Il consigliere dell'Agricoltura, Allevamento, Ambiente Rurale e Politica Ambientale della Giunta di Castiglia e León, Antonio Pino, ha proposto al Ministero dell'Agricoltura, Pesca e Alimentazione la convenienza di introdurre un aggiustamento semplice nella politica agraria spagnola che metta al centro i produttori ed elimini il controllo costante o la "sfiducia" verso agricoltori e allevatori.
Pino ha esposto questa posizione nel Plenario delle Corti di Castiglia e León, rispondendo a un'interpellanza registrata dal suo stesso Gruppo Parlamentare, Vox. Durante il suo intervento, ha sottolineato che il settore primario opera in mercati molto competitivi, assume costi elevati e si confronta con requisiti che non sono richiesti alle importazioni, per cui ha ribadito che la Giunta difenderà questa visione di fronte al Governo centrale e a Bruxelles con l'obiettivo di ottenere un quadro con meno oneri, norme sostenibili e parità di condizioni.
Il responsabile autonomico ha rimarcato che la priorità dell'Esecutivo regionale è garantire che agricoltori, allevatori, irrigatori, cacciatori e pescatori possano esercitare il loro lavoro con "sicurezza giuridica, minori ostacoli e possibilità di ottenere un reddito dignitoso".
In questa linea, ha ricordato la sua esperienza personale come agricoltore per insistere sulla necessità di offrire "norme ragionevoli, velocizzare i pagamenti e promuovere le infrastrutture, l'acqua, la sanità animale e la difesa commerciale".
Tra le azioni già in corso, Pino ha messo l'accento sul recupero della combustione controllata di stoppie per la campagna 2026-2027 mediante comunicazione preventiva, come risposta a problemi fitosanitari, uno strumento che ha definito come "regolato e orientato" a salvaguardare i raccolti.
Allo stesso modo, ha espresso la sua fiducia che il Ministero dell'Ambiente e dell'Energia dia presto il via libera alla combustione dei pascoli per l'allevamento, all'interno di un criterio generale basato sulla ricerca di soluzioni di fattibilità "tecnica" e legale invece di "vietare".
Seguendo questo approccio di gestione, il consigliere dell'Agricoltura ha fatto riferimento anche alla regolamentazione del lupo nel quadro del controllo della popolazione, alla promozione della figura del veterinario abilitato e al rifiuto frontale all'imposizione obbligatoria del quaderno digitale di sfruttamento.
Allo stesso modo, ha inciso sul fatto che Castilla e León si è posizionata come la prima Comunità autonoma di Spagna e la prima regione d'Europa a anticipare il pagamento degli aiuti della PAC, dopo aver esaurito il margine autonomico disponibile con misure di "flessibilizzazione come la raccolta anticipata, il sfruttamento zootecnico, la riduzione nell'esigenza di rotazione o la lavorazione verticale".
Riguardo ai fondi europei, Pino ha richiesto un budget sufficiente per la PAC, articolato in due pilastri e focalizzato sul professionista, senza tagli né pagamenti redistributivi che penalizzino la dimensione delle aziende. Ha dettagliato anche la conclusione del bando di incorporazione di giovani, con più di 900 beneficiari e circa 60 milioni di euro, così come la risoluzione di quattro piani di miglioramento che superano i 118 milioni di euro, anticipando che i prossimi bandi avranno procedure più agili e un rafforzamento dei centri integrati di formazione professionale agraria.
In materia di irrigazione, il consigliere ha fissato come obiettivo autonomico avvicinare la superficie irrigabile di Castilla e León al 23 per cento che rappresenta il totale nazionale, rispetto al 15 per cento attuale, mediante interventi di modernizzazione e nuovi sviluppi.
In ambito venatorio e ittico, ha annunciato la fine dell'obbligo del contrassegno digitale, l'adattamento della normativa sui visori notturni per il controllo del cinghiale e l'impegno di corrispondere prima della fine del 2025 le indennità per danni di lupo e orso relative a quell'esercizio, riducendo inoltre a un massimo di sei mesi i termini di valutazione ambientale.
D'altra parte, Pino ha lamentato l'assenza di una risposta favorevole da parte del Ministero alle proposte della Giunta, concordate con le organizzazioni professionali agricole, per flessibilizzare ecoregimi o la tubercolosi bovina, rispetto alla quale il Governo autonomico promuove un progetto di ricerca con un immunomodulatore bio sicuro.
Infine, ha ribadito che l'Amministrazione autonoma si rifiuta di sostenere accordi commerciali o importazioni di paesi terzi che non includano clausole speculari, controlli efficaci e garanzie di reciprocità per il settore.