Qatar ed Egitto esigono di fermare il ricatto e proteggere la libera navigazione nel golfo Persico e nel mar Rosso

Qatar ed Egitto reclamano di fermare i ricatti su rotte chiave e blindare la libera navigazione nel golfo Persico e nel mar Rosso attraverso vie diplomatiche.

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Qatar ed Egitto hanno esortato questo giovedì a rafforzare la sicurezza e la libera circolazione delle navi nel golfo Persico e nel mar Rosso, ribadendo il loro sostegno agli sforzi volti a risolvere le tensioni "con mezzi diplomatici".

Durante l'incontro tenutosi nella città egiziana di El Alamein tra il primo ministro e ministro degli Esteri qatariota, Mohamed bin Abdulrahman Al Thani, e il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, entrambi i governi hanno "sottolineato il loro sostegno agli sforzi destinati a risolvere le dispute con mezzi diplomatici".

Secondo quanto ha indicato la diplomazia del Qatar sui social media, le due parti hanno evidenziato la rilevanza di "integrare gli sforzi regionali e internazionali per disattivare le tensioni e prevalere il linguaggio del dialogo".

Doha e Il Cairo hanno sottolineato anche l'importanza di "garantire la sicurezza, l'integrità e la libertà della navigazione marittima, specialmente nel Golfo Persico Arabo e nel Mar Rosso", con l'obiettivo di "preservare la fluidità del movimento commerciale internazionale, rafforzare la sicurezza delle rotte marittime vitali e raggiungere la stabilità nella regione".

Nella conferenza stampa successiva davanti ai media, Al Thani ha denunciato i "ricatti" legati al blocco delle rotte marittime strategiche per il commercio mondiale. "Le conseguenze di questa guerra sono state gravi, non solo per la regione del Golfo, ma anche per il resto del mondo", ha affermato, insistendo sulla necessità che la situazione "torni ad essere come era prima".

"Condanniamo qualsiasi minaccia in questo senso e qualsiasi ostacolo", ha aggiunto il responsabile qatariota, secondo quanto riportato dalla rete televisiva Al Jazeera.

Da parte sua, Abdelatty ha ribadito che non sarà accettato che "nessun paese costituisca un ostacolo per la libera navigazione", in particolare nelle aree menzionate, incluso lo stretto di Hormuz. "Le minacce alla navigazione costituiscono una minaccia diretta per la sicurezza regionale e internazionale", ha concluso.

Queste manifestazioni si producono dopo che il presidente statunitense, Donald Trump, ha aperto una nuova fase nel confronto con l'Iran annunciando una guerra commerciale "senza precedenti" contro Teheran, una decisione che, dal lato della Repubblica Islamica, si attribuisce a una crisi "senza precedenti" all'interno degli Stati Uniti e che "porterà solo più sconfitte" a Washington.

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