibilización recogidas, entre otros, por el periódico Demócrata.

¿Existe algún plan del Gobierno para convertir en ley orgánica o ley ordinaria las medidas actuales de protección ocular durante el Trío de Eclipses? ¿Qué contenidos concretos incluye el proyecto de real decreto de subvención a Fundación ONCE para divulgación y protección ocular en los eclipses de 2026-2028? ¿En qué punto exacto de tramitación se encuentra la Proposición de Ley sobre gratuidad de productos ópticos y de salud visual y qué apoyos parlamentarios tiene?

¿Cuáles son las competencias del Instituto Geográfico Nacional en materia de divulgación astronómica?

El Instituto Geográfico Nacional (IGN), adscrito al Ministerio de Transportes y Movilidad Sostenible, tiene como competencia central en este ámbito suministrar la información oficial en materia de astronomía a través del Observatorio Astronómico Nacional y, sobre esa base, desarrolla una actividad creciente de divulgación astronómica. Esa labor se articula mediante el cálculo y publicación de efemérides (equinoccios, solsticios, eclipses), la gestión de observatorios científicos que realizan visitas divulgativas y la producción de herramientas digitales y campañas de difusión para el gran público. Además, colabora con otros organismos públicos en grandes acontecimientos astronómicos, como el “Trío de eclipses” 2026‑2028, integrando ciencia, seguridad y cultura científica.

Información astronómica oficial para la ciudadanía

Según la nota de prensa del Ministerio de Transportes, el IGN es el centro directivo que tiene atribuidas las competencias de suministrar la información oficial en materia de astronomía mediante el Observatorio Astronómico Nacional. Así se recoge en la información oficial sobre la web dedicada a los eclipses de 2026, 2027 y 2028, disponible en las páginas del ministerio (nota de MITMA y versión en Transportes).

En esa misma línea, en una pieza de Demócrata se recuerda que el inicio del verano de 2026 se fija “según los cálculos del Observatorio Astronómico Nacional, dependiente del Instituto Geográfico Nacional” (artículo sobre el solsticio). Es decir, la determinación y difusión de fechas y horas de fenómenos astronómicos relevantes forma parte de sus funciones de servicio público.

Gestión de observatorios y actividades de divulgación

El IGN gestiona una red de observatorios astronómicos de referencia. El Observatorio de Yebes (Guadalajara), centro del IGN, es descrito por Transportes como un “referente mundial para la astronomía, la geodesia espacial y la observación de la Tierra” (nota de MITMA sobre Yebes y versión en Transportes). Esa misma nota subraya su papel relevante en la divulgación de la astronomía, con visitas diarias de estudiantes desde infantil hasta bachillerato y visitas de familias y público general los fines de semana.

En el contexto del eclipse total de Sol del 12 de agosto de 2026, el Gobierno ha designado el Observatorio de Yebes como centro oficial de seguimiento del eclipse, desde el que se facilita la retransmisión del fenómeno a medios nacionales e internacionales, según diversas informaciones recogidas por Demócrata (impacto turístico, turismo y eclipse, consejos sobre gafas, presencia institucional en Yebes). Esa elección refuerza la dimensión divulgativa: el observatorio no sólo investiga, sino que actúa como interfaz entre la comunidad científica y la sociedad.

Herramientas digitales y campañas de difusión

En el marco del “Trío de eclipses”, el IGN ha desarrollado un portal web específico con información para más de 8.000 municipios, buscadores y visualizadores cartográficos elaborados junto con el Centro Nacional de Información Geográfica (CNIG), así como recomendaciones para la observación segura (información oficial sobre la web). Esa campaña de difusión científica incluye publicaciones, cursos y ciclos de conferencias.

Demócrata detalla que el IGN ofrece un mapa interactivo que permite seguir la sombra de la Luna y comprobar cómo se verá el eclipse en cada municipio (mapa del eclipse 2026). Otros contenidos del propio periódico muestran cómo el IGN insiste en las condiciones de observación y horizonte en ciudades como Madrid (eclipse en Madrid), y cómo participa en campañas de seguridad ocular junto a repartos de gafas y materiales divulgativos (gafas y tienda CNIG, reparto de gafas, gafas gratuitas y seguridad, comprobación de seguridad, programa Trío de eclipses).

