Ritorno a scuola a Ceuta: sindacati e famiglie chiedono garanzie di sicurezza in vista dell'inizio del corso

I professori tornano martedì 1 settembre nei centri educativi di Ceuta in un inizio di corso segnato dalle incertezze sul dispositivo di sicurezza annunciato dal Ministero dell'Istruzione. Sindacati, associazioni di famiglie e collettivi giovanili chiedono che le misure siano pienamente operative prima che gli studenti tornino in aula l'8 settembre e avvertono che potrebbe verificarsi assenteismo durante i primi giorni.

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Il ritorno a scuola a Ceuta inizia questo martedì 1 settembre con l'inserimento del personale docente, in un contesto condizionato dalla situazione generata dopo l'ingresso massiccio di migranti del 30 luglio scorso.

Gli studenti torneranno in aula il prossimo 8 settembre, ma i sindacati degli insegnanti, le associazioni dei genitori e i gruppi giovanili nutrono dubbi su se il dispositivo annunciato dal Ministero dell'Istruzione sarà sufficiente e sarà completamente operativo per allora.

La Giunta Locale per la Sicurezza ha concordato un piano specifico per i centri educativi, mentre i dirigenti scolastici supervisionano anche l'organizzazione interna delle scuole e degli istituti.

Accompagnamento poliziesco nei percorsi scolastici e ingressi nei centri

Il segretario di Stato per l'Istruzione, Abelardo de la Rosa, ha comunicato ai direttori, alle associazioni dei genitori e ai gruppi giovanili che il Ministero sta lavorando a un dispositivo destinato a garantire che i minori possano spostarsi e accedere ai centri in sicurezza.

Tra le misure annunciate figura accompagnamento poliziesco in determinate rotte scolastiche, oltre alla presenza di agenti durante gli ingressi e le uscite degli studenti.

L'Istruzione prevede anche di richiedere un rafforzamento della vigilanza nelle vicinanze delle scuole durante i pomeriggi e le notti, con l'obiettivo di impedire l'accesso a persone non autorizzate agli edifici.

A questo dispositivo si aggiungerà un piano di intervento psicologico per assistere gli studenti che potrebbero essere particolarmente colpiti dalla situazione vissuta in città nelle ultime settimane.

Come spiegato da De la Rosa, l'obiettivo è che gli studenti possano "integrare" e "digerire" quanto accaduto e ridurre il più possibile le loro conseguenze emotive.

CSIF chiede che le misure siano operative prima del 1 settembre

I sindacati degli insegnanti hanno ricevuto con cautela gli annunci del Ministero.

La portavoce dell'Istruzione di CSIF a Ceuta, Lola Cuadra, chiede "garanzie reali" che le misure relative alla sicurezza, pulizia e rafforzamento del personale siano completamente pronte prima del ritorno degli insegnanti.

CSIF chiede inoltre che si garantisca una pulizia giornaliera sufficiente in tutti i centri, oltre ai servizi ordinari, e che si amplino le possibilità di conciliazione tramite aule mattutine e pomeridiane.

Il sindacato reclama ugualmente l'attivazione immediata del piano di attenzione psicosociale, con professionisti sufficienti, così come un aumento del personale educativo e un rafforzamento dei team di orientamento.

ANPE mette "in quarantena" gli annunci dell'Istruzione

La portavoce di ANPE a Ceuta, Remedios Acosta, si mostra anche prudente e assicura che mantiene "in quarantena" le misure annunciate fino a verificare che vengano realmente applicate.

Acosta ricorda che buona parte delle azioni richiede finanziamenti e considera imprescindibile verificare se il dispiegamento promesso si materializza prima che gli studenti tornino in classe.

La rappresentante di ANPE è stata particolarmente critica con la risposta delle amministrazioni nelle ultime settimane e sostiene che Ceuta continua a necessitare di misure aggiuntive.

Il sindacato concorda con CSIF nel richiedere aule mattutine e pomeridiane e reclama anche assistenza psicologica per le famiglie.

UGT pone l'accento sulla sicurezza durante gli spostamenti

La presidente della Giunta del Personale Docente non Universitario di Ceuta e segretaria generale di UGT Servizi Pubblici nella città, Trinidad Megías, considera che il principale problema si trovi attualmente negli spostamenti dei minori.

Secondo quanto spiega, i rinforzi di pulizia sono già stati effettuati specialmente in quegli istituti che sono stati utilizzati per accogliere temporaneamente minori.

