Sumar propone di vietare le mappe con territori occupati come Palestina o il Sahara negli eventi sportivi

Sommar propone un protocollo per evitare mappe con territori occupati nello sport e richiede criteri internazionali coerenti e non discriminatori.

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Sumar ha richiesto al Consiglio Superiore dello Sport l'elaborazione di un protocollo di buone pratiche al fine di impedire che, come già accaduto in altre occasioni, vengano esibiti mappe che includano territori occupati come Palestina o il Sahara Occidentale in competizioni sportive.

Per questo, la formazione ha registrato una proposta di legge che sarà discussa nella Commissione Istruzione e Sport del Congresso, nella quale si invita a prestare particolare attenzione nella rappresentazione territoriale di determinati popoli per evitare errori sensibili.

In questa iniziativa, Sumar intende che la Camera chieda al Governo la redazione di un protocollo specifico sull'uso di mappe, bandiere, denominazioni ufficiali e riferimenti geopolitici nel campo sportivo, con particolare attenzione a competizioni internazionali, trasmissioni, supporti grafici, atti istituzionali ed eventi finanziati totalmente o parzialmente con denaro pubblico.

Lo scopo è garantire che questi elementi siano conformi al Diritto Internazionale e alle risoluzioni delle Nazioni Unite, "evitando l'utilizzo di mappe o materiali che incorporino territori occupati, colonizzati o in attesa di decolonizzazione come parte dello Stato occupante o amministratore di fatto".

Nel documento, a cui ha avuto accesso Europa Press, il gruppo minoritario dell'Esecutivo propone anche di promuovere, rispettando l'indipendenza editoriale di RTVE e degli altri mezzi pubblici, "meccanismi di coordinamento e formazione tecnica per evitare che nelle informazioni sportive vengano diffuse mappe, grafici o denominazioni contrarie al Diritto Internazionale", specialmente in grandi eventi come Mondiali, Giochi Olimpici, Europei, prove ciclistiche, tornei internazionali o eventi organizzati in Spagna.

Difesa di criteri coerenti e non discriminatori

Paralelamente, Sumar chiede al Governo di difendere di fronte agli organismi sportivi internazionali —tra cui il Comitato Olimpico Internazionale, FIFA, UEFA, UCI e altre federazioni— l'applicazione di un "criterio coerente e non discriminatorio di fronte a situazioni di occupazione, apartheid, genocidio, annessione illegale o violazione massiva dei Diritti Umani".

La formazione reclama, inoltre, che si promuovano programmi di cooperazione sportiva con il popolo saharawi e il popolo palestinese, in coordinamento con le loro strutture sportive, associazioni, club, atleti e organizzazioni della società civile, ponendo l'accento sullo sport di base, lo sport femminile, lo sport adattato, la formazione tecnica e l'accesso a competizioni internazionali.

Infine, per seguire queste azioni, la proposta prevede che il Governo debba inviare al Congresso, entro un termine massimo di sei mesi, un rapporto dettagliando le misure implementate in questo ambito.

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