Il incendio boschivo dichiarato questo sabato nella Vall d'Uixó, nella provincia di Castellón, continua questo domenica attivo e "fuori controllo", secondo quanto avvertito dal presidente della Generalitat Valenciana, Juanfran Pérez Llorca, dopo la riunione del Cecopi nel Punto di Comando Avanzato.
Il fuoco ha già raggiunto un perimetro di 40 chilometri e ha divorato circa 4.300 ettari dell'interno castellonense, in un'emergenza che continua a essere condizionata da condizioni meteorologiche avverse e dalla difficoltà di accesso ad alcuni dei punti più preoccupanti dell'incendio.
La situazione mantiene in massima tensione i servizi di emergenza, che lavorano per contenere l'avanzata delle fiamme e evitare che il fuoco raggiunga zone abitate. L'incendio è stato vicino a entrare nel centro urbano della Vall d'Uixó durante la notte, una notte che la sindaca del comune, Tania Baños, ha riassunto con una frase molto grafica: "È stata la peggiore notte della nostra storia".
16 comuni evacuati e 16.000 persone sgomberate
L'incendio ha costretto sabato a evacuare un totale di 16 comuni e mantiene sgomberate circa 16.000 persone, che non potranno tornare questa domenica alle loro abitazioni. Il presidente valenciano ha escluso quel ritorno perché, come ha spiegato, la situazione continua a essere difficile e le condizioni meteorologiche continueranno a essere cattive durante la giornata.
"Oggi nessuno tornerà alle proprie abitazioni", ha anticipato Pérez Llorca, in un messaggio rivolto ai residenti colpiti dalle evacuazioni e anche a coloro che rimangono in comuni confinati. La decisione mira a evitare rischi in un momento in cui l'incendio conserva ancora capacità di avanzamento e in cui il fumo rappresenta una minaccia aggiuntiva per la popolazione.
Confinamento nella Vall d'Uixó e Betxí
Il Cecopi mantiene il confinamento della Vall d'Uixó e Betxí, due comuni particolarmente colpiti dalla presenza di fumo e dalla vicinanza del fuoco. La Generalitat ha chiesto alla popolazione di non uscire per evitare intossicazioni da inalazione di fumo, anche in zone dove le fiamme non sono già alle porte delle abitazioni.
Per rafforzare l'ordine, il Centro di Coordinazione delle Emergenze ha inviato un nuovo messaggio Es-Alert ai telefoni cellulari della zona. L'avviso chiede di rimanere all'interno, chiudere porte, finestre e sistemi di ventilazione, e spegnere l'aria condizionata e gli estrattori. "Rimanete all'interno", segnala il messaggio inviato ai residenti.
Evacuata una residenza per anziani
La gravità della notte ha costretto ad evacuare 113 persone dalla residenza per anziani Novaedat della Vall d'Uixó. La misura è stata adottata per precauzione di fronte all'evoluzione dell'incendio e alla presenza di fumi, in un'operazione particolarmente delicata poiché si tratta di persone vulnerabili che richiedono assistenza, trasporto adattato e attenzione sanitaria durante il trasferimento.
L'evacuazione di una residenza mostra fino a che punto l'emergenza ha colpito la vita quotidiana del comune. In questo tipo di incendi, la priorità non è solo fermare le fiamme, ma proteggere chi ha più difficoltà a spostarsi o resistere a un'esposizione prolungata al fumo.
Il fianco sinistro, il punto che più preoccupa
In questo momento, la principale preoccupazione dell'operativo si concentra sul fianco sinistro dell'incendio, una zona di difficile accesso per le brigate terrestri. Questa difficoltà obbliga a rafforzare il ruolo dei mezzi aerei, che possono attaccare dall'aria punti dove la macchina, le autobotti o le unità a piedi hanno più complicato intervenire in sicurezza.
