Meno di 10.000 famiglie in Spagna hanno attivato una tariffa sociale di telecomunicazioni, secondo quanto emerge dall'analisi effettuata dalla Commissione Nazionale dei Mercati e della Concorrenza (CNMC) e pubblicata questo martedì.
L'ente ha esaminato le tariffe sociali di telecomunicazioni offerte dai principali operatori, così come i prezzi dei servizi inclusi nel servizio universale —telefonia fissa e accesso a internet a banda larga—, concludendo che queste tariffe presentano attualmente un'"efficacia limitata".
Nel febbraio 2026, l'abbonamento sociale di telefonia fissa di Telefónica contava 7.994 clienti e il complesso delle tariffe sociali di banda larga sommava solo 1.822 beneficiari.
In totale, meno di 10.000 famiglie avevano attivato una tariffa sociale di telecomunicazioni.
Gli operatori progettano le proprie tariffe sociali
In questo senso, la CNMC ha ricordato che la Legge Generale delle Telecomunicazioni del 2022 ha incorporato l'obbligo per gli operatori di mettere in vendita tariffe sociali destinate a consumatori con redditi bassi o necessità sociali speciali, conferendo all'ente regolatore funzioni di supervisione su queste offerte.
Tuttavia, sebbene lo sviluppo normativo di questi obblighi si trovi in una fase avanzata di trattazione, non è ancora stata approvata la norma che deve specificare chi saranno i beneficiari e quali saranno le caratteristiche di base delle tariffe sociali. In questo scenario, gli operatori hanno applicato criteri propri per definire e commercializzare queste proposte, il che ha provocato "differenze significative" tra di esse.
Il rapporto mette in evidenza un'"elevata eterogeneità" nelle tariffe sociali attualmente vigenti. Telefónica mantiene dal 2002 un abbonamento sociale di telefonia fissa per pensionati e pensionati con redditi ridotti, con un prezzo di 0,87 euro al mese, IVA inclusa, e offre diverse alternative di banda larga con sconti per questo gruppo.
MasOrange commercializza, sotto il marchio Orange, una tariffa sociale che integra internet, telefonia fissa e mobile. Vodafone, da parte sua, dispone di una tariffa mobile sociale e un'altra che combina servizi fissi e mobili.
Altri operatori analizzati —Digi, Avatel, Adamo e Procono— segnalano di non avere tariffe sociali specifiche, sebbene alcuni facciano notare che le loro tariffe generali presentano prezzi inferiori a alcune delle offerte sociali disponibili sul mercato.
Ostacoli che riducono l'efficacia delle tariffe sociali
In merito, la CNMC ha identificato diversi fattori che possono limitare l'efficacia di queste tariffe. Tra questi figurano la ridotta visibilità delle tariffe sociali nei siti web degli operatori, l'esistenza di canali di contrattazione più restrittivi rispetto a quelli utilizzati per altri prodotti commerciali e la complessità di alcune procedure di accreditamento della condizione di beneficiario.
Inoltre, alcune tariffe sociali presentano incompatibilità con altri prodotti, come pacchetti convergenti o terminali mobili a rate, il che può ridurre il loro appeal per i consumatori vulnerabili.
Il rapporto analizza anche i prezzi offerti da tutti gli operatori rispetto ai servizi inclusi nel servizio universale (che fornisce solo Telefónica): comunicazioni vocali fisse e accesso a internet a banda larga fissa con una velocità minima di 10 megabit al secondo (Mbps).
Nel settore della telefonia fissa, alcuni operatori non commercializzano più questo servizio in modo indipendente, ma solo confezionato con la banda larga, mentre altri offrono l'accesso telefonico fisso con tariffa flat vocale a meno di 15 euro al mese. Nella banda larga, le offerte più basilari degli operatori superano la velocità minima legale di 10 Mbps, poiché dove esiste copertura in fibra, la velocità minima offerta è di 300 Mbps.
I prezzi analizzati oscillano tra i dieci euro mensili di alcuni operatori e i 34 euro di Telefónica. La CNMC osserva che i prezzi commercializzati da Telefónica sotto il suo marchio principale "sono, in generale, superiori a quelli di altri operatori".
Tuttavia, segnala che questa circostanza deve essere valutata tenendo conto della concorrenza esistente, della disponibilità di alternative per i consumatori e dell'offerta di tariffe più accessibili attraverso il suo marchio O2.
Infine, l'ente regolatore considera che l'approvazione del regolamento sul servizio universale, attualmente in fase di elaborazione, permetterà di dotare di "maggiore omogeneità ed efficacia" il quadro previsto dalla Legge Generale delle Telecomunicazioni.