Il ministro dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione, Luis Planas, ha difeso questa settimana che l’avvio del meccanismo per ritirare dal mercato il 12% della produzione di olio di oliva è «una misura di regolazione del mercato che garantisce un’adeguata remunerazione agli olivicoltori e dà stabilità ai consumatori, perché evita variazioni brusche nei prezzi». «Sono obiettivi molto importanti affinché per la prima volta si attui questa misura», ha sottolineato.
Davanti ai mezzi di comunicazione, Planas ha dettagliato che la risoluzione della Direzione Generale delle Produzioni e dei Mercati Agricoli pubblicata oggi nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE) risponde alla richiesta delle organizzazioni agricole Asaja, UPA e COAG, nonché delle Cooperative Agro-alimentari di Spagna, e ha come finalità «garantire la redditività degli agricoltori».
Al riguardo, il titolare dell’Agricoltura ha voluto richiamare «l’attenzione sulle grandi differenze nei costi di produzione tra l’oliveto tradizionale, molto più elevati, e le colture superintensive».
Nel corso della sua visita alla cooperativa La Unión de Montilla (Córdoba), il ministro ha sottolineato che il ritiro di una parte del prodotto dal mercato è una misura di carattere «straordinario e temporaneo» e «perfettamente compatibile con le norme europee».
L’articolo 167 bis del Regolamento 1308/2013 dell’Unione Europea prevede che, per migliorare e stabilizzare il funzionamento del mercato degli oli di oliva e delle olive da cui provengono, gli Stati membri produttori possano fissare norme di regolazione dell’offerta in modo temporaneo e con volumi limitati in situazioni di sovrapproduzione.
Secondo le stime (aforos) delle comunità autonome, la produzione di olio di oliva della campagna appena avviata potrebbe superare 1,6 milioni di tonnellate, a cui si aggiungono 357.000 tonnellate di giacenze della campagna precedente.
Pertanto, il volume totale si avvicina ai due milioni di tonnellate e supera la soglia fissata dalla norma di commercializzazione dell’olio di oliva per attivare il meccanismo di ritiro dal mercato, situato al 120% della media delle ultime sei campagne.