La Generalitat Valenciana ha chiesto più mezzi aerei al Governo di Spagna, che sabato ha già inviato la Unità Militare di Emergenza. L'obiettivo è aumentare la capacità di scarico dell'acqua durante una giornata chiave per cercare di fermare l'avanzata del fuoco prima che il vento o la temperatura peggiorino nuovamente lo scenario.
450 effettivi e fino a 20 mezzi aerei
Circa 450 effettivi lavorano nelle operazioni di estinzione, e durante la giornata si prevede l'arrivo di nuovi mezzi aerei fino a raggiungere le 20 unità. Tra di essi, si confida specialmente nell'azione di due aerei FOCA inviati dal Governo, con grande capacità di carico d'acqua.
Il dispiegamento combina vigili del fuoco, brigate forestali, UME, mezzi aerei, comandi tecnici, servizi sanitari, forze di sicurezza e personale di coordinamento. In un'emergenza di questa portata, il coordinamento tra terra e aria risulta decisivo, perché i lanci sono efficaci solo se permettono alle squadre terrestri di consolidare linee di difesa e completare i punti caldi.
Il Governo garantisce collaborazione con la Generalitat
La ministra della Scienza, Diana Morant, che ha assunto la portavoce del Governo insieme alla delegata nella Comunità Valenciana, Pilar Bernabé, ha sottolineato la "assoluta collaborazione" con la Generalitat Valenciana nella risposta all'incendio.
Bernabé ha garantito che il Governo atenderà tutte le richieste dell'Esecutivo valenciano, che detiene la direzione dell'emergenza, e ha segnalato che sono stati raddoppiati i mezzi aerei disponibili. Il messaggio cerca di sottolineare il coordinamento istituzionale in un momento in cui la priorità è rafforzare l'operativo e evitare che l'incendio si avvicini di nuovo a zone urbane.
La principale ipotesi: incendio doloso
La delegata del Governo ha confermato che c'è un investigazione in corso, poiché la principale ipotesi è che l'incendio sia stato doloso. "Non sembra che si sia verificato per cause naturali", ha segnalato Bernabé.
Secondo le informazioni disponibili, il primo focolaio si è verificato intorno alle 9.30 ore di sabato in una zona urbana vicina a una scuola. Quando i pompieri sono riusciti a spegnere quelle fiamme, è iniziato un altro focolaio in una zona forestale. A ciò si aggiunge la diffusione di un video in cui si vede un uomo fuggire proprio nel momento in cui si è originato uno dei focolai, un materiale che fa già parte del contesto dell'indagine.
19 persone assistite per inalazione di fumi
La Generalitat ha informato che 19 persone sono state assistite per inalazione di fumi presso il Ospedale di La Plana. Di esse, sette rimangono in osservazione, due sono state ricoverate e una è stata assistita in pronto soccorso.
Il fumo continua a essere uno dei principali rischi per la popolazione, specialmente per le persone anziane, i minori, le donne in gravidanza e i vicini con malattie respiratorie o cardiovascolari. Per questo le autorità insistono sul fatto che i confinati devono rimanere dentro casa, chiudere qualsiasi ingresso di aria esterna e seguire unicamente le istruzioni ufficiali.
Un'emergenza che rimane aperta
L'incendio della Vall d'Uixó continua fuori controllo e tiene migliaia di persone in attesa dell'evoluzione del vento, dell'arrivo di nuovi mezzi aerei e della capacità dell'operativo di contenere il fronte più complicato. La notte ha lasciato immagini di massima tensione, con il fuoco vicino al centro urbano, una residenza evacuata e migliaia di vicini impossibilitati a tornare nelle loro abitazioni.
L'ordine per questa domenica è chiaro: gli evacuati non torneranno a casa durante la giornata e i vicini confinati devono rimanere all'interno. La priorità continua a essere proteggere vite, evitare intossicazioni da fumi e concentrare tutti i mezzi disponibili per fermare un incendio che ha già devastato 4.300 ettari a Castellón.