Le portavoce della Assemblea Catalana per la Transició Ecosocial (ACTE), Gisela Torrents ed Eva Vilaseca, hanno difeso questo mercoledì nel Parlament un patto per la "sovranità alimentare" della Catalunya, sottolineando l’urgenza di riorientare il modello economico nell’attuale scenario di ciò che considerano una crisi ecologica.
In una conferenza stampa tenuta nella Camera, hanno fatto la loro comparsa insieme a rappresentanti di diverse entità e movimenti integrati nella rete di ACTE, come il Sindicat de Llogateres, Revolta Pagesa, Greenpeace, Ecologistas en Acción e l’Observatorio Desca, tra gli altri, che hanno collaborato all’elaborazione del Pacte per la Sobirania Alimentària de Catalunya.
"L’abitazione, l’alimentazione e altri beni essenziali si trasformano in attività commerciali sempre più redditizie per sempre meno persone", ha denunciato Torrents, che ha rimproverato la mancanza di azione da parte dei governi e ha esortato i gruppi del Parlament a trasformare le proposte di ACTE in impegni politici concreti.
In relazione allo sciopero generale convocato per il prossimo 11 novembre, ha rimarcato che "la difesa di condizioni di vita dignitose" implica anche decidere cosa si mangia, come si produce e in quali circostanze si realizza quella produzione.
Vilaseca, da parte sua, ha ricordato che il costo degli alimenti è aumentato del 34% negli ultimi cinque anni e che, allo stesso tempo, le grandi corporazioni agroalimentari hanno visto crescere i loro profitti di oltre il 30%. Per questo, ha sostenuto che la diminuzione del prezzo del carrello della spesa deve essere ottenuta "limitando i margini abusivi, non spremendo ancora di più chi lavora la terra".
Punti chiave del patto
Tra le misure contenute nel documento, propongono di garantire un’alimentazione accessibile alla popolazione e prezzi giusti per il settore primario mediante "regolazione pubblica e avanzando verso una sicurezza sociale dell’amministrazione".
Inoltre, chiedono di blindare il futuro dell’attività agricola proteggendo i suoli agricoli e le aziende agricole di fronte alle crisi, con una semplificazione delle procedure amministrative, una fiscalità adeguata e una pianificazione territoriale che dia priorità al consumo di prossimità.
Il patto punta anche a consolidare una "distribuzione, commercializzazione e un acquisto pubblico" che consenta al prodotto a chilometro zero di estendersi a tutto il territorio catalano.
Inoltre, il testo incorpora misure per salvaguardare le condizioni ecologiche mediante una "gestione democratica dell'acqua, una transizione zootecnica giusta e una dieta salutare", ciò che, secondo quanto sostengono, accade, recuperando la governance dell'acqua e rafforzando l’allevamento estensivo.