Il Re chiama all'unità di fronte agli incendi e Sánchez dichiarerà le zone colpite come gravemente danneggiate

Felipe VI ha chiesto unità agli spagnoli di fronte agli incendi che colpiscono il paese e ha richiesto ai responsabili politici di dare certezza che si stanno impiegando tutti i mezzi disponibili contro l'emergenza. Il messaggio del Re arriva dopo aver visitato insieme alla Regina Letizia i vicini evacuati a Villamanta, mentre Pedro Sánchez ha annunciato che il Consiglio dei Ministri dichiarerà martedì le zone colpite come gravemente danneggiate da un'emergenza di protezione civile.

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Il Re Felipe VI ha chiamato all'unità degli spagnoli di fronte ai virulenti incendi boschivi che colpiscono diversi punti del paese e ha chiesto ai responsabili politici di trasmettere ai cittadini la certezza che si stanno utilizzando tutti i mezzi possibili per combattere l'emergenza. Il monarca ha rilasciato queste dichiarazioni dopo aver visitato insieme alla Regina Letizia il polivalente di La Chopera, a Villamanta, uno dei punti di accoglienza attivati nella Comunità di Madrid per assistere i vicini evacuati a causa dell'avanzata del fuoco.

La visita dei Re ha avuto un marcato carattere di accompagnamento istituzionale alle persone evacuate, che in molti casi hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni senza sapere quando potranno tornare né in che stato troveranno le loro case, animali, aziende o negozi. Felipe VI ha posto l'accento sulla necessità di mantenere la coesione sociale e la fiducia nei team che lavorano sul campo, in un'emergenza che ha costretto a spostare migliaia di vicini e a mantenere in quarantena decine di migliaia di persone a causa del fumo, dell'avanzata delle fiamme e dei rischi associati al vento.

Sánchez approverà martedì la dichiarazione di zone gravemente colpite

Il presidente del Governo, Pedro Sánchez, ha annunciato dal Posto di Comando Avanzato di Navaluenga, ad Ávila, che il Consiglio dei Ministri approverà martedì prossimo la dichiarazione delle zone devastate dagli incendi come zone gravemente colpite da emergenze di protezione civile, una figura comunemente nota come dichiarazione di zona catastrofica e che consente di attivare aiuti dello Stato per la riparazione dei danni.

Sánchez è comparso accompagnato dal ministro dell'Interno, Fernando Grande-Marlaska, e ha incontrato il presidente della Giunta di Castiglia e León, Alfonso Fernández Mañueco, e il sindaco di Navaluenga, Armando García Cuenca. La dichiarazione dovrà concretizzarsi mediante un decreto legge reale e stabilire quali misure vengono attivate per rispondere ai danni a abitazioni, beni, aziende, infrastrutture e servizi pubblici colpiti dal fuoco.

Cosa implica la dichiarazione di zona gravemente colpita

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Affinché un'area acquisisca la condizione di gravemente colpita da un'emergenza di protezione civile, il Consiglio dei Ministri deve approvare la dichiarazione su proposta dei ministeri di Finanze e Interno, sebbene anche le amministrazioni pubbliche interessate possano richiederlo. Questa è la via che ha annunciato Castilla e León, come ha anticipato precedentemente il presidente Mañueco, dopo aver attribuito l'origine dell'incendio a una imprudenza e aver annunciato che la Giunta si costituirà parte civile.

La Legge del Sistema Nazionale di Protezione Civile prevede un ampio catalogo di misure per questi casi, tra cui aiuti economici ai cittadini per danni alla loro abitazione principale o per perdita di beni di prima necessità, così come supporto a industrie, aziende e persone che hanno dovuto effettuare prestazioni a causa della catastrofe. Il Governo potrà specificare nel decreto di martedì l'entità di tali aiuti e aggiungere altre misure se ritiene che la magnitudo dell'emergenza lo richieda.

77.000 ettari bruciati tra Ávila, Toledo e Madrid

Secondo dati di Protezione Civile, gli incendi di Ávila, Toledo e Madrid bruciano già circa 77.000 ettari, una cifra che riflette la dimensione territoriale di un'emergenza che colpisce diverse comunità autonome e che ha costretto a dispiegare dispositivi di estinzione, sicurezza, assistenza sanitaria e accoglienza in numerosi comuni.