"Il problema adesso più grave è il tema della sicurezza", sostiene Megías, che ricorda che gran parte degli studenti dovrà spostarsi quotidianamente dalle proprie abitazioni verso scuole e istituti.

UGT propone quindi di creare o ampliare linee di autobus scolastici con personale di vigilanza, sia all'interno dei veicoli che nei luoghi di partenza e raccolta.

Il sindacato reclama inoltre di ampliare le aule mattutine e pomeridiane a cicli educativi dove attualmente non esistono e offrire supporto psicosociale a studenti, famiglie e insegnanti.

"Continuiamo con la stessa situazione dal 30 luglio"

Megías riassume la preoccupazione di parte del corpo docente sottolineando che la situazione a Ceuta non può ancora considerarsi completamente superata.

"La situazione che stiamo vivendo nella nostra città non è che sia passata una catastrofe, sia finita e ora ci stiamo riprendendo, è che continuiamo con la stessa situazione dal giorno 30 di luglio", sostiene la rappresentante sindacale.

Questo contesto spiega che i sindacati insistano sul fatto che gli annunci debbano trasformarsi in misure concrete prima del ritorno degli studenti.

Le famiglie avvertono di possibile assenteismo

La FAMPA Cuatro Culturas, il Consiglio della Gioventù e il Movimento degli Studenti hanno anche avvertito che alcuni studenti potrebbero non andare a scuola durante i primi giorni del corso.

Sebastián, membro del Consiglio Direttivo della FAMPA Cuatro Culturas, assicura che ci sono famiglie che hanno paura e che non si fidano ancora pienamente delle misure annunciate.

Anche se considera "coerenti" alcune delle proposte presentate dall'Istruzione, sottolinea che coincidono in buona parte con le richieste che le stesse associazioni avevano già trasmesso in precedenza alla Direzione Provinciale.

La FAMPA sostiene che ci sono genitori che stanno valutando di non portare inizialmente i propri figli a scuola o di accompagnarli personalmente nei loro spostamenti.

Secondo Sebastián, alcune famiglie non vogliono che i minori vadano o tornino da soli, anche nel caso di adolescenti di 12 o 13 anni.

Le accuse più gravi, espresse dalle associazioni, non sono verificate in questo testo

Nelle sue dichiarazioni, il rappresentante della FAMPA fa anche affermazioni molto gravi su presunti reati e sulla pressione esistente in determinati servizi sanitari.

Queste dichiarazioni corrispondono a la valutazione e le denunce espresse dall'associazione, e non vengono forniti in queste informazioni dati ufficiali che permettano di verificarle in modo indipendente.

Questa distinzione risulta particolarmente rilevante in un contesto di forte tensione sociale, dove le amministrazioni hanno chiesto di evitare voci e messaggi non verificati.

I giovani considerano insufficienti le misure

Il presidente del Consiglio della Gioventù e del Movimento degli Studenti, Adil Hamed Cañibano, si mostra anche scettico riguardo agli annunci fatti dal Ministero.

Considera che le misure proposte siano "insufficienti" e richiede che i giovani possano recuperare una normalità completa nella loro vita quotidiana.

Cañibano riconosce che non può precisare se un eventuale assenteismo si concentrerà solo nei primi giorni o potrebbe protrarsi per più tempo.

Tuttavia, difende l'importanza che gli studenti tornino a scuola, specialmente quelli che affrontano corsi decisivi come il secondo anno di Bachillerato o l'accesso all'università.

"Abbiamo bisogno che i nostri giovani partecipino, ma nel modo migliore possibile", riassume.

Il 8 settembre, prima prova per il dispositivo

L'incorporazione del personale docente questo martedì permetterà di verificare quali misure sono già pronte all'interno dei centri e quali sono ancora in attesa.

Il vero esame arriverà il 8 settembre, quando migliaia di studenti torneranno in aula.

Fino ad allora, sindacati e famiglie chiedono che venga concretizzato il numero di effettivi, la copertura delle rotte scolastiche, la vigilanza agli accessi, i rinforzi di pulizia e il supporto psicologico annunciato.

Il Ministero difende che esiste un piano per garantire un ritorno sicuro. I rappresentanti di insegnanti, genitori e studenti concordano, tuttavia, su una stessa richiesta: che tutte le misure siano operative prima che i minori tornino nelle scuole e negli istituti di Ceuta.