I Mossos d'Esquadra hanno arrestato questo sabato 31 ottobre un giovane di 21 anni a Cabrera d'Anoia (Barcelona) per il suo presunto legame con i saccheggi e gli scontri registrati nella capitale catalana lo scorso 24 ottobre. Secondo quanto comunicato dalla Polizia autonoma attraverso il suo account ufficiale sul social network X, l'arrestato avrebbe svolto funzioni di "istigatore e dinamizzatore" di uno dei gruppi di saccheggi legati a Blocus Barcelona, il movimento che ha promosso diverse convocazioni diffuse attraverso reti sociali e canali di messaggistica.
L'arresto porta a quattro il numero di arrestati in Cataluña per la loro presunta partecipazione all'organizzazione dei canali legati a Blocus. Gli investigatori ritengono che il giovane avrebbe preso parte alla mobilitazione di altri partecipanti durante gli incidenti della scorsa settimana, quando gruppi di persone hanno provocato disordini e danni in esercizi commerciali del centro di Barcelona. Al momento, i Mossos non hanno fornito ulteriori dettagli sulle azioni concrete attribuite all'arrestato né sulla sua situazione giudiziaria.
La Polizia catalana ha confermato che l'indagine resta aperta e che non si escludono nuovi arresti, per cui le indagini continuano a concentrarsi sull'identificazione delle persone che avrebbero presumibilmente partecipato all'organizzazione e alla diffusione delle convocazioni violente.
Quarto arresto per i gruppi di Blocus in Cataluña
L'arresto di Cabrera d'Anoia si aggiunge ad altri tre effettuati negli ultimi giorni dai Mossos d'Esquadra, nell'ambito di un'indagine sui canali di comunicazione utilizzati per promuovere presumibilmente saccheggi, atti vandalici e scontri con le forze di sicurezza.
Lo scorso giovedì 29 ottobre, gli agenti hanno arrestato a Bellmunt d'Urgell (Lleida) un minorenne di 17 anni, al quale attribuiscono la creazione e l'amministrazione di canali di comunicazione di Blocus nella provincia. Secondo l'indagine della polizia, questi spazi sarebbero stati utilizzati per diffondere convocazioni e incitare altri partecipanti a commettere atti vandalici e attacchi contro gli agenti.
Lo stesso giovedì sera, i Mossos hanno arrestato a Sant Sadurní d'Anoia un altro minore di 17 anni per la sua presunta implicazione nell'organizzazione dei disordini di Barcellona del 24 ottobre. La Polizia sostiene che il giovane partecipava a un gruppo di messaggistica dal quale si coordinavano possibili saccheggi e disordini pubblici. Tra i comportamenti che gli vengono attribuiti figurano la diffusione di link di accesso al gruppo, lo scambio di indicazioni per evitare il rilevamento della polizia e la proposta di esercizi commerciali che potrebbero diventare obiettivi dei saccheggi.
Il terzo arresto si è verificato venerdì 30 ottobre a Barcellona, dove un giovane di 18 anni è stato arrestato come presunto istigatore e dinamizzatore di uno dei gruppi legati a Blocus. Secondo gli investigatori, manteneva rapporti con lo stesso ambiente di comunicazione in cui partecipava il minore arrestato a Sant Sadurní d'Anoia.
Con la nuova operazione di questo sabato, i Mossos portano a quattro gli arrestati legati specificamente all'organizzazione dei canali di Blocus in Catalunya, una cifra distinta dagli arresti effettuati direttamente durante i disordini di strada del passato 24 ottobre.
I saccheggi del 24 ottobre e l'indagine sui canali di messaggistica
L'operazione di polizia ha origine nei disordini registrati sabato 24 ottobre nel centro di Barcellona, quando una convocazione diffusa sotto il nome di Blocus sfociò in scontri con la Polizia, danni al mobilio urbano e saccheggi di esercizi commerciali.
Gli incidenti si sono conclusi con più di un centinaio di arrestati e numerosi identificati, oltre a danni materiali in diversi negozi. Da allora, la Comisaría General de Información dei Mossos sviluppa un'indagine specifica per determinare chi abbia promosso le convocazioni e quale ruolo abbiano svolto gli amministratori e i partecipanti dei gruppi di messaggistica utilizzati per diffonderle.
Le indagini non si limitano a identificare le persone che hanno partecipato fisicamente ai disordini. Gli agenti indagano anche su coloro che presumibilmente hanno organizzato, coordinato o incoraggiato gli atti violenti attraverso internet, sebbene l'eventuale responsabilità penale di ciascun arrestato dovrà essere determinata individualmente.
L'arresto di un amministratore o partecipante in un gruppo digitale non dimostra da solo che abbia commesso un reato. Gli investigatori dovranno accreditare quali messaggi ha diffuso ciascuna persona, quale sia stata la sua partecipazione nell'organizzazione dei fatti e se la sua condotta possa costituire un'infrazione penale.
Barcelona rafforza la sicurezza di fronte alle nuove convocazioni di Blocus
Il quarto arresto coincide con una giornata particolarmente sorvegliata a Barcelona. Los Mossos d'Esquadra hanno preparato un dispositivo di polizia di livello 4, il massimo previsto per mobilitazioni sulla via pubblica, di fronte alle nuove convocazioni di Blocus annunciate per questo sabato 31 ottobre, in coincidenza con Halloween e la celebrazione della Castanyada.
L'operativo, coordinato con la Guardia Urbana, prevede un rafforzamento della presenza della polizia nel centro di Barcelona e controlli preventivi nel trasporto pubblico. Le autorità intendono evitare che si ripetano i saccheggi e i disordini della settimana scorsa, oltre a identificare possibili partecipanti in azioni violente.
La preoccupazione si è estesa ad altre città spagnole, dove diversi negozi hanno protetto le loro vetrine di fronte agli appelli a nuove concentrazioni. In Catalogna, il presidente della Generalitat, Salvador Illa, ha avvertito che le persone che partecipino ai saccheggi dovranno rispondere davanti alla Giustizia e ha difeso l'azione preventiva delle forze di sicurezza.
Mentre prosegue lo schieramento della polizia, l'indagine su Blocus rimane aperta e potrebbe sfociare in nuovi arresti. I Mossos cercano di chiarire la struttura dei gruppi utilizzati per diffondere le convocazioni del 24 ottobre e determinare il grado di partecipazione dei loro presunti organizzatori. L'ultimo arrestato, un giovane di 21 anni detenuto a Cabrera d'Anoia, si aggiunge così alle tre persone che erano già state arrestate durante i giorni precedenti per il loro possibile coinvolgimento nell'organizzazione del movimento.