Il Consiglio Superiore delle Ricerche Scientifiche (CSIC) ha avviato un visualizzatore ad accesso aperto per seguire l'evoluzione della serie sismica registrata nella Vega di Granada dal 15 agosto scorso.
Lo strumento, denominato Sismicità 3D · Granada, consente di rappresentare i terremoti su diverse mappe e analizzare in modo grafico dove si localizzano, a che profondità si producono e come evolve l'attività nel tempo.
Il visualizzatore è disponibile gratuitamente sul sito del CSIC e utilizza dati provenienti da organismi scientifici ufficiali, principalmente dall'Istituto Geografico Nazionale (IGN).
Visualizzatore dei terremoti di Granada, in diretta
Fonte: Gruppo di Consulenza in Disastri ed Emergenze del CSIC. Se il visualizzatore non viene visualizzato correttamente, può essere consultato direttamente su la piattaforma Sismicità 3D · Granada.
Quali informazioni offre il visualizzatore del CSIC
La piattaforma consente di consultare in modo interattivo vari elementi relativi alla serie sismica:
- La posizione degli epicentri.
- La profondità dei terremoti.
- L'evoluzione cronologica dell'attività.
- La distribuzione dei sismi sul terreno.
- La prossimità dei movimenti alle principali faglie attive.
- L'immagine geologica o satellitare della zona interessata.
La rappresentazione tridimensionale facilita l'osservazione della profondità degli ipocentri e non solo la posizione dei terremoti su una mappa piatta. Questo consente di apprezzare come si distribuiscono i movimenti sotto la superficie e come cambia tale distribuzione durante la sequenza.
Dati dell'IGN, dell'IGME-CSIC e del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo
Le informazioni sugli ultimi terremoti provengono dall'Istituto Geografico Nazionale, ente competente per localizzare e catalogare ufficialmente l'attività sismica in Spagna. Il visualizzatore incorpora anche la posizione delle faglie raccolte nel database QAFI, sviluppato dall'Istituto Geologico e Minerario di Spagna, integrato nel CSIC. Questo database raccoglie informazioni sulle principali faglie attive della penisola iberica.
Per offrire un contesto temporale più ampio, lo strumento include inoltre informazioni sui terremoti registrati tra il 2015 e il 2026 a partire dai dati del Centro Sismologico Euro-Mediterraneo.
La combinazione di queste fonti consente di confrontare la serie attuale con l'attività sismica precedente e analizzare la sua distribuzione spaziale e temporale.
Il GADE consiglia le autorità dal 15 agosto
Il progetto è gestito dal Gruppo di Consulenza in Disastri ed Emergenze (GADE) del CSIC. Questo team fornisce dal 15 agosto consulenza scientifica e tecnica alle amministrazioni incaricate di gestire l'emergenza.
Il coordinamento spetta alla responsabile delle emergenze del CSIC, Inés Galindo, e al coordinatore dei rischi geologici, Juan Carlos García. Nei lavori partecipa personale ricercatore dell'Istituto Geologico e Minerario di Spagna, l'Istituto delle Scienze Marine dell'Andalusia e l'Istituto delle Scienze della Costruzione Eduardo Torroja.
Il gruppo analizza la localizzazione, la profondità e l'evoluzione dei terremoti, oltre alla distribuzione delle repliche e la loro relazione con le faglie vicine. Partecipa anche alle riunioni del Comitato Consultivo del Piano di Emergenza per il Rischio Sismico in Andalusia convocato dalla Junta.
La sua funzione consiste nell'apportare informazioni scientifiche a coloro che devono adottare le decisioni operative durante l'emergenza. L'azione si sviluppa all'interno del Protocollo di Consulenza in Disastri ed Emergenze del CSIC.
Il visualizzatore non permette di prevedere nuovi terremoti
La incorporazione delle faglie attive nella mappa non significa che lo strumento possa anticipare con esattezza quando o dove avverrà un nuovo terremoto. I sismi non possono essere previsti attualmente con precisione. Il visualizzatore serve per studiare l'attività già registrata, analizzare le repliche, identificare modelli spaziali e valutare scientificamente la possibile interazione con strutture geologiche vicine.
Pertanto, la piattaforma deve essere interpretata come uno strumento di monitoraggio e analisi, non come un sistema di allerta o previsione. Per conoscere gli ultimi movimenti confermati e comunicare che si è sentito un terremoto, il riferimento ufficiale continua a essere il servizio di informazione sismica dell'IGN.