Spotify metterà un'etichetta agli artisti creati con intelligenza artificiale e limiterà la loro presenza nelle raccomandazioni.

La piattaforma musicale inizierà a mostrare a settembre il distintivo «AI Persona» per identificare i profili di artisti la cui identità è stata generata da intelligenza artificiale.

3 minuti

fotonoticia 20260804171921 1920

fotonoticia 20260804171921 1920

Aggiungi DEMOCRAT su Google

Chiedi a FREN

Pubblicato

Ultimo aggiornamento

3 minuti

I più letti

Spotify darà un nuovo passo per identificare i contenuti legati all'intelligenza artificiale. La piattaforma di musica in streaming inizierà a introdurre a metà settembre un'etichetta denominata «AI Persona», destinata a segnalare i profili di artisti la cui identità è stata creata mediante intelligenza artificiale.

L'obiettivo è offrire agli utenti un segnale chiaro che permetta di distinguere tra artisti reali e personaggi musicali generati artificialmente. La misura arriva dopo l'aumento di profili che utilizzano nomi, immagini e biografie creati con IA e che possono presentarsi agli ascoltatori come se corrispondessero a persone reali. (Le Matin)

La nuova etichetta apparirà in diversi spazi di Spotify, tra cui il profilo dell'artista, i risultati di ricerca e le playlist. In questo modo, l'utente potrà sapere che dietro a una determinata identità artistica non esiste necessariamente una persona reale.

Spotify non etichetterà tutta la musica creata con IA

La compagnia ha precisato che il nuovo sistema non intende determinare se una canzone concreta è stata creata totalmente o parzialmente mediante intelligenza artificiale. Il distintivo si concentra sull'identità dell'artista.

Questo significa che un musicista umano che utilizza strumenti di IA durante il processo di produzione di una canzone non sarà automaticamente classificato come «AI Persona». L'etichetta è rivolta ai casi in cui lo stesso artista o la sua identità pubblica sono stati generati artificialmente. (The Verge)

I creatori potranno dichiarare volontariamente di essere artisti generati mediante IA attraverso Spotify for Artists. Allo stesso tempo, la piattaforma avrà sistemi di revisione per rilevare profili che possano corrispondere a identità artificiali.

Spotify combinerà strumenti tecnologici con revisione umana e presterà particolare attenzione a profili che raggiungono un volume significativo di pubblico. Se ritiene che un'identità sia stata generata artificialmente, potrà incorporare l'etichetta corrispondente. Gli artisti avranno inoltre la possibilità di contestare la decisione se ritengono di essere stati identificati in modo errato. (Cinco Días)

Gli artisti identificati da IA rimarranno esclusi dalle raccomandazioni

La nuova politica avrà inoltre conseguenze sulla visibilità di questi profili. Spotify ha annunciato che la musica associata agli account identificati come «AI Persona» rimarrà esclusa, per default, dalle sue raccomandazioni editoriali e personalizzate.

La compagnia cerca così di evitare che gli algoritmi promuovano automaticamente profili artificiali davanti a utenti che non li hanno cercati o seguiti espressamente. Gli ascoltatori che decidono di seguire volontariamente uno di questi artisti potranno continuare ad accedere alla loro musica. (Télérama)

La decisione rappresenta un cambiamento rilevante nel modo in cui le piattaforme di streaming affrontano la crescita della musica generata tramite intelligenza artificiale. Spotify conta milioni di profili di artisti e riceve un volume crescente di contenuti prodotti o assistiti da strumenti di IA.

Il boom degli artisti virtuali

Il fenomeno ha già generato controversie nell'industria musicale. Alcuni profili sono riusciti a riunire centinaia di migliaia di ascoltatori senza che ci sia una carriera artistica convenzionale dietro di loro.

Uno dei casi che ha alimentato il dibattito è quello di The Velvet Sundown, un progetto che ha superato il milione di ascoltatori mensili su Spotify e la cui identità ha generato dubbi proprio per l'assenza di una carriera pubblica convenzionale e per l'uso di elementi visivi associati all'intelligenza artificiale. (The Guardian)

Il problema non si limita all'apparizione di artisti completamente artificiali. L'intelligenza artificiale è anche utilizzata per creare voci, immagini, copertine e altri elementi associati a musicisti reali. A ciò si aggiungono i casi di furto d'identità, in cui canzoni vengono pubblicate sotto il nome di artisti senza la loro autorizzazione.

Spotify ha già adottato altre misure per aumentare la trasparenza. Ad aprile ha presentato il distintivo «Verified by Spotify», destinato a identificare profili di artisti che sono stati esaminati e soddisfano determinati criteri di autenticità e fiducia. (Spotify)

La nuova etichetta «AI Persona» introduce ora il movimento contrario: non confermare che dietro a un profilo esiste una persona reale, ma avvertire l'utente quando l'identità artistica che sta vedendo è stata generata artificialmente.

Con questa strategia, Spotify intende rispondere a una delle principali difficoltà che pone l'espansione dell'intelligenza artificiale nella musica: che gli utenti possano sapere chi —o cosa— è realmente dietro la musica che ascoltano.

Ciao, sono Fren. Come posso aiutarti?