L'accusa particolare respinge l'archiviazione della causa contro il trattorista per il grande incendio di Oímbra nel 2025

L'accusa particolare si rifiuta di archiviare la causa contro il trattorista per l'incendio di Oímbra del 2025 e annuncia ricorso fino ad esaurire la via penale.

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L'accusa particolare ha mostrato il suo rifiuto all'archiviazione dell'indagine aperta contro un trattorista per l'incendio dichiarato il 12 agosto 2025 nel comune ourensano di Oímbra, che ha devastato più di 23.000 ettari. Considera che nel suo comportamento esisteva "un certo grado di imprudenza nel suo agire".

Così ha indicato l'avvocato che rappresenta due dei tre brigadisti che hanno riportato ustioni mentre partecipavano alle operazioni di estinzione dell'incendio boschivo, in dichiarazioni raccolte da Europa Press questo venerdì.

In questa linea, l'avvocato ha anticipato che, se alla fine si concorda l'archiviazione della causa così come hanno chiesto la difesa dell'indagato e la stessa Procura, l'accusa particolare, "in linea di principio", presenterà ricorso contro la risoluzione fino a "esaurire la via penale".

Posizione dell'accusa particolare

Il rappresentante legale dei brigadisti ha sottolineato che il conducente del trattore "evidentemente non aveva la minima intenzione di causare un incendio, come è logico", ma ha rimarcato che apprezza "un certo grado di imprudenza nel suo agire", dato che le temperature "erano molto alte ed era 'vox populi' che c'era molto pericolo".

Inoltre, ha dettagliato che, secondo quanto riportato nel verbale, l'uomo stava svolgendo lavori di sfalcio con un trattore che "aveva delle lame piuttosto difettose e in cattivo stato", circostanza che "poteva provocare un'attrito con qualche pietra e un innesco dell'incendio".

Posizione della Procura e della difesa

Invece, sia la difesa dell'indagato che il Ministero Pubblico hanno richiesto l'archiviazione del procedimento ritenendo che il lavoratore "agiva seguendo degli ordini di lavoro" e "non stava sfalciando per iniziativa propria".

Secondo quanto argomentava la Procura nel suo scritto, l'imprudenza "non può essere considerata grave", insistendo sul fatto che il trattorista "seguiva degli ordini gerarchici di distribuzione del lavoro" e precisando che non risulta che fosse stata comunicata o avvertita una "proibizione espressa per svolgere lavori di sfalcio".

In quella stessa linea, il Ministero Pubblico dirigeva l'attenzione verso la possibile responsabilità derivante dai "evidenti errori di coordinamento e comando" tra Xunta, Comune di Oímbra e Servizio Agrario Galego (Seaga), qualificandola come una "questione distinta e da chiarire nell'ordine corrispondente" --via amministrativa/civile-- in relazione agli ordini impartiti a detto lavoratore e con i "divieti esistenti per fare determinati lavori in quella situazione climatica".

La difesa dell'indagato ha abbondato in questi argomenti, indicando la Xunta come l'amministrazione che "possiede la capacità di comando e le informazioni tecniche necessarie per fermare i lavori", e sottolineando che tale responsabilità "emana dal suo silenzio amministrativo e tecnico".

"Non procedendo alla notifica del divieto di sfalci ai partecipanti (nel caso esistesse lo stesso poiché dal proprio ufficio a Medio Rural risulta che non c'era alcun divieto di sfalci per il giorno dei fatti), l'organismo ha fallito nella sua funzione di tutela e organizzazione che gli è propria", ha concluso la difesa nel suo scritto.

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