Solo nella Comunità di Madrid, più di 35.000 persone hanno dovuto essere evacuate e più di 20.000 rimangono in quarantena. Inoltre, circa 3.000 vicini si trovano ospitati in punti di accoglienza distribuiti in altri 14 comuni, una rete di assistenza che cerca di rispondere a coloro che hanno dovuto lasciare le loro case a causa della vicinanza delle fiamme, della presenza di fumi o delle decisioni preventive adottate dai servizi di emergenza.

Sánchez avverte che la magnitudo del disastro è "molto difficile da affrontare"

Il presidente del Governo ha riconosciuto che la notte è stata "molto positiva" in relazione al controllo dell'incendio, ma ha chiesto alla popolazione di mantenere la prudenza perché la magnitudo del disastro continua a essere "molto difficile da affrontare". Sánchez ha insistito sul fatto che ci sono ancora ore complicate e che le istruzioni dei servizi di emergenza devono essere seguite in modo rigoroso per evitare rischi aggiuntivi.

Il capo dell'Esecutivo ha ricordato che in meno di 24 ore la Spagna è passata da 135.000 ettari bruciati a più di 150.000, un'evoluzione che, secondo quanto ha sottolineato, comporta moltiplicare per sei la superficie bruciata rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Per Sánchez, queste cifre obbligano ad affrontare gli incendi da una triplice prospettiva: prevenzione, risposta e ricostruzione, con tutte le amministrazioni coinvolte e con risorse economiche sufficienti per agire prima, durante e dopo ogni emergenza.

Un nuovo appello alla scienza e alla cooperazione istituzionale

Sánchez ha difeso che la risposta agli incendi deve basarsi sulla conoscenza scientifica e sulla cooperazione tra le amministrazioni. A suo avviso, la Spagna ha bisogno di adattare le sue politiche pubbliche a emergenze climatiche sempre più intense, non solo per rispondere meglio quando il fuoco è già attivo, ma anche per ridurre i rischi sul territorio, migliorare la prevenzione e ricostruire con criteri che evitino di ripetere vulnerabilità.

Il presidente ha elogiato il funzionamento del sistema nazionale di Protezione Civile, che considera collaudato da anni di emergenze e basato sul coordinamento tra le istituzioni. Ha anche insistito sul fatto che la ricostruzione deve essere affrontata con lo stesso livello di cooperazione della risposta immediata, perché una volta spente le fiamme rimarranno danni in abitazioni, boschi, strade, aziende agricole, negozi locali e servizi essenziali.

La UME avanza, ma mantiene teste attive

Sul piano operativo, il tenente colonnello Alfonso Arribas, della Unità Militare di Emergenza, ha segnalato che i lavori effettuati durante la notte hanno permesso di avanzare "abbastanza" nella stabilizzazione del grande incendio che colpisce Ávila e Madrid, anche se rimangono ancora teste attive su cui si concentreranno gli sforzi durante la giornata.

Arribas ha spiegato in RTVE che il pomeriggio di sabato è stato "abbastanza instabile" e ha costretto a raccomandare evacuazioni nel sud della provincia di Ávila e nel nord di Toledo. Ora, secondo quanto ha indicato, "tutto il fronte è contenuto", anche se ci sono "alcune parti" che continuano a essere fuori controllo. La differenza è importante: l'incendio non avanza in modo disordinato lungo tutto il perimetro, ma conserva ancora punti con attività sufficiente da richiedere attacco diretto, sorveglianza e rinforzo delle linee di difesa.

L'emergenza entra in una fase decisiva

L'evoluzione favorevole durante la notte offre margine per lavorare, ma i team mantengono la prudenza perché il vento, la temperatura e l'umidità possono tornare a cambiare il comportamento del fuoco durante le prossime ore. La priorità rimane proteggere vite, mantenere libere le strade per i servizi di emergenza, evitare ritorni non autorizzati in zone evacuate e consolidare i progressi ottenuti nel perimetro.

Il messaggio del Re, la dichiarazione annunciata da Sánchez e l'avanzamento operativo della UME disegnano un'emergenza che entra in una fase decisiva: c'è ancora fuoco attivo e zone a rischio, ma le amministrazioni iniziano già a preparare la ricostruzione. L'unità istituzionale, l'assistenza agli affetti e il coordinamento sul terreno saranno chiave per affrontare una crisi che ha lasciato migliaia di ettari devastati e decine di migliaia di persone fuori dalle loro case o confinate.

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