También se menciona una aplicación móvil “IGN Eclipses”, integrada en esa estrategia de acercar la astronomía al público general, en la nota sobre el sello conmemorativo emitido por Correos (nota de Transportes sobre el sello), recogida y contextualizada por Demócrata (sello y cultura científica).

Formación, cooperación educativa y difusión científica más amplia

Más allá de la divulgación estrictamente astronómica, el IGN participa en programas de formación que incluyen astronomía. El Consejo de Ministros ha autorizado becas de formación en áreas como astronomía e instrumentación astronómica a propuesta de la Dirección General del IGN (nota sobre becas). Asimismo, el BOE recoge convenios de cooperación educativa en los que se especifica que los servicios regionales del IGN realizan actividades de difusión en materias como cartografía, geodesia, geofísica o astronomía (convenio con la URJC, convenio con ULPGC, convenio con UCLM).

En actos institucionales, el Ministerio de Transportes ha subrayado que el IGN es una institución de referencia en disciplinas como geodesia, geofísica, astronomía y cartografía (bicentenario del fundador del IGN). Esa posición se traduce en una competencia transversal: acercar estos conocimientos a la sociedad mediante observatorios abiertos, recursos digitales y colaboración con otros agentes de divulgación científica.

Otros enlaces mencionados en las fuentes

En el ecosistema de divulgación astronómica y científica en España, vinculado en parte al contexto de los eclipses y a la observación del cielo, las fuentes citan además numerosos actores y recursos adicionales: noticias sobre coordinación interministerial del “Trío de eclipses” (comisión interministerial), piezas de Demócrata sobre puntos de observación oficiales o recomendados (puntos oficiales), impacto turístico (turismo y economía, informe económico), dispositivos para accesibilidad como LightSound (LightSound) o despliegues de seguridad (operativo de Guardia Civil), que completan el contexto en el que el IGN ejerce sus competencias de información y divulgación astronómica.

¿Qué papel concreto tendrá el Observatorio de Yebes en la retransmisión del eclipse y qué actividades divulgativas se han previsto allí? ¿Qué otros fenómenos astronómicos, además de los eclipses, difunde oficialmente el Instituto Geográfico Nacional cada año? ¿Cómo se coordinan el IGN, la FECYT y otros organismos en la campaña del “Trío de eclipses” para combinar divulgación científica y seguridad ciudadana?

¿Qué requisitos legales deben cumplir las gafas de eclipse para ser homologadas en la Unión Europea?

En la documentación oficial consultada no aparece una norma de la Unión Europea o española que detalle de forma específica y explícita los requisitos técnicos de homologación de las gafas de eclipse (como la famosa ISO 12312-2) ni sus parámetros concretos. Lo que sí se localiza son resoluciones del Ministerio de Industria que publican listas de normas UNE/EN ratificadas o aprobadas, dentro del marco general de seguridad industrial. A falta de un texto técnico concreto en el BOE o DOUE sobre gafas de eclipse, solo puede explicarse el esquema general: se trata de productos sometidos al marco de seguridad general de productos, apoyado en normas UNE/EN y, en su caso, normas ISO adoptadas como UNE. Sobre esa base, se puede describir qué tipo de requisitos se suelen exigir (sin dar valores numéricos concretos, que no constan en las fuentes).

Marco normativo que aparece en el BOE

Las búsquedas arrojan fundamentalmente resoluciones de la Dirección General de Industria y de la Pequeña y Mediana Empresa que publican relaciones de normas UNE y normas europeas ratificadas como españolas. Estas resoluciones son relevantes porque son el mecanismo habitual por el que se integran en España normas técnicas (incluyendo, en su caso, normas ISO sobre protección ocular) en el sistema de normalización:

Además, se detecta normativa horizontal relevante para el entorno de seguridad industrial y metrológica, como la Ley 32/2014, de Metrología, que refuerza la infraestructura de calidad y el uso de normas técnicas, y resoluciones recientes sobre precios y servicios en materia de equipos de protección individual, como la Orden TES/862/2025. Ninguna de estas normas, tal y como se han consultado, contiene un anexo específico sobre filtros solares para observación directa del Sol, pero sí muestran el canal por el que se incorporan normas técnicas aplicables.

