CSIF ha richiesto questo mercoledì al Governo di offrire garanzie chiare sul futuro di Muface, dopo aver avvertito che la mutualità è stata costretta a attingere al suo avanzo di tesoreria per poter finanziare il concerto sanitario in assenza di nuovi Bilanci Generali dello Stato.
Dopo la riunione del consiglio generale di Muface, il sindacato ha spiegato che l'ente disponeva di un avanzo di 282,2 milioni di euro alla chiusura del 2024, ma ha dovuto impiegare 349 milioni di euro per coprire i suoi impegni di bilancio e finanziare il concerto sanitario, motivo per cui considera che quel cuscinetto economico potrebbe essere già in negativo.
CSIF ha aggiunto che circa 14.000 mutualisti hanno abbandonato il concerto sanitario per passare alla sanità pubblica dall'anno scorso. In dettaglio, il sindacato stima in 7.664 i cambiamenti effettuati nel 2025, in 4.281 quelli registrati a gennaio 2026 e in 2.051 quelli prodotti a giugno.
Il sindacato ha espresso anche la sua preoccupazione per la caduta dell'attività assistenziale nel primo anno di validità del nuovo concerto sanitario. Secondo i suoi dati, le consultazioni di medicina generale si sono ridotte di 230.941 rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, con un calo del 13,4% in pediatria, mentre le consultazioni di medicina specialistica sono diminuite di circa 150.000, soprattutto in traumatologia, oftalmologia e ostetricia e ginecologia.
Inoltre, ha avvertito di una riduzione nell'attività diagnostica, con cali in esami come la radiologia semplice, le ecografie e Doppler e la tomografia assiale computerizzata (TAC).
Di fronte a questo scenario, CSIF ha richiesto al Governo maggiore trasparenza sulla situazione economica e assistenziale della mutualità e ha avvisato che riprenderà le mobilitazioni se non verranno offerte garanzie sufficienti sulla viabilità di Muface e sulla qualità dell'assistenza sanitaria che ricevono i mutualisti.