La Catalogna ha guidato il finanziamento di competenze singolari con 450 euro per abitante, secondo Fedea.

Fedea rivela forti squilibri nel finanziamento delle competenze singolari, con la Catalogna in testa e grandi differenze tra le autonomie.

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La Fondazione di Studi di Economia Applicata (Fedea) rileva "problemi di equità" nel sistema di finanziamento autonomico legato alle competenze singolari, delle distorsioni che considera "praticamente invisibili" per la maggior parte della popolazione. Nel suo analisi, colloca la Catalogna come l'autonomia che ha ricevuto più fondi per la gestione di queste attribuzioni specifiche, con 450 euro per residente, rispetto agli appena 8 euro per capita assegnati a Castilla-La Mancha.

Queste conclusioni sono raccolte in un rapporto recente sul costo delle competenze non omogenee, elaborato dal direttore di Fedea, Ángel de la Fuente, dove si avverte che questo schema di ripartizione provoca differenze molto marcate tra le comunità di regime comune.

Con dati corrispondenti al 2023, Fedea calcola che la Catalogna guida questo capitolo con 3.563 milioni di euro, una somma che si traduce in un indice di 243,4, quasi due volte e mezzo sopra la media delle autonomie di regime comune, situata a 185 euro per abitante.

Dietro la Catalogna si trovano Cantabria e La Rioja come le regioni con il maggior finanziamento per residente per questi concetti, con dotazioni di 320 e 318 euro, rispettivamente.

All'estremo opposto si trovano le comunità che praticamente non hanno assunto competenze singolari. È il caso di Castilla-La Mancha, con 8 euro per abitante; Castilla e León, con 9 euro, ed Extremadura, con 11 euro per residente.

Disuguaglianze e metodologia del "costo storico"

Il documento di Fedea pone l'accento sul fatto che l'applicazione della metodologia del "costo storico" provoca "valutazioni molto disparate e incoerenti" per servizi equivalenti a seconda della comunità in cui vengono prestati. Secondo il suo autore, queste differenze passano "praticamente invisibili" per la cittadinanza perché il Ministero delle Finanze non diffonde in modo periodico le informazioni disaggregate.

Dopo aver esaminato l'esercizio 2023, Fedea cifra in 8.319 milioni di euro il volume totale destinato a competenze singolari, cioè funzioni che gestiscono solo alcune autonomie.

Dopo la polizia autonoma catalana, la competenza singolare con il maggior costo è il personale dell'Amministrazione di Giustizia, che ammonta a 1.765 milioni di euro, seguita dalla partecipazione provinciale nei redditi dello Stato, con 1.329 milioni.

Lo studio precisa che, a seguire, figurano i fondi per la normalizzazione linguistica, con 813 milioni, gli ospedali di ambito provinciale, con 606 milioni, e le istituzioni penitenziarie della Catalogna, con 603 milioni.

Differenze in Giustizia, insegnamento e competenze provinciali

In questo contesto, il rapporto fornisce esempi di costi molto diversi per un medesimo servizio, che considera "difficilmente giustificabili".

Nel caso dell'Amministrazione di Giustizia, competenza trasferita a dieci comunità, la spesa per abitante copre un intervallo di oltre 80 punti di indice. Mentre le Asturie percepiscono 81,8 euro per residente, la Galizia riceve 35,5 euro e la Comunità Valenciana 37,7 euro per abitante.

Il divario è ancora maggiore nel finanziamento degli insegnanti di religione, dove l'importo per alunno in età scolastica mostra deviazioni superiori a 150 punti di indice. Le Asturie guidano questa ripartizione con 88,7 euro per studente, rispetto ai 20 euro della Catalogna o ai 29,2 euro delle Baleari.

Per quanto riguarda la valutazione delle competenze delle province, il rapporto colloca Madrid con 136 euro pro capite, rispetto ai 367 euro assegnati all'Estremadura.