Límites de la información disponible

En las resoluciones de normas UNE consultadas, no aparece de forma identificable una referencia directa a una norma tipo ISO/EN 12312-2 sobre filtros para observación directa del Sol (al menos en los fragmentos accesibles). Tampoco se han localizado, en las fuentes revisadas, decisiones de ejecución de la Comisión Europea que publiquen la lista de normas armonizadas específicas para gafas de eclipse.

Por ello, no es posible, con base en estos textos oficiales, enumerar con precisión jurídica los requisitos numéricos de transmisión luminosa, niveles máximos de radiación ultravioleta o infrarroja, duración de la exposición, etc. Cualquier valor concreto que se aportara sería una elaboración ajena a las fuentes y no podría presentarse como requisito legal.

Qué suele implicar la homologación en este tipo de productos

Aun sin cifras concretas, del propio esquema de seguridad industrial y del tipo de producto podemos extraer qué bloques de requisitos se suelen exigir a las gafas de eclipse dentro del marco europeo de seguridad de productos y normalización técnica:

  • Protección frente a radiación: exigencia de que el filtro reduzca de forma drástica la intensidad de la luz visible, y bloquee eficazmente radiación ultravioleta e infrarroja hasta niveles considerados seguros para la observación directa del Sol durante periodos limitados.
  • Resistencia mecánica y estabilidad: los materiales del filtro y de la montura deben resistir impactos, deformaciones, rayaduras y temperaturas razonables sin agrietarse ni deteriorar sus propiedades ópticas, evitando que un fallo deje pasar radiación peligrosa.
  • Uniformidad del filtro: ausencia de zonas más claras, burbujas o defectos que generen “puntos calientes” de radiación sobre la retina.
  • Información al usuario: instrucciones claras sobre:
    • uso correcto (solo para observación solar directa, no para otras aplicaciones);
    • tiempos máximos de observación continuada;
    • prohibición de uso con otros instrumentos (prismáticos, telescopios) salvo que estén específicamente diseñados para ello;
    • condiciones de conservación y caducidad del producto.
  • Marcado y trazabilidad: identificación del fabricante o importador, lote o código de producción, referencia a la norma técnica aplicada (por ejemplo, una UNE/EN/ISO específica) y, en su caso, marcado CE si el producto entra en el ámbito de una directiva o reglamento que lo exija.

Recomendaciones prácticas para el comprador

Dada la falta de un listado normativo explícito en las fuentes consultadas, desde el punto de vista práctico y de protección del consumidor lo prudente es:

  • Comprobar que las gafas o filtros indican de forma visible qué norma UNE/EN/ISO cumplen y que esta corresponde a filtros para observación directa del Sol (no solo a gafas de sol convencionales).
  • Verificar la existencia de datos de fabricante claramente identificables (nombre, dirección, web) y, en el caso del mercado europeo, la mención a un responsable dentro de la UE.
  • Evitar productos sin documentación, sin instrucciones o adquiridos en canales que no ofrezcan garantías.

Al no disponer de textos legales específicos sobre gafas de eclipse en las fuentes revisadas, no se puede ir más allá de este marco general de normalización y seguridad industrial. No se dispone de más información en las fuentes consultadas.

¿Qué norma UNE o EN concreta debería buscar en el etiquetado para asegurarme de que unas gafas de eclipse son seguras en España? ¿Cómo controla la Administración española (Consumo/Industria) la venta de gafas de eclipse no conformes antes de un gran eclipse solar? ¿Qué responsabilidades legales tendrían los comercios si venden gafas de eclipse que no cumplen la normativa de seguridad?

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