Dodici migranti di nazionalità marocchina sono stati arrestati durante la notte di giovedì a Ceuta per la loro presunta partecipazione a un'aggressione contro quattro militari nella zona di Benzú. Nell'attacco avrebbero partecipato tra 30 e 40 persone, che hanno lanciato pietre di grandi dimensioni contro le forze e il veicolo in cui si trovavano.
🔴 Così è rimasto il veicolo dopo l'imboscata a diversi militari da parte di un gruppo di immigrati a Ceuta.
— demócrata (@democrata_info) 27 agosto 2026
Dodici sono stati arrestati dopo l'aggressione con pietre che ha lasciato quattro militari feriti.
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Secondo quanto hanno informato fonti della Jefatura Superior de Policía a Europa Press, i fatti si sono verificati intorno alle 5.30, quando i militari si dirigevano verso un punto di vigilanza stabilito a Benzú. All'arrivo nella zona, diversi individui sono usciti da vari punti e hanno circondato il veicolo.
Il gruppo ha quindi iniziato a lanciare pietre contro l'auto, che ha subito danni considerevoli. Di fronte all'intensità dell'attacco, i quattro militari hanno abbandonato il veicolo e sono fuggiti a piedi per cercare di mettersi in salvo.
I militari sono stati inseguiti in direzione di Calamocarro
L'aggressione non è terminata quando gli agenti hanno abbandonato il veicolo. I militari sono stati inseguiti in direzione di Calamocarro mentre continuavano a ricevere colpi di pietra, secondo le fonti di polizia.
I quattro agenti hanno subito lesioni e contusioni durante l'attacco. In piena fuga sono riusciti a mettersi in contatto con i servizi di emergenza tramite il telefono 112.
La segnalazione ha permesso di attivare un dispositivo in cui hanno partecipato agenti della Polizia Nazionale e della Guardia Civil. Quando le prime pattuglie sono arrivate sul posto, i presunti aggressori sono fuggiti in direzione di Benzú.
Dodici arrestati e diversi implicati hanno tentato di fuggire per mare
Le forze di sicurezza hanno quindi dispiegato un'operazione per localizzare le persone che avevano presumibilmente partecipato all'aggressione. La ricerca si è conclusa inizialmente con dodici arrestati, tutti di nazionalità marocchina.
Parte degli implicati ha cercato di scappare gettandosi in mare, il che ha portato il Servizio Marittimo della Guardia Civil a mantenere operazioni di localizzazione nella zona.
Il numero degli arrestati è inferiore a quello delle persone che, secondo le prime informazioni, avrebbero partecipato ai fatti. L'indagine rimane aperta per identificare e localizzare il resto dei presunti partecipanti.
I quattro militari hanno necessitato di assistenza sanitaria
Dopo l'attacco, i quattro membri dell'Esercito sono stati trasferiti in un centro sanitario per ricevere assistenza medica per le lesioni subite.
Le informazioni disponibili indicano che presentavano diverse lesioni e contusioni provocate durante l'aggressione e la successiva fuga. Per il momento, non sono stati forniti ulteriori dettagli sul loro stato.
Le forze di sicurezza continuano a indagare sulle circostanze in cui si è verificato l'attacco e cercando di determinare la partecipazione concreta di ciascuno degli arrestati e delle persone che non sono ancora state localizzate.