Il Ibex 35 ha moderato questo venerdì i suoi cali fino allo 0,45%, il che ha permesso al principale indice spagnolo di mantenere la soglia dei 19.200 punti. Alla chiusura, il selettivo si è posizionato a 19.216,9 punti, in una sessione condizionata dall'aumento del prezzo del petrolio fino a 87 dollari al barile e dalle forti correzioni del settore tecnologico.
Il contesto geopolitico ha nuovamente centrato l'attenzione degli investitori. L'Esercito degli Stati Uniti ha lanciato nella notte di giovedì nuovi bombardamenti contro l'Iran, incatenando così il sesto giorno consecutivo di attacchi sul paese asiatico. Il Comando Centrale statunitense (Centcom) ha dettagliato che le sue forze hanno iniziato alle 21.00 (ora peninsulare spagnola) una "nuova ondata di attacchi" sul territorio iraniano con l'obiettivo di "indebolire ulteriormente le capacità militari" di Teheran, senza fornire per ora ulteriori informazioni.
Come risultato di questi attacchi, almeno otto persone sono decedute e altre 19 sono rimaste ferite nella Repubblica Islamica. Il bombardamento più mortale è stato registrato nella contea di Jamir, nella provincia di Fars, vicina alla costa del golfo Persico, dove sono stati colpiti almeno sei ponti della zona.
Secondo l'ultimo bilancio dell'Università delle Scienze Mediche di Hormozgan, raccolto dall'agenzia di notizie Fars, in quell'attacco sono morte almeno sette persone e altre nove sono rimaste ferite.
In risposta, la Guardia Rivoluzionaria dell'Iran ha rivendicato questo venerdì un attacco contro due installazioni radar degli Stati Uniti in Oman e un altro contro una importante base militare statunitense in Qatar. In quest'ultimo caso, le autorità iraniane sostengono che sono stati distrutti "diversi aerei strategici di rifornimento", sebbene né il Qatar né Washington abbiano confermato per il momento l'entità dei danni.
In relazione a queste tensioni, il direttore dell'analisi di LBP AM, Sebastian Paris Horvitz, ha sottolineato che "la situazione nello stretto di Hormuz è peggiorata" e ha avvertito che una eventuale chiusura di questo passaggio strategico "mette in pericolo la ripresa dell'attività economica".
In questo scenario, il barile di Brent, riferimento in Europa, veniva negoziato alla chiusura delle piazze del Vecchio Continente a 86,71 dollari, dopo essere avanzato del 2,88%. Da parte sua, il West Texas Intermediate (WTI), riferimento negli Stati Uniti (EEUU), veniva scambiato intorno agli 81,42 'biglietti verdi', con un aumento del 3,1%.
Le borse internazionali scendono, con Londra come eccezione
Le piazze asiatiche hanno accusato con forza il castigo alle tecnologiche. Gli indici di Tokyo e Seul hanno concluso la sessione di questo venerdì con cali del 4,03% e del 6,37%, rispettivamente, trascinati dalle forti vendite nei valori dei chip, dopo i cali delle 'chipere' statunitensi nella vigilia a causa dell'incertezza per la imminente presentazione dei risultati del secondo trimestre.
Questo avviene nonostante i conti favorevoli pubblicati recentemente da TSMC e Samsung. Gli analisti di Renta 4 considerano che il mercato "mette in discussione la sostenibilità delle valutazioni", in un contesto in cui la Cina sta presentando modelli di intelligenza artificiale "che si avvicinano agli americani" e dove la volatilità è amplificata dai fondi quotati (ETF) a leva. In paesi come la Corea del Sud, le autorità stanno già studiando possibili misure regolatorie per contenere queste oscillazioni.
In ambito 'macro', è stato pubblicato che il tasso di inflazione tendenziale della zona euro si è attestato a giugno al 2,8%, il che implica una moderazione di quattro decimi rispetto a maggio e rappresenta il minore incremento del costo della vita nella regione da marzo.
All'interno dell'Ibex 35, i valori con il miglior comportamento sono stati Endesa (+1,85%), Colonial (+1,73%), Enagas (+1,57%), Repsol (+1,37%) e Redeia (+1,37%). Dall'altro lato, Solaria ha guidato i cali (-2,66%), seguita da BBVA (-2,35%), Amadeus (-1,65%), Acciona (-1,29%) e IAG (-1,25%).
In Europa, solo il FTSE 100 londinese è riuscito a schivare le perdite, con un avanzamento dello 0,27%. Il resto dei grandi indici del continente ha chiuso in negativo, pressato dalle compagnie legate ai semiconduttori. Il Dax tedesco ha perso lo 0,34%; il Cac 40 francese, lo 0,47%; e il FTSE MIB italiano, lo 0,94%.
Valute, debito e attivi rifugio
Nel mercato della renda fissa, il rendimento del bond spagnolo a 10 anni si è collocato al 3,585%, posizionando il premio di rischio —differenziale rispetto al 'bund' tedesco a pari scadenza— a 46,45 punti base.
Nel mercato delle valute, l'euro si manteneva praticamente invariato rispetto al dollaro (-0,01%), fino a scambiarsi intorno a 1,144 'biglietti verdi' alla chiusura delle borse europee.
Per quanto riguarda gli attivi considerati 'rifugio' in episodi di elevata incertezza, l'oncia d'oro si manteneva stabile attorno al livello psicologico dei 4.000 dollari, mentre il bitcoin retrocedeva del 2,2% alla chiusura dei mercati, fino a 63.200 'biglietti verdi'.