I negozi del centro di Valencia blindano le loro vetrine in vista delle convocazioni di Blocus per Halloween

Stabilimenti come Mango Outlet e Tezenis, nell'area di piazza San Agustín, hanno protetto le loro facciate per timore di possibili disordini. La Giustizia ha decretato la custodia cautelare senza cauzione per il presunto capo di Blocus España, mentre le forze di sicurezza rafforzano la sorveglianza in diverse città

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I negozi del centro di Valencia hanno iniziato a proteggere le loro vetrine per timore di possibili disordini durante la notte di Halloween, dopo che le convocazioni attribuite all’ambiente di Blocus España si sono diffuse negli ultimi giorni sui social network. Per esempio, Mango Outlet e Tezenis, nei dintorni di piazza San Agustín, hanno installato pannelli per proteggere i loro esercizi.

L’immagine degli esercizi protetti coincide con una nuova azione giudiziaria contro l’organizzazione. La magistrata di turno di Torrent (Valencia) ha decretato questo sabato prigione preventiva, comunicata e senza cauzione per il presunto capo di Blocus España, arrestato venerdì dalla Guardia Civil a Picanya.

La risoluzione limita anche l’accesso dell’indagato a computer e altri dispositivi che consentano di utilizzare i social network dal carcere. Il giovane, di 20 anni, è inizialmente indagato per reati legati a una presunta organizzazione criminale finalizzata a promuovere disordini pubblici, furti con scasso in esercizi commerciali e danneggiamenti, fatti salvi ulteriori profili giuridici successivi.

Le convocazioni di Halloween aumentano la preoccupazione

L’inquietudine per l’espansione di Blocus è aumentata davanti agli appelli diffusi per questo sabato 31 ottobre, in coincidenza con le celebrazioni di Halloween. L’analisi delle pubblicazioni sui social network ha permesso di identificare circa 70 account di TikTok che promuovevano o amplificavano le convocazioni.

I messaggi facevano riferimento a diverse città spagnole, sebbene non coincidessero sempre negli orari, nei punti di incontro o nelle caratteristiche delle concentrazioni. Questa dispersione rende difficile stabilire quali degli appelli abbiano una reale capacità di mobilitazione e quali rispondano soltanto alla diffusione virale di contenuti.

A Madrid, alcuni canali hanno successivamente annunciato la cancellazione della loro convocazione. Nonostante ciò, sia la Polizia Nazionale sia la Polizia Municipale hanno mantenuto i dispositivi preventivi di fronte alla possibilità di concentrazioni spontanee o episodi isolati.

Negozi protetti in varie città spagnole

Le misure adottate dagli esercizi valenciani si ripetono in altre capitali. Negozi del centro di Madrid, Barcelona, Valencia e Bilbao hanno rafforzato i loro accessi e coperto le vetrine con pannelli, mentre sono state installate protezioni anche negli esercizi di Palma de Mallorca.

A Valencia, la situazione è particolarmente visibile nell'area commerciale di plaza de San Agustín, dove diversi esercizi hanno adottato precauzioni. Tra questi figurano Mango Outlet e Tezenis, che hanno installato protezioni sulle loro facciate.

A Madrid, il Ayuntamiento ha previsto un dispositivo di 1.700 agenti municipali durante il fine settimana, in coordinamento con la Policía Nacional. A questo dispiegamento si aggiunge un rafforzamento di circa 200 agenti di unità antisommossa nel centro.

Questi operativi non rispondono esclusivamente agli appelli legati a Blocus, ma anche alle consuete esigenze di sicurezza durante Halloween e il ponte di Todos los Santos.

L'indagine contro il presunto capo di Blocus

La Guardia Civil ha arrestato venerdì a Picanya il giovane al quale attribuisce la creazione e l'amministrazione di gruppi di Telegram da cui presumibilmente venivano coordinate convocazioni diffuse come proteste studentesche, ma orientate, secondo gli investigatori, a provocare saccheggi e atti violenti.

Dopo essere stato messo a disposizione giudiziaria, la magistrata di turno di Torrent ha disposto il suo ingresso in carcere preventivo, comunicato e senza cauzione. La misura cautelare non implica una condanna e l'indagine resta aperta.

La coincidenza della decisione giudiziaria con le convocazioni diffuse per Halloween ha aumentato l'attenzione sul fenomeno, anche se la circolazione di messaggi sui social network non consente di dare per confermata la celebrazione di tutte le manifestazioni annunciate né di anticipare che si verifichino disordini.